Dal Brasile: "Ronaldinho ha solo 6 euro sul conto in banca"

Dal Brasile: “Ronaldinho ha solo 6 euro sul conto in banca”

Il pallone si è sgonfiato? L’interrogativo arriva dal Brasile e riguarda Ronaldo de Assis Moreira, per tutti semplicemente Ronaldinho. A pochi mesi dall’addio al calcio giocato, annunciato nello scorso gennaio alla soglia dei 38 anni, l’ex stella della Nazionale brasiliana e del Barcellona deve fronteggiare un avversario molto complicato: il pagamento di una multa di 8,5 milioni di reais (circa 2 milioni di euro) per una costruzione abusiva a Porto Alegre, da saldare insieme al fratello Roberto de Assis Moreira.

I fatti contestati a Ronaldinho e suo fratello risalgono al 2015: tre anni fa i due avevano ricevuto la notifica di una sanzione economica, comminata per aver costruito una piattaforma di pesca abusiva sulle rive del fiume Guaiba a Porto Alegre, all’interno di un’area sotto tutela ambientale. Il saldo della multa non è però mai avvenuto, così pochi giorni fa il tribunale di Giustizia del Rio Grande do Sul ha disposto il sequestro dei passaporti per i fratelli de Assis Moreira (misura definita dall’avvocato difensore di Ronaldinho, Sergio Queiroz, “illegale e contro i diritti costituzionali”) e il pagamento della cifra dovuta, cresciuta fino a sfiorare gli 8,5 milioni di reais a causa degli interessi maturati nel tempo.

Stando a quanto riportato da UOL Esporte, portale web tra i più noti in Brasile, lo Stato avrebbe cercato di intervenire nelle scorse ore direttamente sul conto bancario di Ronaldinho per sottrarre la somma dovuta, ma i funzionari hanno trovato nelle casse dell’ex fuoriclasse pochi spiccioli. Per l’esattezza, appena 24,63 reais. L’equivalente di 6 euro.

Ronaldinho, allarme sulle sue finanze dal Brasile: c’è anche la grana passaporto

Voci allarmanti sul conto di Ronaldinho. Non è un gioco di parole, ma la realtà che l’ex calciatore di Barcellona, Milan e Paris Saint-Germain – stando a quanto assicura la stampa brasiliana – si trova a fronteggiare. Appare però impensabile che Dinho sia effettivamente al verde. Questo almeno è quello che crede la Procura del Rio Grande do Sul. Nonostante l’addio al calcio giocato, il suo nome resta un brand con enorme appeal. Non a caso, il 38enne di Porto Alegre è ancora oggi ambasciatore del Barcellona e testimonial Nike, azienda che ha recentemente messo sul mercato una nuova linea di scarpe in suo onore, chiamata “R10” .

A cozzare con l’allarme che arriva dal Brasile è lo stile di vita che Ronaldinho esibisce con cadenza quotidiana – o quasi – sui propri canali social: nelle ultime settimane si è diviso tra Cina, Giappone, Europa e Africa per impegni promozionali. Nel mezzo, c’è anche la grana passaporto: il 17 novembre l’ex fantasista è tra i convocati per il Game of Champions, in calendario a Francoforte, con una squadra chiamata “Amigos de Ronaldinho” in campo. La misura imposta dal Tribunale, con il ritiro del passaporto, gli impedirebbe però ad oggi di lasciare il Paese. Per volare in Germania gli servirebbe una finta degna dei migliori giorni vissuti sul rettangolo verde.

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