Pato ritorna in Brasile: ha firmato con il San Paolo

Alexandre Pato torna in Brasile. Nonostante le tante offerte pervenutegli negli ultimi mesi da club che volevano sfruttare il suo status da svincolato, l’attaccante brasiliano ha deciso di fare un passo indietro per rimettersi in discussione al San Paolo. La società brasiliana ha convinto l’entourage del calciatore mettendo sul piatto un interessante contratto quadriennale, vincendo così il derby paulista di calciomercato contro il Palmeiras che – dal canto suo – aveva proposto un accordo economicamente più vantaggioso nell’immediato, ma in scadenza nel prossimo mese di dicembre.

Già, perché le condizioni di Pato sono tutte da valutare, soprattutto oggi che il centravanti è fermo da qualche mese dopo aver vissuto da separato in casa l’ultima parte della sua esperienza cinese. Approdato al Tianjin Quanjian due anni fa, l’ex milanista si è rivelato di fatto una delle stelle delle ultime edizioni di Chinese Super League: dopo aver aiutato Fabio Cannavaro a qualificarsi per la Champions League asiatica durante la prima stagione, quest’anno le cose non sono andate benissimo soprattutto a causa degli enormi problemi economici del club, costretto di recente anche a cambiare denominazione.

Il “nuovo” Tianjin Tianhai non può permettersi certe spese a livello di ingaggio e quindi ha dovuto fare fuori tutti gli elementi ingestibili dal punto di vista economico. Nonostante ciò, nella lettera di addio indirizzata ai tifosi Pato non ha fatto cenno al comportamento della società, limitandosi a sottolineare i grandi traguardi raggiunti nell’ultimo biennio che hanno un po’ rappresentato il canto del cigno per le grandi ambizioni della vecchia dirigenza.

San Paolo, arrivano i gol: Pato è l’ultimo botto di mercato

Dal punto di vista meramente numerico, il Papero lascia la Cina a 29 anni dopo aver segnato 36 reti in 60 partite complessive, numeri decisamente alti per un calciatore arrivato nell’estremo Oriente accompagnato da parecchi punti interrogativi, legati principalmente ai suoi cronici problemi fisici. Il suo ambientamento però è stato velocissimo: come riportato in un approfondimento di Calcio8Cina, il sito italiano più autorevole in fatto di calcio cinese, Pato si è approcciato in maniera positiva alla nuova avventura professionale, dimostrando quanto gli interessi economici non siano in antitesi con quelli culturali e sociali.

Il presente però si chiama San Paolo, squadra nella quale l’attaccante ha già militato tra il 2014 e il 2015. A chiudere l’operazione di mercato sono stati i suoi due agenti storici, Alexandre Mattos e André Cury, quest’ultimo molto famoso per i suoi trascorsi legati a vari affari con il Barcellona. Cury ha seguito Pato lungo tutto il suo percorso e oggi, a più di 11 anni dal suo passaggio al Milan, è riuscito a fargli ottenere l’ennesimo contratto importante di una carriera falcidiata da sfortuna e infortuni.

Il giocatore percepirà un ingaggio a salire, il che significa che fino al prossimo mese di dicembre verrà pagato al minimo salariale. Poi, se dimostrerà di essere pronto a caricarsi sulle spalle l’intera squadra, lo stipendio aumenterà esponenzialmente. In questa folle trattativa di mercato pare abbia avuto un ruolo decisivo anche Cuca, tecnico che tra pochi giorni sarà ufficialmente annunciato da una società al momento in gravi difficoltà economiche e sportive. Il San Paolo non se la sta passando affatto bene e, soprattutto in chiave Copa Libertadores, ha palesato limiti offensivi che hanno portato la squadra ad arrendersi già nei playoff.

Per questo la figura del brasiliano diventa fondamentale: Pato porta in dote imprevedibilità e qualche gol in più a una compagine offensivamente asfittica, che davanti dipende totalmente dalle lune di Pablo e Gonzalo Carneiro, affidandosi quasi totalmente alle invenzioni di Hernanes e alle sgasate sulla destra di Bruno Peres. Pato in Cina ha dimostrato di poter essere ancora decisivo: per informazioni chiedere al Guangzhou Evergrande, travolto da una sua doppietta in quella che rimarrà la partita manifesto della sua esperienza asiatica. I tifosi lo hanno accolto come un eroe e non poteva essere altrimenti: il Papero è finalmente tornato a casa.

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