36 anni fa: la grande rimonta della Roma contro il Dundee

Il 25 aprile 1984 a Roma non è un 25 aprile come gli altri. C’è un clima di tensione ed euforia che nessuno ricordava da anni. Solo in parte riguarda la giornata in cui ricordiamo la Liberazione dai nazifascisti, con il corredo di tutte le manifestazioni che si svolgono nella Capitale. Tutti i cuori giallorossi sono puntati verso l’Olimpico, dove è in programma il ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni contro il Dundee United.

Il percorso della Roma era stato fin dall’inizio complicato. Al primo turno subito un avversario di valore, il Goteborg, campione di Svezia. Per fortuna all’andata i giallorossi mettono subito le cose in chiaro, vincendo 3-0. Al secondo turno altra squadra insidiosa, il CSKA Sofia. In Bulgaria una partita di sofferenza risolta da Falcao su assist di Pruzzo. Al ritorno basta un gol di Graziani all’80’ per passare il turno. Ai quarti la Dinamo Berlino, la squadra regina della Germania Est, come si vedrà in futuro molto aiutata dal regime. All’Olimpico straordinaria prova dei giallorossi, vincitori per 3-0. A Berlino Est la Roma perde 2-1 ma non fa male.

L’andata delle semifinali contro il Dundee United si gioca l’11 aprile al Tannadice Park. La Roma parte meglio, con Chierico che sbaglia davanti al portiere dopo un contropiede condotto da Cerezo. Ancora Chierico riceve palla sulla sinistra, crossa al centro e Graziani prende la traversa di testa. Anche ad inizio secondo tempo i giallorossi sembrano gestire la partita, ma all’improvviso, in una mischia in area, David Dodds si ritrova la palla fra i piedi e la calcia in porta, superando Tancredi. Passano solo 12 minuti e Derek Stark fa partire un tiro innocuo ma improvviso da 35 metri. Il portiere romanista è sorpreso e si fa passare la palla sotto le gambe. Una Roma volenterosa cerca almeno il gol della bandiera ma si torna in Italia con un difficilissimo 2-0 da ribaltare.

La Roma vince sugli scozzesi del Dundee e vola in finale di Coppa dei Campioni

Il presidente Viola vuole a tutti i costi una finale di Coppa dei Campioni da giocare proprio a Roma e decide che ogni giocatore avrà 15 milioni di premio per la qualificazione, rispetto al milione che il presidente scozzese promette ai suoi calciatori.

Si gioca alle 15.30, sembra già estate, gli scozzesi non sono abituati ad un clima del genere già ad aprile. L’arbitro è una garanzia, il francese Vautrot. Liedholm schiera la sua squadra migliore, avanzando Di Bartolomei a centrocampo. Gli scozzesi? La solita squadra molto difensiva, difficile da superare e con un buon portiere, Hamish McAlpine.

Lo sviluppo della partita è molto chiaro. La Roma attacca con grande intensità, mentre gli scozzesi formano due file da otto uomini a difesa della porta. Dopo pochi minuti Bruno Conti fa partire un bellissimo sinistro da fuori area, che si insacca. Graziani però è davanti al portiere e l’arbitro annulla.

Alla prima azione del Dundee arrivano in tre davanti portiere, ma per fortuna dei giallorossi Miln tira in curva. La Roma non va in ansia e riprende ad attaccare. Al 22’ Bruno Conti calcia un angolo e Pruzzo si lancia con tutto il suo coraggio sulla palla. Colpo di testa e 1-0. Il Bomber corre verso Conti e ha la faccia di chi non vuole fermarsi più.

Conti è in grande spolvero e sia a destra che a sinistra mette in grande difficoltà i terzini scozzesi. Cerezo, Falcao e Di Bartolomei dominano il ritmo della gara e trovano sempre i compagni in movimento. Proprio su un passaggio in area di Di Bartolomei per Maldera, che aveva tagliato dalla sinistra al centro, si apre lo spazio per Pruzzo che stoppa di petto e raddoppia, volando sotto la curva Sud. In 38 minuti la Roma è riuscita ad annullare lo svantaggio.

Liedholm a questo punto chiede calma e il primo tempo finisce senza altri sussulti. Il secondo inizia ad un ritmo meno aggressivo da parte della Roma. È una tattica molto intelligente perché il Dundee cerca di avanzare e prende coraggio, scoprendosi. Dopo un calcio di punizione degli scozzesi, in pochi passaggi la Roma va in porta, con Pruzzo davanti al portiere, che lo stende. Tirare i rigori è una delle specialità di Capitan Ago, che non sbaglia.

In meno di un’ora la Roma è riuscita a ribaltare tutto. Gli altri 30 minuti sono di sofferenza e contropiede. Gli scozzesi però sono cotti, Conti segna un altro gol ancora una volta annullato per fallo su un difensore, ma è l’ultima emozione della giornata. Di Bartolomei e compagni sono riusciti in una grande rimonta, la più memorabile della storia giallorossa insieme a quella del 2018 ai danni del Barcellona.

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