Mourinho, 10 anni dal Triplete: “Toccammo il cielo”

Dieci anni dopo José Mourinho ripercorre la magnifica cavalcata dell’Inter che si aggiudicò la Champions League coronando una stagione perfetta,. Già, il “Triplete”, un triplice trionfo che non mai riuscito a nessun’altra italiana:

I risultati fanno la storia, io mi sento veramente speciale perché penso che quello che abbiamo fatto va più lontano delle Coppe, delle medaglie e della storia – ha raccontato l’allenatore portoghese ai microfoni di Sky Sport – La storia è chi vince, la storia è il 22 maggio dove abbiamo toccato il cielo, ma la nostra famiglia è andata oltre.

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Un sentimento nato con quel Triplete che nel corso del tempo è rimasto sempre vivo:

Il rapporto che ho con i giocatori, Moratti e tutti quelli che abbiamo lavorato lì è un rapporto di ogni giorno. Questa è la cosa più importante. Siamo amici per sempre: questa cosa mi tocca profondamente perché ho avuto la fortuna di avere risultati belli anche in altre squadre, ma questo sentimento di famiglia e amici per la vita è una roba che mi fa sentire troppo orgoglioso.

Mourinho, la cavalcata del Triplete

Non sono mancati momenti difficili, come ad esempio la partita in Ucraina con la Dinamo Kiev, dove l’Inter fu ad un passo dall’eliminazione:

Si può perdere ma lasciando tutto in campo, questo dissi all’intervallo, sono riuscito con questo discorso e con i cambi tattici a dare una scossa, la squadra ne aveva bisogno.

Un altro momento clou, determinante, è stato nella semifinale di ritorno a Barcellona, dopo l’espulsione di Thiago Motta:

Mi sono girato verso la panchina del Barcellona e vedo che tutti festeggiavano, sono andato da Guardiola e gli ho detto ‘Hey tranquillo che non è ancora finita’. Sapevo che i nostri giocatori avrebbero lasciato la vita in campo.

La finale di Champions e l’addio

A quel punto la finale con il Bayern Monaco sembrava solo una formalità:

Quando siamo arrivati a Madrid la sensazione di tutti era che la Coppa fosse nostra. Anche io lo sentivo, ho cercato di far passare ai miei giocatori il messaggio corretto: avevamo una partita da giocare, ma Dio aveva deciso che era nostra.

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Dopo il trionfo del Santiago Bernabeu il mister nerazzurro decide di non tornare a Milano per la festa, c’era già il Real Madrid che lo attendeva:

Se fossi tornato, forse non me ne sarei più andato.

Ma da quel 22 maggio 2010 l’Inter ha collezionato un solo trofeo, la Coppa Italia 2011:

Pochissimo, quasi inaccettabile ma nel modo come stanno lavorando e con gli investimenti importanti che stanno facendo non sarebbe una sorpresa se l’Inter tornasse a vincere in Italia e in Europa.

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