Ronaldinho nei guai: ritirato il passaporto del brasiliano

Guai per Ronaldinho. La Corte suprema di Giustizia del Brasile ha infatti confermato nelle scorse ore la decisione presa a carico della stella brasiliana nello scorso novembre dal tribunale di Giustizia di Rio Grande do Sul. Il suo passaporto resta infatti sotto sequestro, una misura che impedisce a Dinho e suo fratello Assis di lasciare il paese. A riportarlo è Sky Sports.

Alla base dei guai giudiziari dell’ex asso di Barcellona, Milan e PSG c’è una vicenda che risale al 2015. In quei giorni, Ronaldinho e suo fratello intrapresero la costruzione di un manufatto abusivo a Porto Alegre, nel dettaglio una piattaforma da pesca e un attracco per barche di piccole dimensioni sulle rive del fiume Guaiba.

Ronaldinho non era infatti in possesso della licenza ambientale necessaria per costruire nella zona, sottoposta a tutela ambientale per motivi ecologici. Un’infrazione che aveva portato al sequestro della piattaforma da pesca e alla condanna al pagamento di una multa pari a 8,5 milioni di reais (equivalenti a 2 milioni di euro). Cifra che il Gaucho e suo fratello non hanno però mai pagato. Per questo il tribunale sei mesi fa aveva posto sotto sequestro i loro passaporti. Una misura che il legale dei fratelli Assis, Sergio Queiroz, aveva definito “illegale e contro i diritti costituzionali”.

Ronaldinho, niente passaporto: non potrà prendere parte a eventi fuori dal Brasile

Oltre a rappresentare una misura da affrontare sotto il profilo della giustizia, il ritiro del passaporto comporta per Ronaldinho un danno dal punto di vista economico. Negli scorsi mesi, stando a quanto riportato da UOL Esporte, portale web tra i più noti in Brasile, lo Stato aveva anche cercato di intervenire direttamente sul suo conto bancario per sottrarre la somma dovuta, trovando però nelle casse appena 24,63 reais, pari a 6 euro.

Non è un mistero che buona parte dei proventi dell’ex fuoriclasse brasiliano oggi arrivino dalla partecipazione a eventi sportivi in giro per il mondo. Il 39enne di Porto Alegre è ancora oggi ambasciatore del Barcellona e testimonial Nike. Senza passaporto, però, non potrà lasciare il Brasile. Una dinamica che potrebbe incidere anche sull’appeal di Dinho nei confronti degli sponsor.

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