Mario Gӧtze e il disturbo del metabolismo energetico: ecco cos'è

Mario Gӧtze e il disturbo del metabolismo energetico: ecco cos’è

Ora che Mario Gӧtze è ufficialmente un giocatore svincolato, per il centrocampista tedesco campione del mondo nel 2014 si apre un periodo di valutazioni: dopo 11 stagioni in Bundesliga tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco, di lui si parla molto in chiave calciomercato, tanto da essere stato accostato nelle settimane passate anche alla nostra Serie A.

Un giocatore di sicuro valore, forse non quel talento che sembrava essere fino a qualche anno fa, ma certamente un valore aggiunto per tantissimi club in Europa, a maggior ragione ora che i suoi problemi di salute sono sono stati prima individuati e poi superati.

Già, troppo strano che uno come lui a 24 anni fosse in calo. Ma i numeri erano evidenti. Meno gol, meno assist, meno tutto. Mario Gӧtze era in crisi. Nel 2012-13, la sua ultima annata al Borussia Dortmund prima del trasferimento al Bayern Monaco, aveva una media 22,3 scatti a partita. Nel 2017, di nuovo in giallonero, non andava oltre i 15. Diminuita anche la velocità media (da 33 a 32 km/h) e la percentuale di dribbling riusciti (da 53% a 47%). C’era un motivo e il club tedesco alla fine ne venne a capo. La Bundesliga a marzo di quella stagione perse per qualche mese uno dei suoi protagonisti, ritrovandolo però nella stagione successiva di nuovo forte, non come a inizio carriera ma comunque importante.

Il fatto: il disturbo del metabolismo energetico

Gli esami a cui si sottopose evidenziarono un disturbo del metabolismo energetico.  Una malattia che colpisce gli arti inferiori e che coinvolge la creatin-chinasi, un enzima il cui compito è proprio quello di liberare nel corpo energia chimica. In poche parole Mario non riesce a bruciare i grassi (per questo non riusciva più a raggiungere il peso forma) e i suoi muscoli non ricevevano stimoli, e per questo il giocatore si affaticava più del dovuto e aveva dolori muscolari. Meno del 2% della popolazione europea soffre di tale disturbo (che è ancor più rara negli altri continenti).

La cura e la rinascita

Il 2017 di Mario era cominciato nel peggiore dei modi: delle 8 partite del Dortmund ne giocò appena una, totalizzando solo 24 minuti. Sempre più di frequente Mario era costretto a fermarsi per alcuni problemi fisici. Fra fine 2015 e inizio 2016 dovette star fermo 116 giorni per un fastidio agli adduttori. Per ripartire Mario ha avuto bisogno di riposo assoluto, a tempo indeterminato. Chiaro fu in tal senso il comunicato del Borussia:

È strettamente e urgentemente indispensabile esonerare Mario dagli allenamenti.

Trovata l’origine del problema però i gialloneri si dissero subito fiduciosi. Il direttore sportivo Zorc, al tempo, garantì il massimo sostegno al ragazzo:

Siamo contenti di conoscere finalmente l’origine dei problemi di Mario. Siamo convinti che, una volta guarito, porterà in dote le sue straordinarie qualità tecniche.

Alla fine il Borussia Dortmund ebbe ragione, e Mario tornò su buoni livelli anche se con una stagione 2019/2020 non proprio indimenticabile: per lui solo 21 presenze e 3 gol.
Ora però si apre una nuova fase della sua carriera, a 28 anni appena compiuti ha tutto il tempo per tornare a essere un giocatore decisivo.yout

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