Henry Cejudo

I migliori 10 MMA fighter dell’ultima decade – I parte

Stilare una classifica non è mai semplice. Anche in uno sport non datato. Cosa significa rientrare nella selezione dei migliori fighter della decade? È una classifica numerata? In base a quali criteri ci si rientra? Delle premesse sono doverose. Ad oggi, credo si possa dire senza ombra di dubbio, la miglior promotion di MMA in circolazione è UFC. E le MMA non sono uno sport con delle federazioni che gestiscono i match fra fighter, come lo è ad esempio la boxe. 

UFC negli anni, diventando e rimanendo la miglior promotion, ha acquisito dei privilegi morali che ad altre promotion non sono ovviamente riconosciuti. Una di queste è la possibilità di stabilire un “livello massimo”, per così dire. Definire quindi un combattente come “di livello UFC” significa metterlo nell’élite assoluta dello sport. Ciò non significa che le altre promotion non abbiano atleti d’élite, anzi.

Negli ultimi anni sempre più fighter hanno preferito altri lidi, fra i quali Bellator e One per via dell’assottigliamento di livello, che ad oggi rimane comunque marcato. La classifica che andrete a leggere non avrà solo fighter che militano attualmente in UFC perché personalmente credo ci siano combattenti al di fuori (che comunque vi hanno militato) che meritano un riconoscimento molto alto. 

Quali sono stati i migliori fighter di MMA negli ultimi dieci anni?

Detto ciò, ci tengo a precisare che la presenza nella classifica è data da un mix di talento, risultati sportivi, importanza nella divulgazione dello sport, titoli vinti, pericolosità degli avversari, importanza dei match disputati e che non vuole esser presa come Bibbia, ma piuttosto come una sorta di guida agli identikit dei combattenti che hanno avuto un ruolo importante nello sport. Sarà numerata, ma opinabile e propria alle conoscenze e alla soggettività di chi scrive.

10 – Ronda Rousey

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Non sarà stata la più simpatica e la più sportiva, ma Ronda Rousey (12-2; il record dei fighter farà fede solo agli ultimi dieci anni di attività) ha almeno due grandissimi meriti. Il primo è dato dal suo talento applicato e dai risultati ottenuti; il secondo dal guadagno d’immagine che lo sport ha avuto grazie alla sua attività. Ronda ha iniziato con tre match amatoriali proprio nel 2010, passando all’essere professionista nel 2011. Prima di conoscere la rapida decadenza, Ronda ha dominato per ben cinque anni, battendo avversarie del calibro di Miesha Tate, Cat Zingano e Liz Carmouche, macinando record su record, sia sportivi che mediatici, sembrando davvero imbattibile in alcune occasioni grazie alle proprie abilità che le consentivano di fare un lavoro rapidissimo delle sue avversarie. Cosa le è successo dopo? Un verticale crollo psicologico? L’esposizione dei suoi punti deboli da parte delle sue due ultime avversarie? L’aver incontrato due fighter molto più forti di lei in ogni reparto? Difficile da dire, forse un insieme delle tre cose. Ma Ronda Rousey, nell’ultima decade è stata senz’altro una delle stelle più luminose dello sport. Non inserirla in classifica sarebbe criminale.

9 – Georges St. Pierre

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Georges St. Pierre non sarà stato il fighter più attivo nell’ultimo decennio, ma con un record di 7 vittorie e nessuna sconfitta ed un ritorno in gabbia di successo va assolutamente annoverato fra i migliori combattenti degli ultimi 10 anni, oltre che ovviamente fra i migliori in assoluto dello sport. Se c’è una cosa che va assolutamente riconosciuta a St. Pierre, quella è l’abilità di aver capito quando la sua condizione psicofisica gli avrebbe consentito di esprimersi al meglio e, dopo il primo ritiro, di aver saputo scegliere con accortezza il suo finora unico match di rientro. Tutto ciò è contorno, se si pensa all’eredità sportiva della leggenda canadese. Imbattuto nell’ultimo decennio e promotore di uno sport pulito e dai controlli ferrei, il messaggio che ha lasciato St. Pierre è dei più nobili e lascia una sorta di vademecum alle nuove leve. Marziale nel corpo e nella mente, ha fatto tabula rasa della divisione dei pesi welter finché è stato attivo ed ha scelto, dopo un match davvero complicato e vinto per il rotto della cuffia contro Johny Hendricks, di ritirarsi nel 2013, con vittorie sul citato Hendricks, oltre che su Nick Diaz, Carlos Condit, Jake Shields, Josh Koscheck e Dan Hardy, per rientrare poi nel 2017, battendo l’allora campione dei pesi medi Michael Bisping e conquistando simbolicamente la cintura (che sarà subito resa vacante).
Si scrive GSP, si legge MMA.

8 – Stipe Miocic

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The Baddest Man on the Planet. Ho sempre trovato curiosa l’espressione con cui ci si riferisce al campione dei pesi massimi di boxe e di MMA. L’uomo più cattivo del mondo. Eppure Stipe Miocic, il vero terrore della divisione dei pesi massimi nell’ultimo decennio, pur essendo un fighter professionista non ha mai lasciato il suo vecchio lavoro, quello di pompiere. Altro che cattiveria. Eppure, resta una dicotomia molto curiosa: Miocic, nella sua vita, salva quella di tante persone e ne rovina altre. Sportivamente ed ironicamente, s’intende. L’amore del campione di Cleveland per il suo lavoro, figlio sicuramente di una grande filantropia, ha fatto sì che Stipe continuasse a svolgerlo, rendendolo la figura del salvatore, ma rimanendo nel frattempo l’uomo più temuto in un ottagono. Con uno stile fatto di esplosività, un rapido e violento pugilato, buona difesa dei takedown e predisposizione nella lotta che gli hanno consentito di potersela giocare su ogni terreno anche con i migliori, Miocic è tornato quest’anno ad essere campione dei pesi massimi, battendo quell’ultima bestia nera della sua carriera che risponde al nome di Daniel Cormier. Gli era già capitato con Stefan Struve ed una volta con Junior dos Santos (vendicata) di mostrare di non essere perfetto, ma insomma, chi lo è? Miocic è stato più forte delle avversità, si è migliorato ed ha battuto persino quel Daniel Cormier che lo aveva sconfitto poco prima. E se si dà un’occhiata alla sua lista di vittime illustri, si capirà immediatamente chi è stato il dominatore della categoria negli ultimi anni: Daniel Cormier, Francis Ngannou, Junior dos Santos, Alistair Overeem, Fabricio Werdum, Andrei Arlovski, Mark Hunt, sono solo alcune delle sue vittime. La sua intera carriera da professionista, fatta di 19 vittorie e 3 sconfitte, è stata svolta negli ultimi dieci anni. Miocic detiene il record di maggior numero di difese titolate nei massimi in UFC (3) e ad oggi è considerato il migliore in circolazione. 

7 – Henry Cejudo

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Una delle imprese del decennio, ovvero quella di far abdicare dal trono Demetrious Johnson, seppur in un match molto equilibrato, l’ha compiuta il “Triple C” Henry Cejudo (15-2). Medaglia d’oro nel wrestling freestyle alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 nella divisione fino ai 55 kg, Henry Cejudo è parso inarrestabile a seguito della prima sconfitta subita in carriera contro Demetrious Johnson a UFC 197. Atleta eclettico ed incredibilmente adattivo, è stato abile nel cambiare radicalmente il proprio stile a seguito della suddetta sconfitta, passando da un’impostazione ortodossa ad una stance laterale che gli ha consentito di sfruttare al meglio le sue grandi doti nello striking, oltre che il suo punto forte, la lotta. Protagonista di una scalata praticamente inarrestabile, dopo aver perso anche un match per decisione non unanime contro Joseph Benavidez (in un match che aveva visto anche la detrazione di un punto a Cejudo), “The Messenger” ha battuto Wilson Reis, Sergio Pettis, Demetrious Johnson (conquistando così l’oro e fermando la più lunga striscia di difese titolate nella storia UFC), per arrivare poi all’ex campione dei pesi gallo TJ Dillashaw nella sua prima difesa, e poi Marlon Moraes, alla conquista insperata del titolo vacante dei pesi gallo. Una vera e propria impresa sportiva, condita da una meravigliosa evoluzione sotto gli occhi di tutti. Cejudo, probabilmente, può anche essere considerato fighter dell’anno 2019.

6 – Tony Ferguson

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Diciassette vittorie, una sola sconfitta negli ultimi dieci anni. Nome in codice: Uomo Nero. Stilare un identikit di Tony Ferguson è complicato poco meno che risolvere il suo rebus stilistico. Personaggio fuori dalle righe che ha attraversato momenti psicologicamente non facili che lo avevano condotto quasi ad un crollo (con conseguenze sulla sua vita familiare, superato grazie soprattutto all’aiuto della moglie come da lui stesso rimarcato), la vita privata di Tony Ferguson ha avuto momenti discutibili che sono balzati tristemente alla cronaca. Il fighter californiano però ha stretto i denti ed è riuscito a risalire la china, mostrando un carattere molto forte. Una sfumatura, questa, che Ferguson non ha mai mancato di mostrare nell’ottagono: Tony è un fighter che sa risorgere anche dal momento più buio, finalizzando il suo avversario nel momento per lui più complicato. Attualmente numero 10 pound for pound nella lista stilata da UFC, è il primo contendente nella divisione dei pesi leggeri ed affronterà Khabib Nurmagomedov il 18 aprile 2020. In palio ci sarà il titolo di campione dei pesi leggeri. Campione Ferguson lo è già stato, ma ad interim, per poi dover lasciare vacante la cintura a causa di un periodo di inattività che lo portò anche a dover rinunciare all’ennesimo match contro Khabib. La loro, è una storia infinita ed i due condividono anche la striscia vincente più lunga nella storia dei pesi leggeri (12) e nel momento in cui si scontreranno, ne rimarrà solo uno. Ferguson è considerato già oggi uno dei migliori pesi leggeri nella storia dello sport. Unica sconfitta in UFC patita per mano di Michael Johnson in uno scontro terminato in favore del suo avversario per decisione unanime, Tony può vantare vittorie su avversari del calibro di Donald Cerrone, Anthony Pettis, Kevin Lee, Rafael dos Anjos, Edson Barboza e Josh Thomson, fra gli altri. Il suo scontro con Khabib determinerà chi è il miglior peso leggero della storia dello sport.

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