Ronaldinho, un altro arresto nel giro di 48 ore: “È stupido”

Guai per Ronaldinho. L’ex fuoriclasse di Barcellona e Milan è finito in manette in Paraguay – dove si trovava col suo entourage per la presentazione di un programma di assistenza sanitaria per bambini accessibile gratuitamente – insieme al fratello Roberto de Assis. Il motivo? Sono stati accusati di possesso di passaporto falso.

Stando alle informazioni date dal Ministero degli Interni del Paraguay, il brasiliano è stato fermato col fratello al Resort Yacht & Golf Club Paraguayo di Asuncion dove gli è stato contestato l’utilizzo di documenti di nazionalità paraguaiana contraffatti. Attualmente Ronaldinho si trova in stato di fermo nell’hotel e a breve sono attesi ulteriori aggiornamenti sulla vicenda.

Aggiornamento del 7 marzo 2020: Ronaldinho di nuovo arrestato

Va ricordato – si legge su Goal – come l’ex nazionale verdeoro sia sprovvisto di passaporto dal 2018, anno in cui gli fu sottratto per reati ambientali provocati nel lago Guaíba, nei pressi di Porto Alegre (fu accusato di aver costruito un edificio sulle rive del lago senza alcun permesso).

Era stato rilasciato giovedì, ma venerdì Ronaldinho è tornato nuovamente dietro le sbarre. A dare la notizia è il quotidiano paraguaiano “ABC Color”, che spiega come El Gaucho sia stato arrestato per la seconda volta insieme a suo fratello. Il giudice che si occupa del caso, infatti, ha rigettato la decisione del Pubblico Ministero (che li aveva rilasciati, dichiarandoli innocenti) aggravando anche l’accusa. Se i due erano stati fermati per possesso di passaporti falsi, sembra che ora siano arrestati per riciclaggio di denaro. Si attendono novità, ma la posizione di Ronaldinho e di suo fratello Roberto de Assis Moreira pare che si stia complicando.

L’ufficio del Pubblico ministero paraguaiano ha rilasciato un comunicato su Twitter, senza menzionare l’accusa di riciclaggio:

La Procura generale ha firmato un ordine di detenzione imputando all’ex calciatore Ronaldinho l’uso di un documento pubblico di contenuto falso chiedendo una misura cautelare di prigione preventiva.

El Gaucho e il fratello sono stati consegnati al gruppo speciale della Polizia Nazionale del Paraguay, a disposizione della magistratura. Il loro avvocato non ha rilasciato alcuna dichiarazione a seguito dell’incontro con l’ex stella del Barcellona.

Aggiornamento dell’8 marzo 2020: le parole dell’avvocato

Dopo il silenzio, ecco le prime parole dell’avvocato di Ronaldinho. A seguito della decisione di confermare la detenzione del Gaucho in Paraguay, Adolfo Marín – il suo legale – rilasciato qualche battuta ai microfoni del quotidiano Folha de São Paulo:

Il giudice non ha capito che Ronaldinho non sapeva di star commettendo un crimine, perché non aveva capito di aver ricevuto documenti falsi: è stupido (letteralmente “tonto”, ndr).

La pensa diversamente il giudice:

Siamo di fronte a un atto punibile, grave, perché ha attentato contro gli interessi della Repubblica del Paraguay. La sua situazione soddisfa tutti i requisiti per far sì che resti in prigione. Esiste il pericolo di fuga: non ha radici nel paese, è entrato illegalmente e ci è rimasto illegalmente. Ecco perché il tribunale ha ritenuto giusto non rilasciarlo.

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