Eric Cantona

Eric Cantona: tutto quello che c’è da sapere sulla leggenda del Manchester United

Il nome di Eric Cantona è sinonimo di leggenda in ogni parte del mondo. Un fatto su tutti ne è la prova assoluta: Eric Cantona è uno dei pochi che ha lasciato un segno indelebile in qualsiasi ambito si sia messo alla prova. Da mito del calcio a protagonista dei più celebri spot Nike, da attore consumato a politico avverso al sistema bancario.

La sua leggenda inizia il 24 maggio 1966 a Marsiglia. Eric Daniel Pierre Cantona nasce da un infermiere di origini sarde, pittore nel tempo libero, e da una sarta catalana. Quando gli viene chiesto quali delle due tradizioni lo abbia influenzato di più, la risposta è di quelle che descrive perfettamente il personaggio.

Nessuna delle due. Sono figlio di Cantona e di nessun altro. Sono così e basta. Un Cantona doc. Marchio registrato

Eric cresce, si appassiona alla pittura e al calcio di Cruijff. È un esteta, già da ragazzino vive con un romanticismo d’altri tempi. E infatti quando inizia a giocare nello Sport Olympique Caillolais lo fa come portiere, perché per lui c’erano solo due possibilità:

Portiere o attaccante. Miravo solo a una cosa: essere il salvatore della squadra.

L’Europeo Under 21 e il ‘ritiro’ a 25 anni

Quando decide che è arrivato il momento di conquistare l’altra metà del campo, di diventare attaccante, lo fa così bene che entra subito nel giro della nazionale francese. Si racconta che la sua media ai tempi fosse di 200 gol in 200 partite, ma siamo in piena leggenda. Con i galletti conquista l’Europeo Under 21 nel 1988  e un contratto con l’Olympique Marsiglia. Tornato a casa, la sua carriera non ingrana come ci si aspetterebbe: nel gennaio del 1989, durante un’amichevole, si strappa la maglietta e la getta via.

Inizia un periodo in cui viene continuamente dato in prestito da una società all’altra, Bordeaux, Montpellier, di nuovo Olympique, fino al Nimes dove la situazione precipita: durante una partita del 1991, lancia prima la palla contro i tifosi, poi strattona l’arbitro dalla maglietta. La sanzione è dura: tre mesi di squalifica. La reazione di Cantona lo è ancora di più: a 25 anni, annuncia il suo ritiro.

La leggenda di Eric Cantona: il 7 del Manchester United

Sempre restando alla leggenda, si racconta che a fargli cambiare idea fu Michael Platini, allora CT della Francia. Di sicuro Cantona riprende davvero ad allenarsi e viene acquistato dal Leeds, una delle squadre più forti d’Inghilterra in quegli anni, che infatti proprio nel 1992 vince il campionato. Cantona colleziona 28 presenze e 9 gol in campionato ed è protagonista della finale di Community Shield contro il Liverpool, segnando una tripletta. Alla fine della stagione il Leeds lo vende, nonostante il rammarico dei tifosi, al Manchester United per 1,2 milioni di sterline. Ed è proprio con la maglia dei Red Devils che l’uomo Cantona diventa il mito.

Embed from Getty Images

Al suo arrivo a Manchester  Eric mette in chiaro le sue intenzioni con due scelte plateali: prende il numero 7, quello di Bobby Charlton e George Best, e dà una risposta ad Alex Ferguson diventata a dir poco celebre. Lo scozzese gli chiede: “Mi chiedo se tu sia abbastanza bravo per giocare a Old Trafford”. Lui replica:

E io mi chiedo se Manchester sia abbastanza per me

Il primo gol con la nuova maglia è contro il Chelsea nel dicembre del 1992, ma è contro il Tottenham che mette in mostra tutta la sua classe, con una rete e un assist che portano al risultato di 4-1. Anche se durante la prima stagione non segna molto, si nota la sua caratteristica principale: guidare la squadra verso la vittoria, aiutare i compagni come un vero leader.

Eric Cantona

Ed era proprio di un capitano da seguire nei momenti di difficoltà che la squadra di Ferguson aveva bisogno: dall’arrivo del francese i Red Devils cambiano rotta e iniziano uno rincorsa che li porterà a vincere il campionato 1992/93, un trofeo che mancava da 25 anni e porterà Cantona a essere il primo giocatore in Inghiterra a vincere due campionati di fila con due squadre diverse.

Da qui in poi 143 partite e 64 goal, 4 vittorie in campionato e due in FA Cup, nel 1994 e nel 1996. In questi anni ogni gesto che compie serve ad alimentarne l’aurea di uomo straordinario. E non parliamo solo dei gol, come i due rigori segnati contro il Chelsea nella finale della Coppa d’Inghilterra nel ’94, che lo aiutano a vincere il PFA come giocatore dell’anno, o come quello segnato nel 1996 contro il Sunderland, probabilmente uno dei più famosi.

Gesti iconici: il colletto alzato e il colpo di kung fu al tifoso in tribuna

Parliamo anche di qualcosa di semplice come alzarsi il colletto della divisa. Un gesto che, fatto da chiunque altro, sarebbe stato inteso come una stupida spavalderia, mentre fatto da lui è diventato il gesto che ogni bambino degli anni ’90 ha imitato giocando al campetto con gli amici.

Embed from Getty Images

Ma parliamo anche di gesti che hanno fatto la storia per la loro negatività. Il momento più basso della sua carriera è sicuramente il 25 gennaio del 1995. Durante la partita contro il Crystal Palace, Cantona viene espulso e mentre si avvia verso gli spogliatoi un tifoso lo insulta dagli spalti. Lui senza riflettere sfodera tutte le sue doti atletiche colpendo con un calcio volante il malaugurato tifoso.

Un gesto sicuramente da criticare, ma probabilmente è il colpo di kung fu più famoso dai tempi di Bruce Lee. Cantona fu condannato a 120 ore di servizio civile e squalificato per 9 mesi. Anche in questa occasione, Eric non si lascia sfuggire la possibilità di esprimere quello che pensa dei giornalisti prendendosi gioco dei media con una fase sibillina (ma molto probabilmente volutamente senza senso):

Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine.

Quello fu l’unico campionato che il Manchester non vinse con il campione francese. Quando torna in campo, l’1 ottobre del 1995, gioca contro il Liverpool e fa subito gol e assist. Ci mette un po’ per tornare in forma, ma quando ci riesce lo fa diventando il primo capitano dei Red Devils a non essere nato nel Regno Unito. Il 1996 per lui e per il Manchester è un’annata strepitosa: vincono campionato e FA Cup, diventando la prima squadra a ottenere per due volte il double, mentre lui diventa il primo capitano straniero a vincere la coppa di Inghilterra e viene insignito anche del premio FWA come miglior giocatore dell’anno.

L’addio al calcio a soli 30 anni, poi la pubblicità e il cinema

L’anno dopo, nella stagione 1997/98, Cantona compie un altro gesto che lascia tutti a bocca aperta: a soli 30 anni, annuncia il suo ritiro dal calcio con questa dichiarazione:

Ho giocato da professionista per 13 anni, un tempo lungo. Ora ho voglia di fare altre cose

E di altre cose ne ha fatte davvero tante, tutte spettacolarmente celebri. Dopo il suo ritiro diventa capitano della nazionale di beach soccer fino al 2005 e fa l’allenatore l’anno successivo, ma soprattutto è stato il protagonista di alcuni dei più celebri spot della Nike: il primo è la famosa partita nel Colosseo contro i demoni insieme a Maldini, Figo e Kluivert, in cui sconfigge addirittura il Diavolo.

Quello che probabilmente è entrato di più nel cuore dei tifosi è lo spot girato da Terry Gilliam nel periodo dei Mondiali 2002, in cui i giocatori più famosi del momento si affrontano in un torneo underground, da tutti conosciuto come The Cage..

Il passaggio dalla pubblicità al cinema è in un battito di ciglia: nel 2002 dirige Apporte-moi ton amour, il suo primo cortometraggio, per poi recitare in altri film francesi. Cantona non è tipo da non misurarsi con i migliori, e infatti nel 2008 è uno degli attori protagonisti, e produttore, di “Il mio amico Eric”, firmato dal maestro del cinema inglese Ken Loach. E proprio in questo film il campione rivela che il momento più bello della sua carriera non è stato un gol, ma un assist: più giù in questo articolo troverete il video anche di quella intuizione fenomenale. Qui, intanto, godiamoci il monologo.

Forse sarà per dichiarazioni del genere, per quel genio che raramente si è visto nei campi di calcio o per il carisma da condottiero, che Eric Cantona è entrato nel cuore dei tifosi del Manchester United come nessun altro, l’unico francese a diventare un idolo nel Regno Unito, da tutti acclamato come King Eric. Nel 2001 arriva il premio più bello: viene eletto giocatore del secolo del Manchester, proprio da quei tifosi che cantavano “ooh aah Cantona”.

L’impegno politico: “Ritirate i vostri soldi dalle banche”

L’ultima impresa tentata dall’ex numero 7 è stata in politica. Nel 2012, con una lettera pubblicata dal quotidiano Liberation, Cantona chiede ai sindaci francesi le 500 firme necessarie per la candidatura presidenziale, per combattere contro il governo delle banche e dei potenti. La sua idea non va in porto, ma forse, se a votare ci fossero stati gli inglesi, le cose sarebbero andate diversamente.

I  5 gol più belli di Eric Cantona

Scegliere tra i 176 gol segnati da Eric Cantona in carriera non è facile, quel che è certo che con Eric Cantona il risultato in termini di spettacolo è praticamente assicurato:

19 settembre 1993, Premier League: Manchester United-Arsenal 1-0

La maggior parte dei gol più belli di Eric Cantona nascono da un dribbling brillante o da un meraviglioso primo tocco, ma questo è diverso, perché dimostra anche la sua esplosività nel calciare. Punizione per il Manchester United, tocco di Paul Ince e botta potente che si insacca nell’angolo alto della porta difesa da David Seaman.

11 maggio 1996, FA Cup: Liverpool vs Manchester United 0-1

Una finale di FA Cup contro il Liverpool è il palcoscenico perfetto per una magia, ed è proprio quella che Eric Cantona realizzò nel 1996. Siamo all’85’, risultato bloccato sullo 0-0 e corner per i Red Devils. Beckham dalla bandierina mette in mezzo, la palla respinta da James arriva dalle parti di Cantona che si coordina facendo un passo indietro e di destro insacca per il gol decisivo.

28 agosto 1993, Premier League Southampton vs Manchester United 1-3

I giocatori di caratura mondiale fanno sembrare facili le cose difficili: questo gol di Cantona contro il Southampton ne è un perfetto esempio. Raccoglie una palla intercettata al limite dell’area avversaria e con un tocco delicato indirizza la palla all’angolino alle spalle del portiere. Come bere un bicchier d’acqua.

20 febbraio 1994, FA Cup: Wimbledon-Manchester United 0-3

“What can you do about that?” si domanda il telecronista. Nulla. Proprio nulla.

21 dicembre 1996, Premier League: Manchester United vs Sunderland 5-0

Di gran lunga il gol più famoso di Eric Cantona, sia per l’esecuzione che per l’iconica esultanza. La serpentina dell’attaccane parte da centrocampo, uno-due con McClair e tocco sotto appena entrato in area: la palla sbatte sul palo prima di insaccarsi in rete. E la storia è fatta. Dalla costruzione dell’azione fino alla celebrazione, tutto ciò che riguarda questa rete è speciale. Non è solo il miglior gol di Eric Cantona, ma uno dei più belli di tutta la storia della Premier League

Bonus: l’assist per Dennis Irwin – 9 gennaio 1993, Premier League: Manchester United vs Tottenham 4-1

È Eric Cantona stesso, nel film ‘Il mio amico Eric, a definire l’assist per Irwin “il momento più bello della mia carriera”

Sapevo quanto era bravo, sia di sinistro sia destro. Era veloce come un lampo, io ho toccato d’esterno… tutti sorpresi. Lui ha tirato in corsa e il mio cuore ha preso il volo

Tutti i trofei vinti da Eric Cantona in carriera

L’ultima partita ufficiale giocata da Eric Cantona fu quella contro il West Ham dell’11 maggio 1997, ritirandosi dal calcio pochi giorni prima del suo 31° compleanno. Probabilmente, con una carriera da calciatore più longeva, avrebbe arricchitto ulteriormente il suo palmarès, comunque già ricco di trofei:

  • 1 Coppa di Francia, Montpellier 1989-1990
  • 1 Campionato francese, Olympique Marsiglia 1990-1991
  • 4 CommunityShield, Leeds Utd 1992 –  Manchester Utd: 1993, 1994, 1996
  • 5 Premier league, Leeds Utd 1991-1992 – Manchester Utd 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1996-1997
  • 2 FA Cup, Manchester Utd 1994, 1996
  • 1 Campionato d’Europa Under-21, 1988

Le frasi più famose di Eric Cantona

Il calcio

  • Quando si arriva in Inghilterra per il calcio è il Paradiso.
  • Preferisco giocare e perdere piuttosto che vincere, perché so in anticipo che vincerò.
  • A volte si sorprende il portiere e a volte il portiere sorprende te. Nella mia carriera ho cercato di far succedere più la prima cosa.
  • Il mio momento migliore? Ho molti momenti buoni, ma quello che preferisco è quando ho preso a calci quel tifoso.
  • Spesso ci sono giocatori che hanno solo il calcio come modo di esprimersi e non coltivano mai altri interessi. Così quando non giocano più a calcio, non fanno più nulla. Non esistono più, o meglio hanno la sensazione di non esistere più.
  • Non giocavo contro un avversario, giocavo sempre e solo contro l’idea di perdere.
  • Ho un modo infallibile per calciare i rigori: li metto dentro.
  • Tratta il pallone come una ragazza: accarezzalo.
  • Mi ha sconvolto vedere Henry confortare un avversario a fine gara, quando lo aveva appena fregato! Fossi stato un giocatore irlandese, non sarei rimasto lì nemmeno tre secondi: lo avrei menato. [dopo un fallo di mano decisivo commesso da Thierry Henry nello spareggio per le qualificazioni mondiali Francia-Irlanda, che ha eliminato l’Irlanda].
  • Ho smesso di giocare a calcio perché avevo fatto tutto quello che potevo. Avevo bisogno di qualcosa che mi entusiasmasse tanto quanto mi aveva entusiasmato il calcio.

La filosofia di vita

  • Non sono un uomo, sono Cantona.
  • Non ho studiato, io vivo.
  • Se si ha una sola passione nella vita – il calcio – e la si insegue escludendo tutto il resto, diventa molto pericoloso. Quando si smette di fare questa attività è come se si stesse morendo. La fine di quell’attività è una morte in sé.
  • In cosa consiste oggi il sistema? Il sistema in cui viviamo si fonda sulle banche. Non mettiamoci a prendere le armi, a uccidere la gente, a fare la rivoluzione. Oggi la rivoluzione è semplice da fare, quei 3 milioni di persone che protestano oggi con i cartelloni per le strade, dovrebbero semplicemente ritirare il proprio denaro dalle banche se volessero avere uno strumento con cui farsi ascoltare veramente.
  • Sono orgoglioso di quello che ho raggiunto, ma una vita costruita solo sui ricordi non è una grande vita.
  • A volte nella vita si prova un’emozione così forte che è difficile pensare, o ragionare.
  • Quando i gabbiani seguono il peschereccio, è perché pensano che delle sardine saranno gettate in mare. Grazie mille.
  • Cerco di trovare modi diversi di esprimermi. In caso contrario morirei.
  • Cerco modi astratti di esprimere la realtà, forme astratte che illuminino il mio mistero.

Gli allenatori della nazionale francese

  • Credo che Raymond Domenech sia il peggior allenatore del calcio francese da Luigi XVI.
  • Deschamps se la cava bene perché dà sempre il 100 per cento, ma non sarà mai niente di più di un portatore d’acqua.

Il Manchester United

  • Il Manchester United è più forte di chiunque altro al mondo.
  • Ci può essere un solo re a Manchester, tu puoi essere il principe se vuoi”. (Riferito a Zlatan Ibrahimovic quando ha firmato per lo United).

Il rapporto con Dio

  • Per gli Dèi noi siamo come le mosche per i ragazzi di strada. Ci uccidono per gioco. Presto la scienza non sarà solo capace di rallentare l’invecchiamento delle cellule, presto la scienza sarà capace di fermarlo. Quindi diventeremo eterni. Solo gli incidenti, il crimine, le guerre, ci uccideranno. Ma sfortunatamente il crimine e le guerre si moltiplicheranno. Amo il calcio.
  • George Best nel suo primo allenamento in Paradiso, giocando da ala destra ha fatto in modoc che Dio, per sua sfortuna schierato terzino sinistro, voltasse la testa. Vorrei tanto mi tenesse un posto nella sua squadra. Intendo Best, non Dio.

Il cinema

  • Nel calcio hai un avversario, nel cinema quell’avversario sei tu.
  • È piacevole rendere visibili cose invisibili.
  • Non voglio un ruolo in Terminator. Non voglio andare a Hollywood.
  • Si può perdere anche nel cinema se non si mette in scena una buona performance.
  • In realtà, volevo recitare anche quando giocavo ancora a calcio.
  • Anche come calciatore sono sempre stato creativo.
  • C’erano momenti in cui sognavo ad occhi aperti, mi immaginavo le scene, anche se non c’era una telecamera in giro. Nella mia testa, recitavo.
  • Questo è un film (Il mio nome è Eric NdA) piuttosto sofisticato e non sono sicuro che piacerebbe a tutti i tifosi del Manchester United. Non è un film d’azione con cui rilassarsi.

I tifosi

  • La pressione che la gente esercita su se stessa e la rivalità tra le squadre è molto più marcata. E penso che sia una buona cosa. Finché questa rivalità rimane all’interno dello spirito di competizione, non fa altro che spronare tutti.
  • Sono così orgoglioso che i tifosi cantino ancora il mio nome, ma temo che domani si fermeranno. Mi fa paure perché lo amo. E tutto ciò che ami, hai paura di perderlo.
  • I veri tifosi di calcio vengono dalla classe operaia. Oggi non possono più permettersi di venire a vedere una partita.

Il beach soccer

  • Sulla sabbia, non si può mai essere sicuri di nulla. Un colpo ordinario può prendere una deviazione maligna all’ultimo momento.
  • Sapevamo che non si diventa campioni del mondo senza lottare.

Genoa, Nicola: “Andiamo a prenderci quello che ci meritiamo”

Il quiz definitivo sulla Lazio

Il quiz definitivo sulla Lazio