Higuain: “Non esco di casa per paura. Addio al Napoli? Mai pentito”

Gonzalo Higuain non è certo il prototipo del calciatore imperturbabile, ma in pochi probabilmente immaginerebbero un lato così emotivo come quello raccontato dal Pipita nel corso della sua intervista rilasciata a ESPN, nel programma “Let’s talk about football”. L’argentino ha infatti affrontato diversi argomenti, aprendosi a rivelando un lato di sé di cui non aveva mai parlato in precedenza.

Che lui non sia una persona indifferente alle critiche si sa, lo ha dimostrato più volte, tradendo le proprie emozioni e cadendo magari in atteggiamenti sopra le righe, come le reazioni al limite dell’isterismo che ha mostrato pure nella sua ultima esperienza in Serie A con la maglia del Milan.

Il peso dei giudizi nei suoi confronti, però, ha inciso ancora più di quanto si possa pensare, soprattutto nella prima parte della sua carriera, come racconta direttamente Higuain:

Mi pento sempre di questo atteggiamento di fronte alle critiche. Mi chiudo in casa e non esco, per paura di ciò che potrebbe dirmi la gente. Ci sono persone che fanno cose brutte e che girano tranquillamente senza vergognarsi di nulla. Perciò mi chiedo: perché mai noi calciatori, che non abbiamo fatto nulla di male e fondamentalmente facciamo solo sport, non si possa uscire in strada senza timori?

Higuain racconta le sue paure

La rivelazione di Higuain viene argomentata ulteriormente con una riflessione sulla condizione dell’essere calciatore:

La gente pensa sempre al fatto che guadagniamo tanto, ma gli affetti non si possono comprare. Negli ultimi 14 anni ho passato il Natale e il mio compleanno con persone diverse. La maggior parte delle volte per stare con mia madre le dovrei far fare 15 ore di aereo e non ho mai l’opportunità di averla a 10 minuti. Ma a questo le persone non ci pensano, si tengono in considerazione soltanto i gol che facciamo, perché è il lavoro per cui siamo pagati. Diventa l’unico fattore per giudicarci e onestamente mi sembra un po’ esagerato, anche se ormai ci ho fatto l’abitudine.

Nel corso dell’intervista c’è modo anche di parlare del suo addio al Napoli. E in questo caso, il Pipita non si è mai pentito della scelta fatta:

Sono passati anni, ognuno pensa quel che vuole, ma credo di avere scelto in modo corretto. Sono in una fase della mia vita in cui niente fa male. Ma ho sofferto. Ho giocato nei migliori campionati, nelle migliori squadre, disputando tre Coppe del mondo e Coppe America. Quando avevo 5 anni non riuscivo a immaginare neanche il 10% di tutto questo e l’ho fatto. Perché adesso dovrei preoccuparmi di quello che dicono?

Una maturità che probabilmente avrebbe voluto anche nella prima parte della sua carriera.

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