Ruzzi: “Volevo portare Zarate alla Roma”

Cosa sarebbe successo se il destino avesse preso una strada diversa? Magari portando Mauro Zarate sì a Roma, ma sulla sponda giallorossa del Tevere. Una proiezione di calciomercato che in fondo si sarebbe anche potuta concretizzare, come raccontato dal suo manager Luis Ruzzi.

Il procuratore di Maurito è tornato di recente in voga nel mondo Lazio per via della querelle televisiva legata ai presunti soldi dovuti da parte del presidente Lotito nei confronti del suo assistito.

Una disputa legale alla quale è stato dato ampio risalto per via di un servizio della trasmissione di Mediaset, Le Iene, mandato in onda proprio nella giornata di ieri, dopo un lungo botta e risposta a suon di comunicati con il club biancoceleste.

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Ruzzi, Zarate e il suo “sogno Roma”

A rendere ancora più spinosa la questione ora sono arrivate anche le dichiarazioni del manager dell’attaccante argentino del Boca Juniors:

Sono un tifoso giallorosso ed ho chiamato Pradè per convincerlo a prendere Zarate. Non ho ricevuto risposta per 22 giorni, poi l’ho incontrato e mi ha detto che a suo avviso non fosse un giocatore da Roma. Prima di andare a negoziare il passaggio alla Lazio ho pregato Pradè in ginocchio pur di non farlo passare al “nemico”. Nulla da fare. Se mi avessero chiamato, lo avrei portato da loro. Ho sempre sognato di veder giocare Totti e Zarate insieme.

Parole che di sicuro non aiuteranno Luis Ruzzi a risultare più simpatico all’ambiente biancoceleste, soprattutto in questo periodo. Ma che lasciano ipotizzare a quale scenario si sarebbe potuto verificare se le sliding doors del calciomercato avessero portato realmente a questa opportunità.

Mauro Zarate alla Lazio è arrivato come un vero e proprio idolo, addirittura andò a vedere una partita direttamente in Curva Nord e le sue prodezze, proprio contro la Roma, sono ancora nel cuore di tanti tifosi biancocelesti. Quelle per loro non le potrà mai cancellare nessuno. Nemmeno le parole di Ruzzi.

Tim Wiese

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