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Lazio, dottor Pulcini: “Debolmente positivi al Covid? Senza senso”

Sono giorni di polemiche e discussioni in riferimento agli esiti dei tamponi al Covid-19 dei giocatori della Lazio. Alcuni di loro che hanno pututo giocare in campionato, infatti, non hanno partecipato alla trasferta di Champions League contro lo Zenit.

Ok per la Serie A, non per l’Uefa, insomma. Per fare chiarezza è intervenuto il medico della Lazio Ivo Pulcini, che ha pubblicato un lungo e dettagliato comunicato:

Cosa si cerca in un tampone? Tre geni. Il gene Rd Rp, che è specifico del Covid-19, il gene E e il gene N, che sono meno sensibili, spesso aspecifici e instabili. In particolare chi presenta tracce del gene N viene considerato debolmente positivo. Ma che senso ha? Se ripeto il tampone dopo un’ora posso trovarlo negativo. In un soggetto asintomatico e definito perfettamente sano dal clinico, anche attraverso sofisticati esami strumentali ed ematochimici, la presenza del gene N non ha alcun significato patognomonico o eziopatogenetico, cioè di malattia o di contagiosità’, anzi può significare che il soggetto è entrato in contatto con un coronavirus, non necessariamente il Covid-19, e lo ha reso totalmente inoffensivo. Il gene N in questo caso rileva tracce di acido nucleico aspecifico, inerte e “ballerino”.

Lazio, dottor Pulcini: “Debolmente positivi al Covid? Senza senso”

Il comunicato di Pulcini prosegue:

La soluzione “Dal laboratorio mi aspetto una risposta chiara e precisa, come è accaduto finora: POSITIVO o NEGATIVO. Per questo spesso assistiamo a risultati differenti, da laboratorio a laboratorio, sullo stesso soggetto e su tamponi fatti in orari differenti nella stessa giornata. Nello sport professionistico ci sono protocolli che dobbiamo necessariamente seguire e rispettare. Di recente è stato ammesso il tampone rapido a immunofluorescenza, del quale saranno dotate quasi tutte le società sportive. L’affidabilità e la sensibilità non sono molto elevate, per cui un risultato positivo va testato anche con quello molecolare. E se confermata la positività il giorno della gara tutto il gruppo squadra dovrà essere sottoposto all’esame del tampone rapido. Questo servizio verrà offerto anche alla squadra ospite. Per tutti gli altri casi deve essere sempre il medico l’interprete dei risultati, dopo aver ovviamente sottoposto il soggetto ad una visita clinica accurata.

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Il medico della Lazio ha concluso:

Introduciamo in ogni ambito delle norme e delle regole che vadano bene per ogni cittadino di ogni nazione del mondo. Usiamo e rispettiamo le misure di protezione previste dai regolamenti statali e locali (le 3 M: mani, metro, mascherina), pensiamo alla prevenzione per rinforzare le difese immunitarie, con integratori, come la vitamina D, C e lattoferrina, tanta acqua (minimo 2 l al giorno e, possibilmente, oligominerale alcalina) e altro, a discrezione del medico, non ultima una dieta adeguata accompagnata da un’attività fisica moderata e costante. È necessaria la massima attenzione e protezione delle persone a rischio, con pluripatologie e le più vulnerabili. A scanso di equivoci, aggiungo che non sono né negazionista, né un no vax, ma semplicemente e orgogliosamente medico chirurgo.

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