Kobe Bryant, come il mondo l’ha celebrato: le frasi più belle

Il 26 gennaio 2020 passa alla storia come un giorno drammatico per lo sport internazionale. La morte di Kobe Bryant ha scosso non solo il mondo del basket, ma tutti gli atleti che hanno visto nell’ex stella dei Los Angeles Lakers un mito, un simbolo e un modello. A 41 anni, se ne va uno dei giocatori che hanno fatto la storia NBA.

Una carriera ricca di successi, di traguardi impensabili e di momenti significativi. Il suo nome è legato indissolubilmente alla franchigia gialloviola, con cui ha giocato e vinto per due decenni. Kobe Bryant non è solo la numero 8 o la numero 24, entrambe ritirate dal suo team al termine della sua carriera, ma anche un esempio per tanti colleghi che, in lui, hanno visto il talento più cristallino e dominante dopo l’epopea di Michael Jordan.

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NBA Commissioner Adam Silver issued the following statement today regarding the passing of Kobe Bryant: “The NBA family is devastated by the tragic passing of Kobe Bryant and his daughter, Gianna. “For 20 seasons, Kobe showed us what is possible when remarkable talent blends with an absolute devotion to winning. He was one of the most extraordinary players in the history of our game with accomplishments that are legendary: five NBA championships, an NBA MVP award, 18 NBA All-Star selections, and two Olympic gold medals. But he will be remembered most for inspiring people around the world to pick up a basketball and compete to the very best of their ability. He was generous with the wisdom he acquired and saw it as his mission to share it with future generations of players, taking special delight in passing down his love of the game to Gianna. “We send our heartfelt condolences to his wife, Vanessa, and their family, the Lakers organization and the entire sports world.”

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In tanti, durante la sua vita, hanno espresso ciò che pensavano di lui e del suo modo di essere atleta, amico e personaggio carismatico. Tantissime le frasi e i pensieri che sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo non solo del basket, né tantomeno solo di quello americano. Bryant è una figura che trascende lo sport, uno di quei giocatori che si conoscono anche se non si conosce il mondo della palla a spicchi.

Le frasi più belle su Kobe Bryant

Proprio Michael Jordan è una di quelle voci che, prima di tutti, ha celebrato e incoronato Kobe, soprattutto nei momenti successivi al suo ritiro dall’attività agonistica, proprio quando il talento di Bryant emergeva in tutto il suo splendore:

Ho lasciato la NBA in buone mani, ma se dovessi scegliere il giocatore più forte del pianeta, direi Kobe Bryant, senza alcuna esitazione.

Rivedo molti aspetti di me in Kobe Bryant, senza dubbio.

I coach che l’hanno avuto in squadra non hanno mai mascherato il fatto che fosse una spanna sopra tutti. Del Harris è stato il primo:

Nessuno può difendere uno contro uno contro Kobe Bryant. Nessuno.

Poi è stata la volta di Pat Riley, con la consacrazione definitiva:

È esattamente al livello di Michael Jordan.

Per poi arrivare a quella che, probabilmente, è la frase più emblematica del suo legame con i Lakers. Phil Jackson, storico coach della franchigia, si è espresso così al momento del suo ritorno in panchina:

C’è una ragione per cui sono tornato ad allenare. Perché in questa squadra gioca Kobe Bryant.

I giocatori che l’hanno avuto come compagno di squadra e da avversario, ma anche le ex stelle che l’hanno visto continuare quel filo leggendario tipico dei campioni NBA, l’hanno celebrato più volte nelle proprie carriere. A partire da Horace Grant, ex ala dei Lakers:

Kobe Bryant? Sì, il numero 23. Come? Il 23 non è di Kobe Bryant, ma di Michael Jordan? So benissimo quello che sto dicendo…

Famosa anche la frase dell’ex guardia Eddie Jones:

Ad ogni azione, lo guardi e ti chiedi: “Che cosa farà nella prossima?”

Jalen Rose dei Toronto Raptors era in campo contro i Lakers quando Kobe fece registrare la sua incredibile partita da 81 punti segnati. Una manifestazione di superiorità individuale come poche altre nella storia dello sport a squadre:

Non vogliamo essere ricordati come la squadra contro cui Kobe Bryant ha segnato 81 punti, ma dobbiamo riconoscere quello che è giusto: Kobe è il giocatore più completo di tutti, il più competitivo in assoluto. E la cosa più spaventosa è che continua a migliorare, soprattutto da quando Phil Jackson è tornato ad allenarlo.

I riconoscimenti delle superstar del Dream Team americano sono un altro tassello nella carriera di Bryant. Charles Barkley fu eloquente:

Solo Dio può fermare Kobe Bryant.

Magic Johnson non è stato da meno:

È la cosa più simile a Michael Jordan che si sia mai vista. È inarrestabile. La sua voglia di vincere è incredibile e l’ha tenuto in palestra come nessuno è mai stato in grado di fare. Si è dedicato completamente al basket, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

C’è tanta Italia nella vita di Kobe. Papà Joe ha giocato a Rieti, Pistoia, Reggio Calabria e Reggio Emilia, facendo crescere Kobe proprio nelle città del basket azzurro. Un dettaglio fondamentale per quella che poi è stata la sua carriera:

Se Kobe è diventato il giocatore che è oggi, lo deve soprattutto all’Italia. In America si salta e si corre, ma pochi conoscono i fondamentali del gioco.

La chiosa è quella di Federico Buffa, nel mondo del basket da anni ma non nelle vesti da atleta. La sua definizione ha reso l’idea di ciò che è stato Kobe Bryant per gli appassionati e non solo per i suoi colleghi. Un amore tra gli spettatori ed una superstar che sarà eterna:

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