Rocky Balboa, tutto sulla saga di Sylvester Stallone

Ha segnato un’epoca, ha scritto la storia. Rocky non è un personaggio come tanti, è diventato una leggenda della cinematografia di tutti i tempi. Il pugile italo-americano interpretato da Sylvester Stallone, protagonista dell’omonima e fortunata saga hollywoodiana, è una di quelle icone che non sbiadiranno mai e che continueranno a essere riproposte per sempre in futuro sulle nostre televisioni con cadenza regolare.

Non importa che alla base ci sia una passione o meno per questo genere di film, di sicuro non esiste persona al mondo che non associ immediatamente le parole Rocky Balboa al celebre boxeur del cinema.

La storia raccontata in questi film va ben oltre il mero argomento pugilistico, c’è molto di più. In queste pellicole Sylvester Stallone racconta storie di vita vissuta, capaci di far immedesimare lo spettatore in questo anti-eroe non convenzionale, lontano dallo stereotipo del grande campione invincibile. Si parte dalle denunce sociali per la situazione degli Stati Uniti degli anni Settanta, fino ad arrivare a quella dei giorni nostri, passando addirittura per la Guerra Fredda tra America e Russia, rappresentata idealmente sul ring nel celebre scontro con Ivan Drago.

Rocky Balboa, la saga capolavoro di Sylvester Stallone

C’è davvero di tutto nei film realizzati da Sylvester Stallone, resi celebri anche da dialoghi indimenticabili e colonne sonore all’altezza di un capolavoro del genere. Rocky, insomma, è molto più di una semplice saga. È un’opera senza tempo, già diventata immortale.

Come nasce Rocky Balboa?

L’ispirazione di Sylvester Stallone nasce dopo un reale incontro di pugilato andato in scena il 24 marzo 1975 e organizzato Don King. Da una parte c’è il campione del mondo in carica, il grande Muhammad Ali, dall’altra l’underdog Chuck Wepner. Quel match lo vince la favorita leggenda della boxe, ma la tenacia e la resilienza dell’anonimo sfidante, capace di rialzarsi più volte e di andare ko solo all’ultimo round, colpiscono particolarmente l’allora 28enne attore e sceneggiatore alle prime armi italo-americano, che in quel momento economicamente non stava vivendo un momento positivo della sua vita.

Nei giorni successivi scrive una prima parte della sceneggiatura, circa 90 pagine, poi modificate (nell’idea iniziale, il personaggio di Rocky era ancora più cupo e grezzo rispetto a quello visto nel prodotto finale) e ampliate nei mesi successivi.

A lavoro ultimato, Stallone porta il suo progetto a un provino con i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff, che capiscono immediatamente il potenziale del prodotto tra le loro mani e propongono 360mila dollari per renderlo un film. La produzione iniziò subito, si sviluppò interamente nella città di Philadelphia e si completò nel giro di 28 giorni, utilizzando un budget complessivo di 1,1 milioni di dollari e improvvisando in molte scene, proprio per mancanza di fondi. Il personaggio del protagonista nasce come già detto ispirandosi a Chuck Wepner, mentre il nome e lo stile di combattimento vengono scelti prendendo come esempio il pugile Rocky Marciano, uno dei più importanti di tutti i tempi, che tra gli anni Quaranta e Cinquanta riuscì a vincere 49 incontri su 49, 43 di questi per ko.

Tutta la storia della saga

La fortunata storia di Rocky Balboa inizia quindi per merito di questa intuizione di Sylvester Stallone e grazie all’incredibile successo ottenuto con il primo capitolo (che fece guadagnare addirittura 225 milioni di dollari, a fronte dell’1,1 investito), ne sono seguiti successivamente altri cinque, più successivamente lo spin-off “Creed” dedicato ad Adonis Johnson, figlio di Apollo Creed, con il relativo secondo capitolo “Creed II”. Ecco la breve trama di ciascuno di questi sei film.

Rocky

Tutto ha inizio ovviamente con Rocky, il primo film della saga che racconta la vita di un 30enne italo-americano di Philadelphia. Vorrebbe fare il pugile, ma i risultati sono modesti per via del suo carattere e della sua poca dedizione al lavoro. Tutto cambia però quando il campione del mondo, Apollo Creed, lo sceglie casualmente nel momento in cui decide di dare una chance a uno sconosciuto, per un match titolato in occasione della festa per i duecento anni della nascita degli Stati Uniti.

Per Balboa questa è l’occasione della vita, per riscattarsi dopo tanti fallimenti e dare una nuova piega alla sua esistenza. Così inizia ad allenarsi come mai fatto prima, grazie anche al supporto del suo coach, il burbero Mickey, all’amore scoccato con una ragazza, Adriana, e al sostegno di colui che diventerà suo cognato, Paulie.

L’epilogo di questo primo capitolo della saga porta quindi al match, un “Davide contro Golia”, tra il pugile sconosciuto e il campione del mondo. Ed esattamente come accaduto al boxeur che gli ha dato l’ispirazione, il personaggio interpretato da Sylvester Stallone riesce a resistere sul ring per 15 round (come mai nessuno era riuscito prima contro Apollo Creed), dimostrando una tenacia e una capacità di incassare fuori dal comune. Alla fine l’incontro lo perderà ai punti per decisione unanime, ma il solo fatto di aver resistito rappresenta più di una vittoria e lo fa diventare un idolo del pubblico.

Rocky II

Il secondo capitolo riparte dal post-match con Apollo Creed, un incontro in cui Rocky Balboa ha subito un colpo all’occhio molto violento che lo ha spinto a ritirarsi dell’attività agonistica per dedicarsi solamente alla sua Adriana, incinta del suo primo figlio. Il richiamo verso il mondo della boxe è però troppo alto, anche perché Apollo Creed, assetato per un re-match, porta avanti una campagna provocatoria continua nei confronti dell’italo-americano al fine di stuzzicarlo.

Alla fine Balboa decide decide di accettare la sfida, tornando in palestra per gli allenamenti con Mickey, ancora più intensi del primo capitolo. Adriana non è però d’accordo e dopo una lite tra Rocky e Paulie finisce in coma per colpa di un malore.

Arrivato all’ospedale Balboa scopre di essere diventato padre del piccolo Robert e solamente al risveglio della moglie accetterà realmente di vedersela con Apollo, in quanto Adriana gli chiede espressamente di vincere quella sfida in una delle scene più emblematiche e rappresentative di questa saga. Si arriva così all’incontro, la rivincita tra Rocky e Apollo. Anche in questo caso i due pugili arrivano al quindicesimo round, stavolta però il match è molto più cruento del primo. Nei secondi finali entrambi i pugili cadono al tappeto esausti, ma Balboa è il primo a rialzarsi, vincendo così l’incontro è diventando campione del mondo per la prima volta.

Rocky III

Nel terzo episodio di questa saga troviamo un nuovo Rocky Balboa, che diventato campione del mondo comincia ad adagiarsi e godersi i privilegi del successo, concendendosi anche un match di esibizione con il wrestler Thunderlips (Hulk Hogan). Appagato da questa vita così diversa rispetto alle sue origini, lo Stallone Italiano decide di ritirarsi ancora una volta dal mondo del pugilato e lo fa al Philadelphia Museum of Art, dove viene svelata la statua in suo onore.

Pure in questo caso deve però tornare sui suoi passi, per accettare la sfida di Clubber Lang (Mister T), un giovane boxeur affamato di successo, che lo sfida a ripetizione per la cintura.

Rocky accetta il confronto, dal quale esce sconfitto: decisiva la mancanza di concentrazione di Balboa, perché il suo maestro, Mickey, aveva accusato un malore che lo porterà a morire dopo l’incontro. Inizialmente a Rocky crolla il mondo addosso, poi però decide di ripartire, allenandosi a Los Angeles insieme al vecchio rivale Apollo Creed: grazie a questi training Balboa ritrova gli “Occhi della Tigre” (è in questo capitolo, appunto, che troviamo la celebre canzone “Eye of the Tiger” dei Survivor) e riesce a riconquistare il titolo nella rivincita su Clubber Lang.

Rocky IV

Nel quarto capitolo vediamo Rocky a distanza di tre anni dalla riconquista del titolo mondiale, più concentrato sulla famiglia che sull’attività agonistica. Intanto dalla Russia (siamo nel contesto storico della Guerra Fredda) arriva una sfida molto particolare, quella di Ivan Drago. Il guanto lanciato da colui che in Unione Sovietica viene definito il “pugile perfetto”, viene raccolto da Apollo, che interrompe il suo ritiro che andava avanti ormai da 5 anni per dimostrare a tutti, sé stesso in primis, di essere ancora all’altezza.

Il suo amico Rocky tenta di farlo desistere dal portare avanti questa sua idea, ma di fronte alla ferrea volontà di Creed decide di assecondarlo, facendogli anche da secondo nel corso dell’incontro, che si tiene a Las Vegas. Questo, che inizialmente sembrava dovesse essere una semplice esibizione, si trasforma in breve tempo in un match molto teso, una sorta di rappresentazione in scala ridotta della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia.

I colpi di Ivan Drago sono durissimi, devastanti. E nel corso della seconda ripresa, dopo che Rocky era stato fermato dallo stesso Apollo prima che gettasse la spugna, Creed viene ucciso dal russo. Per vendicare il suo amico, Rocky Balboa accetta così di sfidare in prima persona Drago, per farlo però è costretto ad andare in Russia allenandosi per conto proprio (sulla neve) e senza alcun cachet (la federazione statunitense non accetta di sovvenzionarlo, pertanto non sarà un match valido per il titolo). Lo Stallone italiano, nonostante le difficoltà, riesce a vincere quel match “in trasferta” (a Mosca, il giorno di Natale) all’ultimo round, prendendosi gli applausi del pubblico locale e lanciando un messaggio di pace in cui invita Stati Uniti e Russia ad appianare le loro divergenze.

Rocky V

Episodio numero cinque della saga, Rocky Balboa torna negli Stati Uniti da eroe dopo la vittoria in Russia su Ivan Drago, ma è costretto a dare l’ennesimo addio al pugilato per i colpi subiti nel corso dell’incontro. A causa di questi, infatti, ha riportato dei danni cerebrali irreversibili che potrebbero metterlo in grosso pericolo. Oltretutto, per colpa di un disguido di Paulie e un commercialista che aveva gestito malissimo tutti i suoi risparmi, lo Stallone italiano si ritrova senza un quattrino e senza la possibilità appunto di ricorrere al ring in un potenziale match contro Union Cane.

La passione per la boxe però resta, così quando un giovane pugile, Tommy Gunn (interpretato dal pugile Tommy Morrison), gli domanda di allenarlo ed essere suo manager, Rocky accetta, immedesimandosi in quel ragazzo. Tutto sembra procedere per il meglio, Tommy recepisce al meglio i consigli del suo coach, che però concentrandosi in questa nuova avventura trascura sempre di più suo figlio Robert.

Poi Tommy decide anche di “tradirlo”, affamato di successo, passando nella scuderia del potente manager George Washington Duke, i cui metodi di lavoro (disonesti e truffaldini) sono l’esatto opposto di quelli di Balboa. Sotto questa nuova guida Gunn riesce a vincere il titolo nel match con Union Cane, ma nonostante questo per tutti non è altro che il “figlioccio di Rocky”. Così si avvia verso il bar dove si trova il suo primo maestro e propone di sfidarlo in una battaglia da strada: inizialmente Balboa rifiuta, ma quando Tommy colpisce Paulie facendolo sanguinare, allora perde la testa e dà inizio allo scontro. Nei primi scambi non c’è match, la differenza è troppo evidente. Poi però Rocky si ricorda degli insegnamenti di Mickey e riesce a prendere il sopravvento, mettendo ko il fresco campione del mondo. Prima di andarsene c’è tempo anche per colpire George Washington Duke, nel tripudio della folla che si era messa ad assistere a questo match improvvisato.

Rocky Balboa

L’ultimo capitolo legato al nome del pugile più famoso del grande schermo (30 anni dopo il primo capitolo) si intitola “Rocky Balboa”, abbandonando dunque la numerazione romana che aveva caratterizzato i precedenti episodi. Rocky è ormai quasi sessantenne, vedovo per la morte di Adriana. Ha in gestione “Adrian’s” un ristorante a Philadelphia e ogni giorno si reca al cimitero per fare visita alla moglie scomparsa. Incontra poi Marie, che Rocky decide di assumere nel suo ristorante, affezionandosi sia a lei che a suo figlio.

Un giorno, guardando la televisione, assiste a un match virtuale, una simulazione al computer in cui Rocky Balboa batte Mason “The Line” Dixon (Francesco Prando), cioè l’attuale campione del mondo. Dixon è uno dei pugili meno amati dal pubblico, non offre spettacolo e vince sempre tutti i suoi incontri in poco tempo.

Così, venuto a conoscenza della volontà di Balboa di tornare a fare qualche match (la commissione medica gli aveva consentito di farlo), propone un incontro di esibizione per guadagnare consensi. Rocky accetta, nonostante il figlio Robert e Paulie glielo sconsiglino fortemente. Arrivati al momento della sfida, il campione prende subito il sopravvento, ma Balboa non ha perso il suo smalto e al secondo round riesce addirittura a mettere al tappeto il rivale molto più giovane. La sfida prosegue incredibilmente fino al 10°, lasciando il pubblico in visibilio. Rocky va al tappeto, ma quando sembra finita si rialza e comincia a colpire Dixon fino alla fine del match. Questo viene vinto dal campione ai punti, con verdetto non unanime. La sfida si conclude nel rispetto reciproco, con tutta la folla in delirio per la prestazione dello Stallone italiano.

Carriera e risultati

Nel corso dei sei film, sono stati disputati ufficialmente 16 incontri (tra il 1975 e il 2006) da Rocky Balboa nella versione da professionista (categoria pesi massimi, con un peso forma tra gli 86 e i 98 kg), 13 dei quali lo hanno visto trionfare prima dello scadere e 3 invece uscire sconfitto, solo in una circostanza prima della fine del match. Nel primo, quello del 1° gennaio 1976 contro Apollo Creed, vengono però elencati anche i suoi numeri da dilettante, cioè 64 match, di cui 44 vinti (38 prima del limite) e 20 persi: il totale è dunque di 80 incontri, 57 (51) successi e 23 sconfitte.

Rocky Balboa ha chiuso la carriera diventando in due occasioni campione mondiale WBC, prima mantenendo la cintura dal 25 novembre 1976 al 15 agosto 1981, poi dal 1982 al 1986.

Ecco tutti i suoi incontri da professionista che si sono visti nel corso della saga:

  1. 1 gennaio 1976, Philadelphia (USA) – Rocky Balboa vs Apollo Creed (Campionato mondiale WBC) – 15 – Sconfitta per decisione unanime.
  2. 25 novembre 1976, Philadelphia (USA) – Rocky Balboa vs Apollo Creed (Campionato mondiale WBC) – 15 (15) – Vittoria per KO.
  3. 6 aprile 1977, Philadelphia (USA) – Rocky Balboa vs Trevor Faus (Campionato mondiale WBC) – 1 (15) – Vittoria per KO.
  4. 1 agosto 1977, New York (USA) – Rocky Balboa vs Joe Czak (Campionato mondiale WBC) – 2 (15) – Vittoria per KO.
  5. 13 novembre 1977, Los Angeles (USA) – Rocky Balboa vs Big Yank Ball (Campionato mondiale WBC) – 6 (15) – Vittoria per KO.
  6. 16 febbraio 1978, Monte Carlo (Monaco) – Rocky Balboa vs Vito Soto (Campionato mondiale WBC) – 6 (15) – Vittoria per KO.
  7. 3 ottobre 1978, Londra (Inghilterra) – Rocky Balboa vs Bobby Jalali (Campionato mondiale WBC) – 3 (15) – Vittoria per KO.
  8. 9 febbraio 1979, Long Island (USA) – Rocky Balboa vs Dave Fossam (Campionato mondiale WBC) – 2 (15) – Vittoria per KO.
  9. 24 ottobre 1979, Milwaukee (USA) – Rocky Balboa vs Flip Folsom (Campionato mondiale WBC) – 2 (15) – Vittoria per KO.
  10. 17 giugno 1980, Tokyo (Giappone) – Rocky Balboa vs Joe Green (Campionato mondiale WBC) – 2 (15) – Vittoria per KO.
  11. 7 novembre 1980, Las Vegas (USA) – Rocky Balboa vs Matt Delarue (Campionato mondiale WBC) – 5 (15) – Vittoria per KO.
  12. 29 aprile 1981, Roma (Italia) – Rocky Balboa vs Philp Hammerman (Campionato mondiale WBC) – 3 (15) – Vittoria per KO.
  13. 15 agosto 1981, New York (USA) – Rocky Balboa vs Clubber Lang (Campionato mondiale WBC) – 2 (15) – Sconfitta per KO.
  14. 1982, New York (USA) – Rocky Balboa vs Clubber Lang (Campionato mondiale WBC) – 3 (15) – Vittoria per KO.
  15. 25 dicembre 1985, Mosca (Russia) – Rocky Balboa vs Ivan Drago (Incontro di esibizione) – 15 (15) – Vittoria per KO.
  16. 2006, Las Vegas (USA) – Rocky Balboa vs Mason Dixon (Incontro di esibizione) – 10 (10) – Sconfitta con decisione non unanime.

Le schede e locandine dei film

Ecco tutte le schede e le locandine originali dei sei capitoli della saga di Rocky Balboa:

“Rocky”, regia di John G. Avildsen. Sceneggiatura di Sylvester Stallone, musiche di Bill Conti. Produzione USA 1976. Durata: 119 minuti.

Rocky II“, regia di Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone, musiche di Bill Conti. Produzione USA 1979. Durata: 119 minuti.

Rocky III“, regia di Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone, musiche di Bill Conti. Produzione USA 1982. Durata: 99 minuti.

Rocky IV“, regia di Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone, musiche di Vince DiCola (temi originali di Bill Conti). Produzione USA 1985. Durata: 91 minuti.

Rocky V“, regia di John G. Avildsen. Sceneggiatura di Sylvester Stallone, musiche di Bill Conti. Produzione USA 1990. Durata: 104 minuti.

Rocky Balboa“, regia di Sylvester Stallone. Sceneggiatura di Sylvester Stallone, musiche di Bill Conti. Produzione USA 2006. Durata: 102 minuti.

Canzoni e colonne sonore: ‘Eye of the tiger’ la più famosa

A rendere iconici gli appuntamenti della saga di Rocky ci hanno pensato nel corso degli anni anche le colonne sonore scelte. Musiche indimenticabili e immortali, ancora oggi tra le più gettonate quando serve qualche incentivo in ambito motivazionale. Canzoni che sono valse anche una nomination all’Oscar in occasione del primo capitolo, con il capolavoro “Gonna Fly Now” di Bill Conti. Vediamo ora per ogni episodio di Rocky, quali siano state tutte le colonne sonore del film, con un occhio di riguardo per quelle che sono rimaste nella storia.

Rocky

  • Gonna Fly Now – 2:48 – feat. DeEtta Little & Nelson Pigford (audio qui sotto)
  • Philadelphia Morning – 2:22
  • Going the Distance – 2:40
  • Reflections – 3:19
  • Instrumental Medley (Marines Hymn / Yankee Doodle) – 1:45
  • Take You Back (Street Corner Song From Rocky) – 1:49 – feat. Valentine
  • First Date – 1:54
  • You Take My Heart Away – 4:46 – feat. DeEtta Little & Nelson Pigford
  • Fanfare For Rocky – 2:34
  • Butkus – 2:12
  • Alone in the Ring – 1:09
  • The Final Bell – 1:56
  • Rocky’s Reward – 2:03

Rocky II

  • Redemption – 2:34 (audio qui sotto)
  • Gonna Fly Now – 2:35
  • Conquest – 4:42
  • Vigil – 6:31
  • All of My Life – 3:56
  • Overture – 8:38
  • Two Kinds of Love – 2:37
  • All of My Life – 2:27

Rocky III

  • Eye of the Tiger (Survivor) – 3:53 (audio qui sotto)
  • Take You Back (Tough Gym) – 1:48
  • Pushin’ – 3:11
  • Decision – 3:22
  • Mickey – 4:40
  • Take You Back – 3:40
  • Reflections – 2:05
  • Gonna Fly Now – 2:50
  • Adrian – 1:42
  • Conquest – 4:45

Rocky IV

  • Burning Heart (Survivor) – 3:51 (audio qui sotto)
  • Heart’s on Fire (John Cafferty & The Beaver Brown Band) – 4:06 (audio qui sotto)
  • Double or Nothing (Kenny Loggins & Gladys Knight) – 3:42
  • Eye of the Tiger (Survivor) (da Rocky III) – 3:46
  • War (Vince DiCola) – 5:54
  • Living in America (James Brown) – 4:42 (audio qui sotto)
  • No Easy Way Out (Robert Tepper) – 4:21 (audio qui sotto)
  • One Way Street (Go West) – 4:37
  • The Sweetest Victory (Touch)– 4:25
  • Training Montage (Vince DiCola) – 3:38

Rocky V

  • That’s What I Said (MC Hammer) – 4:24
  • All You Gotta Do Is Sing (Joey B. Ellis) – 3:57
  • No Competition (MC Tab) – 4:39
  • Go For It (Joey B. Ellis & Tynetta Hare) – 4:14
  • Take You Back (remix) (The 7A3) – 4:10
  • The Measure of a Man (Elton John) – 4:03 (audio qui sotto)
  • Can’t Stop the Fire (Bill Conti) – 3:19
  • I Wanna Rock (Rob Base) – 4:20 (audio qui sotto)
  • Thought U Were the One for Me (Joey B. Ellis) – 3:02
  • Keep It Up (Snap!) – 4:03
  • Feel My Power (MC Hammer) – 5:11

Rocky Balboa

  • Take you back
  • Somebody told me
  • Ooh baby baby
  • O mio babbino caro
  • Libiamo, libiamo ne’lieti calici
  • La donna è mobile
  • It’s a fight
  • High hopes
  • E lucevan le stelle
  • Boy looka here
  • Get up
  • Gonna fly now
  • Que te ruegue quien te quiera
  • Una furtiva lagrima
  • You wake up the heart in me

Le 11 scene indimenticabili della saga

Questo è uno dei capitoli più difficili da scrivere in questo articolo dedicato interamente all’epopea di Rocky Balboa. All’interno dei sei film sono un’infinità le scene meritevoli di entrare all’interno di questa categoria, ma per ovvie ragioni non possiamo inserirle tutte e allora ci dovremo per forza di cose limitare, con tante inevitabili rinunce dolorose. Ne abbiamo selezionate 11, in rigoroso ordine cronologico, perfettamente consapevoli che ce ne sarebbero dovute essere molte di più.

  1. La pattinata sul ghiaccio con Adriana (Rocky)
  2. Lo sfogo con Mickey (Rocky)
  3. L’allenamento prima del match con Apollo (Rocky)
  4. Il combattimento con Apollo (Rocky)
  5. “Vinci” (Rocky II)
  6. “Ce l’ho fatta Adriana” (Rocky II)
  7. Il discorso con Adriana sulla spiaggia (Rocky III)
  8. Rocky si riprende la cintura da Clubber Lang (Rocky III)
  9. “Se io posso cambiare e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare” (Rocky IV)
  10. “Ti spetta di diritto, grazie per essere nato” (Rocky V)
  11. “Come si fa a vincere” (Rocky Balboa)

1. La pattinata sul ghiaccio con Adriana (Rocky)

Prima di essere un pugile, Rocky è soprattutto una persona di buon cuore. Nel primo capitolo della saga ha una simpatia per la sorella di Paulie, Adriana, la cassiera del negozio di animali del posto. Dopo molti tentativi, Adriana finalmente accetta di uscire con Rocky, trascorrendo la notte del Ringraziamento con lui. E dal momento che aveva detto di gradire il pattinaggio sul ghiaccio, Rocky la porta lì per godersi la serata.

Quando i due arrivano, però, scoprono che il posto è chiuso. Ma Balboa non è uno che si arrende facilmente, nemmeno nella vita di tutti i giorni. Così fa il possibile e negozia un affare che gli permette di pattinare per 10 minuti. I due iniziano in quel momento a formare un forte legame che durerà tutta la vita, aprendosi e rendendosi conto che si completano a vicenda. È una delle migliori scene del primo capitolo, anche perché improvvisata sul posto.

2. Lo sfogo con Mickey (Rocky)

La serie Rocky è nota per il suo cast pieno di personaggi memorabili anche nei ruoli secondari, come ad esempio Mickey. Il prototipo dell’allenatore senza fronzoli perfetto per aspiranti combattenti, capace di spingere i suoi allievi al livello successivo. Era particolarmente duro con Rocky, disgustato dalla scelta di Balboa di diventare un collezionista di prestiti invece che approfittare dei suoi talenti.

Ma quando il pugile viene selezionato come avversario di Apollo Creed per il titolo dei pesi massimi, i ruoli si invertono. Mickey va a fare visita a Rocky nel suo appartamento, per offrirsi di essere il suo allenatore e manager. Inizialmente Rocky rifiuta Mickey, chiedendogli perché Mickey non fosse stato lì per lui quando aveva davvero bisogno di aiuto. Mickey così se ne va, ma poi Rocky lo insegue per la strada e inizia una delle collaborazioni più celebri dei film sportivi.

3. L’allenamento prima del match con Apollo (Rocky)

I montaggi degli allenamento di Rocky sono diventati un cult dei film di Hollywood. Avendo bisogno di spingersi al limite in modo da poter rimanere sul ring con Apollo, Rocky miscela metodi di allenamento non tradizionali (per esempio colpendo la carne surgelata) con un rigoroso esercizio fisico, al fine di ottenere il massimo della condizione.

Gli spettatori si immedesimano in Rocky e lo vedono anche un ottimo esempio del fuoco e della fame che definiscono il suo personaggio, tratti che hanno reso questa sequenza così stimolante da influenzare la gente comune a scendere dal divano e iniziare a lavorare.

Ciò che distingue il montaggio originale di Rocky da tutti gli altri è il debutto della leggendaria “Gonna Fly Now”, la canzone che ora fa parte di milioni di playlist di allenamento. Una musica che conferisce alla fatica di Rocky una qualità mitica, come se si stesse preparando ad affrontare un extraterrestre anziché il campione dei pesi massimi. Un video che ha spinto gli spettatori a credere di poter fare qualsiasi cosa in cui credono. Ed è facile capire perché la scena dell’allenamento è stata riprodotta molte volte a partire dal 1976.

4. Il combattimento con Apollo (Rocky)

Anche dopo tutto l’allenamento e le parole di incoraggiamento da parte di Mickey, Rocky rimane convinto che sia impossibile per lui sconfiggere Apollo e conquistare la cintura. Quello che vuole fare è riuscire in qualcosa che nessuno ha mai fatto: durare per 15 round sul ring con Creed. Sente che se lo farà, dimostrerà al mondo e a se stesso che non è un fallito, ma che ha fatto qualcosa di utile nella sua vita.

Entrando nel match con quella mentalità, Rocky dà tutto e mostra un cuore tremendo, conquistando la folla di Philadelphia che canta il nome del loro nuovo figlio preferito. Afflitto e ferito (e con una costola rotta), Apollo non può credere di aver avuto la lungimiranza di scegliere Rocky come avversario. I due mettono in scena un match incredibile, la prova più dura che entrambi abbiano mai affrontato fino a quel punto della loro carriera. Balboa può aver perso l’incontro per una decisione dei giudici, ma ha segnato comunque una vittoria personale fenomenale, che è entrata di diritto nella leggenda del film.

5. “Vinci” (Rocky II)

Quando la loro prima sfida si conclude, Rocky e Apollo concordano sul fatto che “non ci sarà nessuna rivincita”. Successivamente però Creed viene spinto dalla pressione mediatica a tornare sui suoi passi e affrontare di nuovo Balboa sul ring per mostrare che la sua prima esibizione fosse stata solo un colpo di fortuna. Spinge Rocky fuori dalla “pensione” con una campagna diffamatoria che fa arrabbiare molto Mickey e porta lo “Stallone italiano” a tornare ad allenarsi.

Tuttavia, Rocky ci ripensa, dal momento che Adriana (in quel momento incinta) disapprova il ritorno sul ring. Le cose peggiorano quando Adriana sviene dopo uno scontro con Paulie, dando poi prematuramente alla luce suo figlio e cadendo in coma.

Ancora una volta, mostrando quanto sia una grande persona, Rocky si rifiuta di lasciare il letto di Adriana finché lei non si sveglia. Quando finalmente lo fa, hanno un momento commovente vedendo il loro bambino appena nato per la prima volta, insieme. Subito dopo Adriana cambia idea, dicendo al marito che vuole solo che faccia una cosa: vincere. “Vinci”, ripete due volte. E questo dà a Rocky (e Mickey) tutta la motivazione di cui ha bisogno per allenarsi duramente e sconfiggere il suo rivale.

6. “Ce l’ho fatta Adriana” (Rocky II)

La rivincita tra Rocky e Apollo è quasi andata male per Balboa. Deve combattere con una mano destra (invece del suo mancino naturale) per proteggere un danno agli occhi, e Creed costruisce un vantaggio apparentemente insormontabile nei punti dei giudici quando il combattimento raggiunge il suo fatidico 15esimo round.

Anche se potrebbe semplicemente andare sul sicuro e vincere per decisione unanime, l’ego di Apollo lo porta a scambiare colpi con Rocky nel tentativo di metterlo ko. Nel round finale, però, Rocky cambia stile e colpisce di nuovo con il mancino, sferrando un pugno devastante ad Apollo che lo scaraventa a terra.

Rocky perde l’equilibrio e crolla anche lui al tappeto, ma riesce a rimettersi in piedi prima che il conto alla rovescia sia finito. Per la prima volta, Rocky vince il titolo dei pesi massimi e inaugura una nuova tradizione per i film: il discorso post-combattimento. Rocky ringrazia Apollo e Mickey per tutto ciò che hanno fatto, e poi rivolge la sua attenzione ad Adriana, a casa a recuperare, per renderla parte del suo successo: “Adriana, ce l’ho fatta”.

7. Il discorso con Adriana sulla spiaggia (Rocky III)

Rocky è il campione dei pesi massimi e gode di un nuovo successo nella sua vita, difendendo il suo titolo più volte e diventando uno degli atleti più famosi al mondo. Il sogno si interrompe bruscamente quando incontra il feroce Clubber Lang, che colpisce Rocky come nessun altro era mai riuscito a fare. Non solo, Mickey muore tragicamente dopo il combattimento, riempiendo Rocky di sensi di colpa per averlo spinto ad allenarlo un’ultima volta.

Apollo trova il suo ex rivale in uno stato tumultuoso e si offre di allenarlo in modo che Rocky possa riscoprire l’occhio della tigre, ma Rocky è troppo consumato dal dolore per prendere sul serio le cose. Ancora una volta è Adriana che fa scattare la molla a Rocky.

Confrontandosi con lui sulla spiaggia, Adriana chiede di sapere la verità su quello che sta succedendo. In un momento scioccante di vulnerabilità, Rocky confessa che per la prima volta nella sua vita è spaventato. L’intensità di Lang, combinata con la rivelazione che Mickey avesse scelto con cura gli sfidanti “sicuri” per proteggere Rocky, hanno fatto sorgere il problema a Balboa sulle sue capacità di vincere. Non vuole perdere quello che ha, e ha paura di cosa potrebbe accadere se dovesse fallire. Adriana gli assicura che finché lui darà il massimo, non importerà quale sia il risultato e lo incoraggia così a finire il suo allenamento.

8. Rocky si riprende la cintura da Clubber Lang (Rocky III)

La seconda sfida tra Rocky e Apollo era stata annunciata come la “rivincita del secolo”, ma questa era la vera voglia di rivincita che i fan volevano vedere. Dopo aver perso il titolo, Rocky era pronto a tutto contro Clubber Lang per riprenderselo. Questo incontro, come molti altri nella serie, è stata una grande dimostrazione della passione e della volontà di Rocky di vincere. Dopo aver dominato il primo turno, lo stallone italiano si adatta un metodo non ortodosso, prendendo intenzionalmente un pestaggio da Lang, schernendo il suo avversario per farlo arrabbiare.

Mentre il match va avanti, il risultato diventa inevitabile. Con Lang stanco, Rocky si scatena e riesce a diventare il campione dei pesi massimi ancora una volta. Mentre Apollo era uno showman carismatico con un forte ego, Clubber era il primo vero “cattivo” del franchise che gli spettatori dovevano disprezzare. Vedere Rocky tornare in cima dopo aver toccato il fondo è stato un modo elettrizzante per terminare il film.

9. “Se io posso cambiare e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare” (Rocky IV)

Anche se Rocky aveva deciso di chiudere la carriera, non poteva sfuggire al richiamo del ring. Convinto che Ivan Drago sia solo un fuoco di paglia, Apollo sfida il russo a un incontro di esibizione nel momento culmine della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia. Le cose prendono una piega tragica quando Creed viene ucciso durante il combattimento, qualcosa che Rocky (manager di Apollo per l’occasione) avrebbe potuto evitare se avesse gettato la spugna.

Per vendicare il suo amico, Rocky viaggia in Russia per combattere contro Drago e offre un’altra prestazione meravigliosa. Rocky finisce addirittura per influenzare il pubblico russo, che con i round che vanno avanti inizia a cantare il nome di Balboa all’unisono. Quando Rocky è proclamato vincitore, fa un discorso su come le sue percezioni riguardo ai russi siano cambiate nel tempo (e viceversa), suggerendo che tutto questo significhi che chiunque può cambiare in meglio. Sì, praticamente Rocky ha tentato di far concludere la Guerra Fredda.

10. “Ti spetta di diritto, grazie per essere nato” (Rocky V)

Dopo aver messo ko in una rissa per strada Tommy Gunn, il giovane pugile che dopo essere stato allenato da Rocky decide di tradirlo, ed essersi tolto lo sfizio di colpire anche il potente manager George Washington Duke, Balboa può godersi di nuovo la famiglia, in particolare suo figlio, che porta con sé lungo la celebre scalinata di Philadelphia. Lì nasce un discorso che mette in evidenza la differenza generazionale e soprattutto l’amore di un padre verso il proprio figlio.

11. “Come si fa a vincere” (Rocky Balboa)

Con l’età che avanza, Rocky sceglie di passare i suoi giorni come proprietario di un ristorante a Philadelphia, raccontando storie sui suoi giorni di gloria ai clienti interessati. Quando una simulazione al computer mette in scena un combattimento tra il primo Rocky e l’attuale campione Mason “The Line” Dixon, i due accettano di affrontarsi in un match di beneficenza per vedere cosa succederebbe per davvero.

Rocky è entusiasta di tornare sul ring, ma la sua decisione mette a dura prova il figlio, che individua i suoi fallimenti personali da impiegato aziendale nel fatto di dover vivere nell’ombra del padre. Mentre il figlio cerca di scoraggiare Rocky dal combattere ancora, il Balboa anziano dà qualche consiglio significativo in uno dei discorsi più stimolanti della saga. Parole che possono essere applicate a chiunque stia attraversando un momento difficile. Potenti e di impatto, che in un certo senso simboleggiano il personaggio di Rocky dal primo giorno.

Le frasi celebri.. ‘Ti spiezzo in due’

In questo approfondimento sulla saga di Sylvester Stallone dedicata a Rocky Balboa, non poteva certo mancare un paragrafo con tutte le frasi celebri dei 6 film. Andiamo a vederle suddividendole per capitoli.

Da Rocky

  • Rocky: “L’importante non è come colpisci ma come reagisci ai colpi che ricevi”.
  • Rocky: “In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l’unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed, se io riesco a reggere la distanza e se quando suona l’ultimo gong io sono ancora in piedi… se sono ancora in piedi io saprò per la prima volta in vita mia che non sono solo un bullo di periferia”.
  • Rocky: “Nessuno colpisce duro come la vita”
  • Mickey: “Hai il naso rotto”. Rocky: “Sono brutto?”. Mickey: “Che credevi, di essere bello?”.
  • Adriana: “Ma tu perché fai il pugile?”. Rocky: “Perché non ballo e non canto”.
  • Mickey: “Devi essere una mitragliatrice figliolo, devi essere come quello che mangiava fulmini e ricavava i tuoni, capito? E poi ti ricorderanno come il killer di Philadelphia!”.

Da Rocky II

  • Rocky: “È Apollo…”. Mickey: “E tu chi t’aspettavi?”. Rocky: “Speravo mandasse un altro”.
  • Mickey: “Non ti fare impressionare”. Rocky: “A te non ti impressionerebbe?”. “Mickey: Sì”.
  • Rocky: “Ha mai beccato 500 pugni in faccia per sera? Irrita la pelle dopo un po’”.
  • Rocky: “Io non ti ho mai chiesto di smettere di essere una donna. Per favore, te lo chiedo per favore, non mi chiedere di smettere di essere un uomo”.
  • Mickey: “Come sarebbe ‘non posso’?! Non ci sono ‘non posso’! Non esistono!”.
  • Rocky: “La vita ti riserva un sacco di colpi bassi”.
  • Rocky: “Sul ring ci sono regole, fuori non c’è niente”.
  • Rocky: “Se vuoi infliggere dolore devi sopportarlo”.

Da Rocky III

  • Rocky: “Non fa male! Non fa male! Mia madre me le dava più forte!”.
  • Rocky: “Bisogna toccare il fondo per poter risalire”.
  • Rocky: “Io ho paura, sei contenta? La volevi la verità, mi volevi umiliare? E va bene ho paura! Per la prima volta in vita mia ho paura!”.
  • Apollo: “Non esiste domani!”.

Da Rocky IV

  • Apollo: “Io ho combattuto con i migliori e li ho battuti tutti. Ho mandato più gente in pensione io della previdenza sociale!”.
  • Rocky: “Fare un altro round quando pensi di non farcela è una cosa che può cambiare tutta la tua vita”.
  • Rocky: “No, forse non vincerò. Forse l’unica cosa che potrò fare sarà quello di rendergli la vita difficile. Ma per battere me, dovrà riuscire ad uccidermi, e per uccidermi dovrà avere il fegato di stare di fronte a me. E per fare questo, dovrà essere pronto a morire anche lui. E io non so se sia disposto a farlo… non lo so”.
  • Rocky: “Ci sono molte cose che vorrei dire, ma non so quale abbia importanza. Quello che importa però è quello che ha rappresentato. Quello per cui è vissuto, e per cui è morto. Hai sempre fatto tutto, tutto come volevi tu. Io allora non capivo ma ora capisco. Non ti dimenticherò, Apollo. Sei il migliore”.
  • Paulie: “Rocky, ricordi quando ti ho detto che volevo essere te?”. Rocky: “Sì”. Paulie: “Ci ho ripensato!”. Rocky: “Grazie tante”.
  • Duke: “Gli hai fatto male! Adesso ha paura, lo hai ferito, gli hai fatto male! Hai capito? Non è una macchina! È un uomo!”.
  • Ivan Drago: “Ti spiezzo in due”.
  • Rocky: “Quando sono venuto qui non sapevo cosa mi aspettava. Ho visto che molta gente mi odiava ed io… ed io… non sapevo… non sapevo come la dovevo prendere. Poi ho capito che neanche voi mi piacevate, ma durante questo incontro ho visto cambiare le cose: cioè quello che provavate per me e quello che io provavo per voi! Sul ring eravamo in due disposti ad ucciderci l’un l’altro, ma penso che è meglio così che milioni di persone! Però quello che sto cercando di dire è che se io posso cambiare, e voi potete cambiare… tutto il mondo può cambiare!”.

Rocky V

  • Rocky: “Averti avuto è stato come nascere un’altra volta”.
  • Rocky: “Bravo, lo hai messo giù! Ora perché non ci provi con me, ragazzo?”.
  • Rocky: “Il mio ring è la strada”.
  • Mickey: “Se tu non fossi qui oggi, io molto probabilmente non sarei più vivo. Il fatto che tu ora sei qui e fai quello che fai mi dà, come la chiami? Una motivazione, per continuare a vivere. Perché io credo che una persona muore quando non ha più voglia di vivere. La natura è più furba di quello che l’uomo crede. A poco a poco perdiamo tutti i nostri amici, perdiamo tutto quello che abbiamo, ma tu continui e un giorno ti fermi, e dici: «Che diavolo sto vivendo a fare? Non ho ragioni per andare avanti». Ma con te ragazzo, beh, io ho una ragione per andare avanti, e continuerò a vivere per vederti fare bene, e non ti abbandonerò mai, ci sarò sempre, perché il giorno che ti lascerò, tu oltre a saper combattere, saprai anche prenderti cura di te stesso fuori dal ring, sono stato chiaro?”.
  • Rocky: “La fifa è come il fuoco – capito? – e brucia nel corpo, all’interno. Se tu riesci a controllarla, Tommy, allora lei ti scalda. Se però succede che è lei che controlla te, allora ti brucia, e brucia tutto ciò che ti circonda”
  • Adriana: “Tutti gli avversari che hai battuto, li hai battuti con il cuore, non con i muscoli!”.
  • Rocky: “Ti spetta di diritto, grazie per essere nato”.

Rocky Balboa

  • Rocky: Finché non avrai fiducia in te stesso la tua non sarà vita!”.
  • Rocky: “Hai permesso al primo fesso che arrivava di farti dire che non eri bravo. Sono cresciute le difficoltà, ti sei messo alla ricerca del colpevole e l’hai trovato in un’ombra… Ora ti dirò una cosa scontata: guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… così sei un vincente! E se credi di essere forte lo devi dimostrare che sei forte! Perché un uomo vince solo se sa resistere! Non se ne va in giro a puntare il dito contro chi non c’entra, accusando prima questo e poi quell’altro di quanto sbaglia! I vigliacchi fanno così e tu non lo sei! Non lo sei affatto!”.
  • Rocky: “Io credo che quando tu hai vissuto tanto tempo in un posto, tu sei quel posto”.
  • Rocky: “Io non immaginavo che la mia vita sarebbe stata così difficile, non doveva essere così, Paulie, no”.
  • Rocky: “Lo hai detto a tuo figlio, non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… in piedi! In piedi! In piedi!”.

Le scene tagliate

Nel primo capitolo di Rocky, Sylvester Stallone aveva scritto un altro finale oltre a quello storico dell’abbraccio con Adriana sul ring. Nei piani originali, infatti i due, sempre abbracciati, si sono incamminati verso lo spogliatoio. La scena venne anche girata, ma non venne ritenuta soddisfacente. Così venne successivamente tagliata, anche se comunque utilizzata nella realizzazione del manifesto del film.

Esiste certamente un’altra scena tagliata anche in Rocky IV, dal momento che nel trailer si vede la Federazione che non autorizza il pugile al combattimento con Ivan Drago. Nel corso del film però non vi è traccia di tutto questo.

Altra scena mai vista sul grande schermo è in Rocky V, quando Jodi Letizia si presentava interpretando Marie, nel film diventata una prostituta. Nel montaggio finale del film però questo spezzone è stato completamente tagliato.

Curiosità: domande e risposte

Sylvester Stallone è stato subito scelto come attore protagonista?

No, inizialmente i produttori avevano pensato di dare la parte ad attori con un curriculum ben più ricco, come Robert Redford, Ryan O’Neal, Burt Reynolds e James Caan. Sylvester Stallone riuscì però a imporsi e a recitare il ruolo del personaggio da lui creato.

Chi sarebbero potuti essere gli attori di Adriana e Apollo Creed?

Prima di scegliere Talia Shire, considerata sin da subito perfetta per il ruolo di Adriana da Stallone, sostenne il provino anche Susan Sarandon, che però venne scartata perché considerata troppo bella. Per il ruolo di Apollo Creed venne invece scelto l’ex pugile Ken Norton (l’Ercole Nero”), che però diede buca all’ultimo per partecipare al concorso “The Superstars”, della ABC. A quel punto fu promosso Carl Weathers, con il quale Stallone improvvisò anche un breve combattimento durante il provino.

Come è stato scelto l’attore di Ivan Drago?

Per il ruolo vennero provinate più di 8000 persone, poi venne scelto Dolph Lundgren. Sylvester Stallone nel corso delle riprese del loro incontro chiese allo svedese di colpirlo realmente, in modo da rendere più reale il tutto. Per via di un colpo sul torace subito, però, Stallone fu ricoverato per otto giorni in terapia intensiva.

Sono apparsi altri veri membri della famiglia Stallone nel film?

Solamente nel primo episodio della saga apparvero il padre Frank (il cronometrista dell’incontro), il fratello Frank Jr. (il ragazzo che Rocky incontra per strada insieme ad Adriana mentre torna a casa sua), e pure il cane (Birillo, in lingua originale “Butkus”) che viene regalato al pugile è quello reale di Stallone.

Chi ha interpretato Robert, il figlio di Rocky?

Nel secondo capitolo il bambino appena nato era stato interpretato da Seargeoh Stallone, reale secondogenito nato dalla relazione tra l’attore e Sasha Czack. Nel terzo e nel quarto invece viene interpretato rispettivamente da Ian Fried e Rocky Krakoff. Nel quinto è il primo figlio della coppia a impersonarlo, Sage Moonblood Stallone, scomparso tragicamente all’età di 36 anni. Nel capitolo finale, “Rocky Balboa”, l’attore è invece l’italo-americano Milo Anthony Ventimiglia, che non ha nessuna parentela con Stallone.

In quale Rocky muoiono rispettivamente Mickey, Apollo Creed e Adriana?

Mickey, il primo storico allenatore di Rocky, muore nel terzo capitolo per un malore, subito dopo il primo incontro con Clubber Lang. Apollo Creed muore invece nel quarto capitolo, ucciso dai colpi di Ivan Drago nel corso del loro match. Successivamente, in un’intervista, Sylvester Stallone si è detto pentito di aver fatto morire Apollo. In conclusione, la morte di Adriana arriva nell’ultimo episodio della saga, “Rocky Balboa”, dove il protagonista appare già vedovo, visto che la moglie era morta di cancro quattro anni prima.

Quando compare la leggenda del wrestling Hulk Hogan?

Hulk Hogan fa la sua apparizione in Rocky III, interpretando il wrestler Thunderlips (Labbra Tonanti) in un incontro di esibizione da avversario dello Stallone Italiano campione del mondo, poco prima che questi venisse sfidato da Clubber Lang (Mister T). Curiosamente, nel 1985, tre anni dopo l’uscita di questo film, Hulk Hogan e Mister T fecero coppia in un match durante la ⤑prima storica edizione di WrestleMania (lo show più importante del mondo del wrestling), vincendo contro contro Roddy Piper e Paul Orndorff.

Esiste davvero la statua di Rocky in cima alla scalinata di Philadelphia?

In occasione di Rocky III, vediamo per la prima volta la statua dedicata al pugile italo-americano. Si tratta di un’opera d’arte reale (in bronzo, per un’altezza di 260cm), commissionata da Sylvester Stallone e realizzata dallo scultore Thomas Schomberg. Inizialmente questa viene posizionata in cima ai gradini del Museum of Art di Philadelphia per esigenze del film, poi l’attore statunitense decide di donarla alla città adottiva del suo personaggio cinematografico. A quel punto inizia un dibattito su dove posizionarla e inizialmente si opta per lo Spectrum, cioè l’arena del basket della città. Poi però torna in cima alla scalinata in occasione delle riprese di Rocky V, salvo poi essere riportata subito dopo allo Spectrum. L’8 settembre 2006, infine, questa viene stabilita su un piedistallo vicino ai piedi della celebre scalinata, sulla destra del Museum of Art di Philadelphia.

Veramente Sylvester Stallone si è allenato in Siberia in occasione delle riprese di Rocky IV?

No, perché in quel momento la tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica derivante dalla Guerra Fredda era al suo apice. Per ricreare l’atmosfera russa, le riprese sono state girate nelle zone montane del Nord America: nello specifico il Wyoming, la valle di Jackson Hole, il Grand Teton National Park e il PNE Agrodome di Hastings Park di Vancouver, utilizzato come luogo del match finale.

Perché Ivan Drago non è stato arrestato dopo aver ucciso Apollo Creed sul ring?

In molti su forum e social network ci si domanda come mai Ivan Drago non sia stato arrestato per omicidio dopo la morte di Apollo Creed. In realtà, la rilevanza penale della morte sul ring non è contemplata da nessuna giuridsprudenza, dal momento che esiste in ogni caso il consenso dell’avente diritto. In sostanza, chi decide di partecipare a una competizione sportiva del genere, lo fa consapevole dei rischi che questa possa comportare sulla sua incolumità fisica, pericolo di morte compreso. Fa eccezione una situazione in cui si sia in chiara presenza di dolo o colpa.

Secondo la sceneggiatura, Rocky ha mai rischiato realmente di morire?

Sì, inizialmente nel quinto capitolo della saga era previsto che Rocky morisse nello scontro con Tommy Gunn. Alla fine però sono stati cambiati i piani in corsa dalla produzione, nonostante Sylvester Stallone avesse optato per la soluzione della morte del pugile.

Come ha fatto Rocky a continuare a combattere nonostante gli stop dei medici?

Ci sono state delle incongruenze nel corso della storia. In Rocky II, ad esempio, Mickey aveva avvertito il pugile del rischio di rimanere cieco in caso di ulteriori combattimenti, in quanto dopo il primo match con Apollo era stato costretto a operarsi all’occhio. In seguito il boxeur ha continuato però a combattere, come se fosse guarito. Una situazione simile accade nel sesto capitolo della saga: nel quinto, dopo il combattimento con Ivan Drago, Rocky era stato costretto a ritirarsi per i danni cerebrali permanenti riportati. Prima del combattimento contro Mason, invece, la commissione medica lo dichiara completamente sano e gli concede il permesso di lottare.

Chi è il doppiatore di Sylvester Stallone nei vari Rocky?

Gigi Proietti nel primo Rocky, Ferruccio Amendola dal secondo capitolo al quinto, Massimo Corvo in quello conclusivo.

L’allenamento di Rocky, ispirati a quelli di Joe Frazier

I montaggi degli allenamenti di Rocky sono un cult, roba da pelle d’oca e utilizzata spesso per generare una grande spinta motivazionale. Ma esiste qualche scienza sportiva legittima che li giustifichi davvero? O si tratta semplicemente di finzione?

La verità sta nel mezzo, perché il metodo utilizzato da Sylvester Stallone è fortemente ispirato all’ex pugile statunitense Joe Frazier (uno dei rivali di Apollo nel film, mentre nella realtà è stato uno dei rivali di Muhammad Ali), pur non essendo accreditato nella pellicola. Correre su per le scale, picchiare la carne e così via erano delle tecniche utilizzate dal boxeur nativo di Beaufort (Carolina del Sud), mentre molti altri esercizi visti nel corso dei 6 capitoli sono di routine per molti atleti (ad esempio le uova crude la mattina), mente altri ancora sono frutto della fantasia di Sly.

Premi e riconoscimenti

Tutti i riconoscimenti di una certa entità vinti dalla saga che vede come protagonista il pugile italo-americano sono stati ottenuti nel primo capitolo. In quell’occasione, infatti, Rocky riuscì a vincere ben tre Premi Oscar, come “Miglior film”, “Miglior regia” e “Miglior montaggio”. Si aggiunsero anche le nomination come “Miglior attore protagonista” a Sylvester Stallone, “Miglior attrice protagonista” a Talia Shire, “Miglior attore non protagonista” a Burt Young, “Miglior attore non protagonista” a Burgess Meredith, “Migliore sceneggiatura originale” a Sylvester Stallone, “Migliore sonoro” e “Miglior canzone” (Gonna Fly Now) a Bill Conti, Carol Connors e Ayn Robbins.

Oltre ai Premi Oscar, il primo capitolo di Rocky ha vinto anche il Golden Globe come miglior film drammatico. Sylvester Stallone ha ricevuto poi il David di Donatello come “Miglior attore straniero”.

Altra curiosità è che Rocky Balboa è l’unico pugile non reale a essere entrato a far parte della International Boxing Hall of Fame: nella cerimonia di premiazione del 12 giugno 2011, Sylvester Stallone è stato insignito del riconoscimento direttamente dall’ex campione del mondo dei pesi massimi, Mike Tyson. Rocky Balboa è stato inserito anche nella World Boxing Hall of Fame.

Tutti i premi vinti da Rocky

  • Premio Oscar “Miglior film” a Irwin Winkler e Robert Chartoff
  • Premio Oscar “Migliore regia” a John G. Avildsen
  • Premio Oscar “Miglior montaggio” a Richard Halsey e Scott Conrad
  • Golden Globe “Miglior film drammatico”
  • David di Donatello “Miglior attore straniero” a Sylvester Stallone

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