Jackson Martinez hip hop cristiano

Jackson Martinez: lo voleva il Milan, ora fa hip-hop cristiano

C’è stato un momento, non molto tempo fa, in cui il nome di Jackson Martinez era presente sul taccuino degli obiettivi di calciomercato di tutti i più grandi club europei. Accadeva già nel 2013, quando il poderoso centravanti colombiano terminava la sua prima stagione in Europa segnando con la maglia del Porto 31 gol in 43 partite, un’impressionante media di 0,72 reti messe a segno ogni 90 minuti.

Era in quel momento che i top club scoprivano questo straordinario attaccante, capace di andare a segno in ogni modo: dominante nel gioco aereo, dotato di un tiro mortifero, inaspettatamente mobile vista la stazza, Martinez era l’ennesima felice intuizione di calciomercato di un club che pochi anni prima aveva fatto scoprire all’Europa un suo illustre connazionale, Radamel Falcao, ceduto nel 2011 all’Atletico Madrid per 47 milioni di euro dopo 72 gol messi a segno in appena due stagioni.

Da re del calciomercato alla musica cristiana: la storia di Jackson Martinez

Un’ascesa inaspettata, quella dell’allora 26enne attaccante prelevato dai messicani del Jaguares de Chiapas, che sarebbe proseguita senza freni nei due anni successivi. Ai club che chiedevano informazioni il Porto rispondeva sparando alto, aspettando l’occasione giusta e verificando costantemente le qualità del suo bomber, per tre anni consecutivi re del gol in Portogallo. Se ne sarebbe privato soltanto nel 2015: ma il trasferimento che avrebbe dovuto sancire l’ingesso di Jackson Martinez nel gotha del calcio europeo avrebbe invece segnato l’inizio del suo triste e inesorabile declino.

Nato il 3 ottobre del 1986 a Quibdó, capoluogo del dipartimento di Chocó, all’esordio in prima squadra nell’Independiente di Medellin Jackson Martinez sembra tutt’altro che un predestinato. Certo è un buon prospetto, dotato di un discreto fiuto del gol, ma il fisico esile e longilineo e la scarsa cattiveria agonistica fanno pensare a un futuro lontano dal calcio che conta. Del resto quando esplode ha già compiuto 23 anni e non è che alla porta del club bussi per chiedere informazioni qualche grande club europeo.

Nonostante i 50 gol messi a segno in 72 partite nel giro di 18 mesi, che gli hanno consegnato il titolo di capocannoniere e hanno portato all’Independiente la vittoria nel torneo di Finalización, nonostante l’esordio con gol in Nazionale, per lui si fanno avanti soltanto i coreani dell’Ulsan Hyundai: sembra tutto fatto, poi improvvisamente la trattativa salta ed ecco spuntare un’altra ipotesi, non molto più affascinante.

L’esperienza al Porto: un bomber inarrestabile

I Jaguares de Chiapas sono un club nato da pochi anni in uno dei territori più tormentati del Messico, credono in lui e non smettono di farlo neanche quando a un impatto strepitoso (9 gol in 13 gare) segue una stagione negativa: un atto di fede che sarà ripagato dai gol messi a segno in Coppa Libertadores, in cui il club arriva fino ai quarti, e soprattutto in campionato, 20 in 35 presenze nel torneo 2011/2012 che vedono la sua nomina come capitano.

Sono queste prestazioni a schiudergli le porte dell’Europa: Jackson Martinez sbarca nel Vecchio Continente ormai prossimo ai 26 anni, praticamente da sconosciuto e con il non facile compito di sostituire il brasiliano Hulk, che il Porto ha appena ceduto allo Zenit di San Pietroburgo per 55 milioni. Si presenta subito con un gol decisivo, quello che vale la vittoria della Supercoppa nazionale contro l’Academica, e continua annientando qualsiasi difesa.

A livello nazionale lo farà per tre stagioni consecutive, che gli valgono altrettanti titoli di capocannoniere, e a chi obietta che quello portoghese non è esattamente un campionato proibitivo risponde prendendosi la scena anche in Champions League: il Porto non ha certo i mezzi per ripetere lo storico successo del 2004 con José Mourinho in panchina, arriva una volta agli ottavi e una ai quarti di finale, una volta esce addirittura ai gironi. Eppure Martinez non sfigura contro i più grandi difensori europei, riuscendo in qualche modo a lasciare sempre il segno.

Il fallimento all’Atletico Madrid

Nella stagione 2014/2015 mette a segno nel più importante torneo continentale per club 7 reti in 8 gare, rifilandone 3 in 180 minuti al Bayern Monaco. Sono queste prestazioni a spingere finalmente il calcio che conta a farsi avanti: piace tanto al Milan, che però attraversa già una fase economica poco felice e non può certo pareggiare l’offerta dell’Atletico Madrid, che con lui intende sostituire l’idolo di casa Diego Costa ceduto al Chelsea.

Sembra un grande colpo, eppure chi davvero conosce lo stile di gioco di Jackson Martinez e la filosofia calcistica del tecnico degli spagnoli Diego Simeone potrebbe intuire fin da subito quanto siano incompatibili. Il colombiano è un centravanti alto e robusto come Diego Costa, vero, ma molto meno combattivo e poco abituato a giocare spalle alla porta. Ha bisogno di segnare e di sentire la fiducia di compagni e allenatore, nei Colchoneros si trova ben presto a essere un pesce fuor d’acqua, abbattendosi alle prime difficoltà e non risollevandosi più.

Quello che appena 6 mesi prima era uno dei bomber più temuti d’Europa lascia Madrid nel gennaio del 2016, dopo appena mezza stagione in cui ha giocato 22 partite, spesso spezzoni, mettendo a segno la miseria di 3 reti. Le inconciliabili differenze tra le parti hanno fatto immediatamente naufragare il matrimonio con l’Atletico, di cui Martinez sarà ricordato come uno dei peggiori acquisti di sempre. Anche se in realtà, economicamente, i Colchoneros finiscono addirittura per guadagnarci.

L’illusione cinese: al Guangzhou di Felipe Scolari

Dopo 6 mesi da dimenticare, infatti, Martinez si trasferisce in Cina nel gennaio del 2016 per la bellezza di 42 milioni di euro, 7 in più di quanto i Colchoneros lo hanno pagato in estate. È una soluzione che sulla carta accontenta tutti, dato che il giocatore firma a 29 anni un ricco triennale da più di 12 milioni a stagione. In un calcio meno competitivo c’è la convinzione che Martinez potrà tornare il terrore delle difese di un tempo, per poi magari tornare nel giro che conta prima di appendere gli scarpini al chiodo.

Mai previsione si rivelerà più errata. Perché chi crede che il calcio cinese sia alla portata di tutti si sbaglia di grosso, dato che alle prestazioni sul campo è necessario accompagnare un ambientamento che non per tutti si rivela facile. Certo non per Martinez, che segna appena 4 gol in 16 partite e poi viene fermato da un infortunio alla caviglia che sembra poco più che routine e che invece, in pratica, fermerà una volta per tutte il suo volo.

Per due anni Jackson Martinez aspetta un rientro in campo che sembra non arrivare mai, e che quando finalmente avviene lo vede lontano dagli sfarzi del calcio cinese: stanco di aspettarlo, il Guangzhou lo ha scaricato in prestito al Portimonense, modesto club che lotta per salvarsi in Portogallo e che centra l’obiettivo anche grazie alle 9 reti messe a segno dall’ex bomber del Porto. Sono numeri distanti da quelli a cui aveva abituato tutti, spiegabili in parte con l’inevitabile declino di un giocatore esploso tardi e in parte con le conseguenze che l’infortunio ha lasciato sul suo corpo.

Un triste e solitario finale: il Portimonense

È lui stesso a raccontare alla rivista specializzata portoghese Record il suo calvario, i risvegli improvvisi nel bel mezzo della notte a causa del dolore che la caviglia continua a procurargli, che lo costringe a saltare una sessione di allenamento su due, impedendogli di tornare in forma, quello di un tempo. I tempi in cui spaccava in due le difese sembrano lontanissimi, il presente è quello di un calciatore che fatica a sentirsi tale, che viene confermato dal Portimonense ma solo per 6 mesi, necessari per capire se ci sono le basi per andare avanti insieme.

Alla fine di dicembre del 2019 il contratto con la Portimonense scade, Jackson Martinez conclude la prima parte della stagione scendendo in campo 11 volte senza riuscire mai a trovare la via del gol, la stessa che un tempo percorreva quasi a occhi chiusi. L’ultimo acuto arriva in Coppa di Lega, un potente destro su calcio di rigore nella sconfitta contro lo Sporting Lisbona, una gioia che dura il tempo di un attimo in un presente grigio e senza prospettive.

Il Portimonense decide comunque di rinnovargli il contratto fino al 2022: in pochissimi soltanto tre o quattro anni fa avrebbero creduto a una parabola del genere, che forse in futuro lo porteràdi nuovoin Colombia, magari all’Independiente di Medellin, per chiudere con lo stesso club in cui era cominciata la sua carriera. Un’avventura indimenticabile, chiusa malauguratamente da un triste e solitario finale.

Oltre il calcio: l’hip hop cristiano e la fondazione per i bimbi in difficoltà

Jackson Martinez è un grande appassionato di musica, se a questo si unisce la profonda fede in Dio, che spessso lo ha aiutato nei momenti più buii degli ultim anni, non soprende che nel 2018 abbia pubblicato un album di hip-hop cristiano, No Temerè.

A tutto questo si aggiunge il suo impegno nella fondazione che porta il suo nome e che opera in favore dei bambini bisognosi colombiani già dal 2012.

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