Roberto Carlos Punizione

Roberto Carlos e la punizione impossibile: “Non me la spiego”

Quel calcio di punizione da 35 metri contro la Francia nel 1997, diventata una delle reti più belle nella storia del calcio, è il biglietto da visita perfetto che lo ha accompagnato nel corso della sua gloriosa carriera. A più di 20 anni di distanza dalla prodezza che lasciò di sasso gli spettatori del Torneo di Francia, quadrangolare di lusso preparatorio ai Mondiali di calcio del 1998 che coinvolse, oltre alla Francia e al Brasile, anche Italia e Inghilterra, Roberto Carlos non sa dare una spiegazione razionale alla traiettoria assunta dalla palla in quella sera di giugno.

Per spiegare al meglio l’eccezionalità di quel centro, occorre fare un salto nel tempo e tornare al 3 giugno 1997. Ventiduesimo del primo tempo tra Francia e Brasile, punteggio di 0-0: calcio di punizione per la nazionale verdeoro, da distanza apparentemente siderale. Non per Roberto Carlos: il terzino sistema la palla in posizione centrale rispetto alla rete e con un esterno mancino inventa una traiettoria che prima passa di qualche metro alla destra della barriera, poi curva improvvisamente, bacia il palo alla sinistra del portiere francese Fabien Barthez, impietrito, e supera la linea di porta. In poche parole, uno dei gol più belli di tutti i tempi.

Traiettoria a banana e velocità di quasi 120 chilometri orari. Sono gli ingredienti della punizione perfetta, come quella calciata da Roberto Carlos: a dimostrarlo sono stati nel 2010 Christophe Clanet e David Quéré, autori di uno studio pubblicato sul New Journal of Physic. I due studiosi francesi, a capo di un team di fisici, hanno definito l’esistenza del cosiddetto Effetto Magnus. Consiste in un effetto per il quale la sfera ruota su se stessa prima di eseguire una traiettoria curva. Su tiri potenti e a lunga gittata come la punizione calciata da Roberto Carlos, è l’attrito a giocare un ruolo determinate, sconosciuto fino a pochi anni fa.

Roberto Carlos non si spiega quel gol alla Francia

Roberto Carlos, concluso nel 2015 il contratto da calciatore-allenatore col Delhi Dynamos, club indiano della Indian Super League dove è arrivato in quarta posizione, collabora con il settore giovanile del Real Madrid ed è ambasciatore del club in Asia. Quando gli si chiede di quel famoso gol, si dice ancora oggi sconcertato:

Non ho proprio idea di come sia riuscito a segnare. Ho calciato forte e la palla è andata in rete.

Di professione terzino sinistro, Roberto Carlos in carriera ha messo a segno 90 reti tra club e Nazionale. Di queste, più del 50% sono arrivate su calcio piazzato: un fattore sempre più determinante nel calcio moderno, come lo stesso ex difensore del Real Madrid ha ammesso sulle colonne del Sun:

Nel calcio moderno ci sono tanti calciatori molto abili nei calci di punizione, che apprezzo tanto. I calciatori sono molto più preparati, vedo tanti tiratori molto bravi.

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Inserito nel 2004 da Pelè nella lista dei 125 migliori calciatori viventi, Roberto Carlos oggi è un simbolo per chi vuole diventare uno specialista nei calci da fermo. I suoi consigli? Pochi ma buoni.

Quando ero un calciatore, mi esercitavo diverse ore alla settimana sui calci di punizione. Ai giovani calciatori di oggi suggerisco di fare lo stesso. Addirittura forse nel calcio moderno serve allenarsi ancora di più rispetto ai miei tempi.

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