Da Maradona a Tardelli, le esultanze più famose della storia del calcio

Chi di voi da piccolo non ha mai fatto l’aeroplanino di Montella, o lustrato la scarpa del compagno come faceva Moriero a Ronaldo? Certe esultanze vi hanno fatto urlare di gioia, altre di rabbia. Dipende da quale sponda del fiume abbiate assistito al gol in questione, se da tifosi o avversari. Di certo alcune di queste hanno generato delle emozioni in ognuno di voi, a prescindere dalla fede calcistica. Sono passate alla storia perché importanti, o magari perché ripetute di continuo dal giocatore di turno che l’ha fatta diventare un marchio di fabbrica. Ecco una carrellata delle più famose, suddivise in cinque categorie: le storiche, i marchi di fabbrica, le più discusse, le più curiose e le sfide.

Le storiche

Mondiali 1982. La corsa di Marco Tardelli dopo il gol del 2-0, Italia-Germania 3-1.

Mondiale 2006. Fabio Grosso corre e urla “non ci credo” dopo il gol in semifinale, Germania-Italia 0-2.

Mondiale 1994. Diego Armando Maradona urla di rabbia verso la telecamera, Argentina-Grecia 4-0.

Mondiale 1994. Bebeto mima il gesto della culla per il figlio Matthews appena nato, Brasile-Olanda 3-2.

 Serie A 1994/1995. Il trenino reso celebre dai giocatori del Bari a inizio anni Novanta.

Champions League 1996/1997. Gabriel Omar Batistuta zittisce il Camp Nou, Barcellona-Fiorentina 0-1.

Serie A 1997/1998. Francesco Moriero fa lo “sciuscià” di Ronaldo, Lecce-Inter 1-5.

I marchi di fabbrica

Luca Toni, la sua mano all’orecchio come a dire “ci senti? Hai capito cosa ho fatto?” è diventata un tormentone ovunque abbia giocato il centravanti italiano.

Miroslav Klose è diventato celebre per la sua capriola da fermo. Con il passare degli anni ha dovuto abbandonare questo tipo di esultanza per evitare infortuni, limitandosi così al cenno “ok” con la mano e alla classica scivolata sulle ginocchia.

Fabrizio Ravanelli è diventato celebre per due cose: i suoi capelli che gli sono valsi il soprannome “Penna Bianca” e quel modo di esultare coprendosi il volto con la maglia…

Luis Nazario de Lima “Ronaldo”, il “Fenomeno” e le sue braccia larghe con gli indici distesi sono diventati una vera e propria icona, usata anche per la pubblicità della Pirelli.

Cristiano Ronaldo, il suo salto in alto con torsione in volo e atterraggio perfetto mostrando poi i muscoli è una delle esultanze più ricorrenti dei giovani di ultima generazione.

Alessandro Del Piero, la linguaccia è diventata il suo modo di esultare solo nella seconda parte di carriera. È stata comunque sufficiente per realizzare molti gol e trasformarsi in un tormentone.

Vincenzo Montella, l’aeroplanino più famoso del mondo del calcio. Dopo ogni gol l’attaccante spiccava il volo allargando le braccia e percorrendo varie traiettorie.

Le più discusse

Serie A 2016/2017. Mertens segna l’1-0 contro la Roma all’Olimpico (partita vinta 2-1 dal Napoli) e fa pipì sulla bandierina come fosse un cane.

Premier League 1998/1999. La “sniffata” di Robbie Fowler, Liverpool-Everton 3-2.

Europei 1996. Paul Gascoigne simula con i compagni una finta bevuta, Scozia-Inghilterra 0-2.

Serie A 2015/2016. Massimo Maccarone segna una doppietta ed esulta bevendo una birra, Bologna-Empoli 2-3.

Seconda Categoria 2013/2014. Jacopo Violani festeggia dando una testata alla panchina, Ponticielli-Riolo Terme 1-3.

Europa League 2013/2014. Dopo la vittoria dell’Europa League con il Siviglia, galeotto il bacio tra Ivan Rakitic e Daniel Carriço. Siviglia-Benfica 4-2 (dcr).

Mondiali USA ’94. Finidi George deve evidentemente aver dato l’esempio a Mertens, che anni dopo ha ripreso la sua esultanza mostrata a USA ’94.

Premier League 2011/2012. Mario Balotelli mostra la maglia con la scritta “Why always me?”, Manchester United-Manchester City 1-6.

Campionato greco 2012/2013. Giorgios Katidis esulta mostrando il braccio teso sotto la sua curva, Aek Atene-Veria 2-1.

Le più curiose

Bernardo Corradi e Claudio Lopez inscenano il balletto “Aserejé” con la maglia della Lazio.

La squadra islandese dello FC Stjarnan ne ha regalate davvero tante.

La “mummia” di Giovane Elber con la maglia del Bayern Monaco.

Alessandro Florenzi dopo il gol sale in tribuna e va a baciare la nonna.

In Lituania Dzimtry Koub mostra come applaudirsi da soli dopo un gol.

Come ci insegna Tomislav Bosec, attaccante dell’Inter Zapresic, capita anche di andare a esultare dalla parte sbagliata…

Le sfide

Giorgio Chinaglia (Lazio), sotto la Curva Sud della Roma nel derby.

Francesco Totti (Roma), si scatta un selfie con il telefono sotto la Sud dopo un gol nel derby.

Lo juventino Enzo Maresca esulta mimando il gesto del toro dopo aver segnato un gol nel derby con il Torino.

Carlo Mazzone corre sotto la curva dell’Atalanta dopo la rimonta del suo Brescia.

Ruud Van Nistelrooy viene preso in giro per aver sbagliato un rigore: quando 20 minuti dopo va comunque a segno, reagisce così…

Emmanuel Adebayor, passato al Manchester City, si vendica così dei suoi ex tifosi dell’Arsenal che passano tutta la partita a fischiarlo.

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