Inno Champions League testo traduzione significato
Inno Champions League

Inno Champions League: testo e la traduzione in italiano

Chi di voi non ha mai urlato “De-cempion”, all’italiana, all’inizio di una partita della massima competizione europea? Chiaramente ci riferiamo alle due paroline magiche che dal 1992 fanno rima con l’urlo finale dell’inno della Champions League. Precede il fischio d’inizio di ogni partita della competizione e viene ripetuto con le sigle di apertura e di chiusura delle immagini televisive del torneo.

Composto con parole in francese, tedesco e inglese, riconosciute dall’UEFA come le tre lingue ufficiali, l’inno della Champions League è un brano della durata di circa tre minuti: il testo celebra l’enfasi e la grandezza della competizione, che nel 1992 ha visto cambiare il proprio nome da Coppa dei Campioni in Champions League. Un nome più affascinante e con più fascino per gli appassionati di marketing.

Quella ‘musichetta’, però, è nota a tutti: anche chi non fa parte della tribù dei calciofili saprebbe fischiettarla o ne riconoscerebbe le note. Nel proprio genere, accanto agli inni più famosi dei club, è la più conosciuta al mondo, mentre ogni calciatore sogna di cantarla sul terreno di gioco almeno una volta nella propria vita. Ascoltandone le parole e urlando alla pari di un tifoso quelle due, magiche parole: “The Champions“.

Inno Champions League prima di una partita del Barcellona al Camp Nou

Chi ha composto l’inno Champions League?

Armonico, orecchiabile e in grado di emozionare. L’inno della Champions League è il mix perfetto tra la sacralità di una cerimonia e l’agonismo che un evento sportivo sa e deve regalare. Le sue radici, però, sono da ricercare ben prima del 1992: bisogna ritornare infatti alla prima metà del ‘700, quando George Frideric Handel, compositore tedesco naturalizzato inglese, si proponeva come uno dei nomi più rappresentativi del periodo barocco. Proprio al brano “Zadok The Priest” di Handel si è infatti ispirato Tony Britten, autore della melodia che fa vibrare gli stadi di mezza Europa.

Il britannico Britten ebbe nel 1992 il compito di scrivere la musica dell’inno sulle basi dello stile scelto da Handel, esaltando il ruolo degli archi. Ad eseguirla sono invece il coro dell’Academy of Saint Martin in the Fields e la Royal Philharmonic Orchestra. Curiosità: la musica non può essere acquistata o scaricata legalmente da nessun sito su internet. La prima volta in cui l’inno Champions è risuonato negli stadi ha una data ben precisa: 25 novembre 1992, prima giornata della fase a gironi del torneo 1992/93. Allora furono Ibrox Park a Glasgow, il Giuseppe Meazza di San Siro, il das Antas di Oporto e lo Jan Breydel di Bruges a fare da palchi d’onore per l’esecuzione dell’inno della coppa con le orecchie.

Il testo originale dell’inno della Champions League

Cinque strofe in tedesco, quattro in francese, tre in inglese. Questo il contenuto dell’inno Champions, che vive una sola eccezione: nelle finali, il controcanto è nella lingua del Paese ospitante. Questo il testo originale:

Ce sont les meilleures équipes / Sie sind die allerbesten Mannschaften / The main event

Die Meister / Die Besten / Les Grandes Équipes

The Champions / Une grande réunion

Eine große sportliche Veranstaltung

The main event /Ils sont les meilleurs

Sie sind die Besten / These are the champions

La traduzione in italiano dell’Inno della Champions League

Questa invece è la traduzione in italino. Un testo che esalta i valori delle formazioni in campo nella più importante competizione europea per club. Che ogni calciatore sogna di cantare. Almeno una notte nella vita.

Queste sono le squadre migliori / Queste sono le squadre migliori 

L’evento principale / I Campioni / I migliori / Le squadre più grandi

I Campioni / Un grande incontro / Un grande evento sportivo

L’evento principale / Loro sono i migliori /Loro sono i migliori

Loro sono i campioni

L’urlo Champions del San Paolo e il sismografo di Napoli

Il 28 settembre 2016, nel corso della partita di Champions League tra Napoli e Benfica, valevole per la seconda giornata della fase a gironi e terminata 4-2 per gli Azzurri al tempo allenati da Maurizio Sarri, il boato degli spettatori presenti al San Paolo fu registrato addirittura dal sismografo dell’Osservatorio Vesuviano, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanaologia. Quasi fosse stato un piccolo terremoto.

sismografo Osservatorio Vesuviano benfica napoli champions league

Così commentò al tempo il responsabile della Sala monitoraggio

Nulla di preoccupante, ovviamente. Spesso captiamo simili ‘segnali d’entusiamsmo’ provenienti durante una partita o un concerto allo stadio. Quello di martedì è stato particolarmente prorompente

L’urlo dei tifosi del Napoli prima del calcio d’inizio è diventato quasi un marchio di fabbrica: contro il Liverpool, due anni più tardi, un’altra dimostrazione della potenza dei decibel del San Paolo:

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