Joao Felix sogna la Champions League
Joao Felix sogna la Champions League

Champions League, il Portogallo tifa per l’Atletico Madrid di Joao Felix

La Final Eight di Champions comincia a Lisbona e il Portogallo ritrova un suo figlio prodigo, che nei sogni pareva destinato ad essere l’erede di Cristiano Ronaldo. Non a caso Joao Felix, una delle tante ‘gemme’ uscite fuori dal Benfica, l’estate scorsa era stato pagato 120 milioni dall’Atletico Madrid, e un po’ il peso di questa cifra, un po’ gli infortuni gli hanno fatto vivere una prima stagione da ‘colchonero’ in chiaroscuro.

Ma in passato è accaduto anche ad un asso del calibro del Kun Aguero, ecco allora che il ragazzo prodigio, o presunto tale, sembra non prendersela più di tanto e adesso non vede l’ora di giocare e farsi bello davanti ai connazionali.

Alla vigilia della sfida dei quarti di Champions contro il Lipsia, Joao Felix si è confessato con ‘Marca’ per spiegare che “a livello di club la Champions è il massimo, il punto di arrivo, per ogni calciatore, e per me questa lo è ancora di più perché si gioca a Lisbona. E’ molto buono per me, e sono felice”. Ora però la Coppa va conquistata sul campo, anche per sfatare una maledizione che ha visto più di una volta l’Atletico sfortunato protagonista, cadere a un passo dal traguardo.

Ora però dobbiamo concentrarci sulla prima partita – dice Joao Felix – fare ciò che ci è già riuscito nelle ultime e andare avanti così.

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Ma si sente obbligato a dimostrare, in ogni partita, che vale 120 milioni? Quanto pesa questa valutazione?

Io, come ho già detto altre volte, gioco prima di tutto perché mi piace – risponde – e non mi preoccupa ciò che sostiene la stampa o che dice la gente. Provo a non sentire le critiche, a volte mi arrivano, ma che ci posso fare? Le sento e tiro dritto per la mia strada. I miei obiettivi sono vincere la Champions e il Pallone d’oro.

Champions League, il Portogallo tifa per l’Atletico Madrid di Joao Felix

Obiettivi che, sogni a parte, non è detto che debbano concretizzarsi a breve: secondo il suo allenatore, il ‘Cholo’ Simeone, l’anno prossimo dovrebbe essere quello di Joao Felix che dopo l’adattamento alla nuova realtà è in crescendo. Che ne pensa il diretto interessato? Andrà davvero così?

Vediamo, mi sto adattando alla Spagna – risponde -, gioco il mio calcio, mi ambiento nel club e penso sempre a migliorare. Intanto sono qui per giocare come mi chiede il Cholo. Se Griezmann può essere un mio modello? Mi piacerebbe imitarlo, perché è uno che ha fatto la storia di questo club. Lui con il Cholo crebbe molto, e spero che succede anche a me.

Una battuta sul match di domani, in cui potrebbe partite dalla panchina (“non sarebbe un dramma, siamo tutti importanti”):

Il Lipsia in Europa ha meno esperienza di noi, ma rimane un rivale difficile, e che nel suo campionato ha fatto bene. Li abbiamo studiati tramite video e sappiamo come affrontarli.

Il sogno rimane la finale:

Giocarla allo stadio Da Luz, dove ho segnato il mio primo gol da professionista e che amerò sempre sarebbe per me un’emozione particolare.

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