Ceferin Uefa Superlega
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Germania e Portogallo con Ceferin: “No a Mondiale ogni 2 anni”

Così come la Uefa, anche Germania e Portogallo prendono pubblicamente posizione contro l’ipotesi di giocare i Mondiali ogni due anni. La Federcalcio tedesca (Dfb) ha diramato una nota in cui sostiene quanto affermato da Ceferin, sottolineando:

Una decisione su un argomento così importante non può essere presa senza il consenso delle Federazioni europee e del calcio europeo.

Confermata la richiesta avanzata da Ceferin a Gianni Infantino per un confronto esclusivo sul tema “per conoscere nel dettaglio le proposte della Fifa, nonché per informare la Fifa delle gravi preoccupazioni e dei potenziali effetti delle proposte di riforma sulle Federazioni europee e sul calcio europeo nel suo complesso”.

Fra questi il fatto che “i tornei femminili e giovanili verrebbero eclissati dalle competizioni maschili” visto che ogni estate si giocherebbe un Mondiale o un Europeo oltre al fatto che, concentrando i successivi impegni delle nazionali a ottobre, “lo stress fisico e mentale per i calciatori convocati sarebbe immenso e porterebbe a un aumento significativo del rischio di infortuni”.

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Germania e Portogallo con Ceferin: “No a Mondiale ogni 2 anni”

Come anche detto già da Ceferin, la Dfb sottolinea che l’appeal e il valore di competizioni come Mondiali ed Europei deriva anche dalla loro attuale frequenza, senza tralasciare il possibile impatto negativo sul fronte finanziario, con ripercussioni su temi quali stabilità e sostenibilità delle Federazioni.

La Federcalcio lusitana, spalleggiata anche da Lega e dalle associazioni di calciatori, allenatori e arbitri, elenca tutti i motivi che la spingono al no, come l’intasamento dei calendari che si ripercuoterebbe sulla salute fisica e mentale dei giocatori, che col nuovo format sarebbero costretti a due ritiri annuali di svariate settimane.

E ancora, la sovrapposizione con gli eventi femminili e i Giochi Olimpici, lo stop dei campionati per almeno un mese a stagione in corso, la saturazione del mercato dei diritti tv e commerciali. Da Lisbona, inoltre, ritengono quanto questa proposta sia inopportuna in questo momento “visto che non si è nemmeno disputato il primo Mondiale allargato a 48 squadre che si giocherà solo nel 2026”.

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