Borussia Dortmund, la falsa leggenda del fallimento di Immobile

Voglia di riscatto. Ciro Immobile è un tipo orgoglioso. Nel 2014 andò in Bundesliga da capocannoniere della Serie A. Voleva imporsi anche in Germania nella squadra che appena un anno prima era arrivata fino alla finale di Champions League (persa contro il Bayern Monaco). L’avventura però non andò come sperava.

Inutile nascondersi: la stagione di Immobile al Borussia Dortmund non fu positiva. È anche vero però che è capitato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Il Borussia Dortmund quell’anno implose, crollò su se stesso. Inserirsi in una squadra così, per i nuovi (specie se stranieri) non poteva essere facile.

Ginter, che quell’estate arrivò dopo aver vinto i Mondiali, fallì clamorosamente, Adrian Ramos non riuscì a dare segnali di vita (eppure il primo era tedesco e il secondo veniva dall’Hertha Berlino, cioè dalla Bundesliga), Kampl, preso a gennaio, non incise. Ciro, al contrario, si spense col tempo dopo esser partito bene. Si lasciò appiattire da un ambiente privo di motivazioni, arrivato al termine del ciclo con Klopp.

Borussia Dortmund la falsa leggenda del fallimento di Immobile

In quella stagione Immobile, nel suo piccolo, non fece male. Specie all’inizio. Nelle prime sei partite giocate da titolare in Bundesliga segnò tre gol. Contro il Wolfsburg (che quell’anno aveva una squadra fortissima con De Bruyne, Caligiuri, Perisic, Naldo, Luiz Gustavo e Ricardo Rodriguez) fece gol e assist. I tifosi quella sera erano tutti per lui, perché Ciro stava trascinando la squadra. Nemmeno in Champions League le cose andarono particolarmente male: Immobile giocò infatti 5 delle 6 partite del girone (con Arsenal, Anderlecht e Galatasaray) e segnò 4 gol.

In totale Immobile segnò 10 gol in 1671 minuti giocati. Vale a dire una rete ogni 167 minuti. Non male per un attaccante alla prima esperienza all’estero e in una squadra che non girava. Perché il Borussia Dortmund quell’anno non funzionava proprio. A metà campionato era ultimo in classifica e rischiava la retrocessione. Le colpe i media le diedero a Immobile, l’attaccante venuto per sostituire Lewandowski che non riusciva a vincere le partite da solo. In realtà gli chiedevano l’impossibile.

Per questo col tempo Ciro a Dortmund si è spento, ma prima ancora di lui quell’anno se ne andò Klopp, a dimostrazione del fatto che il ciclo era finito. Domenica Immobile sfiderà il Borussia in amichevole con la Lazio. E a Dortmund si sono accorti di quanto effettivamente Ciro sia forte, come confidato da Schmelzer alla Gazzetta dello Sport:

Sono felice dei suoi successi. Che sia un ottimo attaccante era evidente. Un bomber però deve anche sentirsi apprezzato, deve avere la fiducia dell’ambiente e la Lazio evidentemente per lui è la squadra giusta.

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