Albo d'oro formula1

Albo d’oro F1: Ferrari prima tra i costruttori con 16 titoli

Albo d’oro F1: nei costruttori, a differenza del Mondiale piloti cominciato nel 1950 col successo di Nino Farina su Alfa Romeo, il titolo costruttori è stato messo in palio per la prima volta nel 1958. Un peccato, forse, per i colori italiani, in quanto nelle precedenti 8 edizioni per ben 7 volte il titolo era andato a un pilota al volante di un’auto italiana: 2 volte con un’Alfa Romeo, altrettante con Maserati e Ferrari e una con la Ferrari-Lancia (Fangio nel ’56).

Come nel Mondiale piloti, anche in quello costruttori la Gran Bretagna è di gran lunga la nazione che si è aggiudicata il titolo più volte: ben 33, con 10 case diverse, su 61 edizioni. Al secondo posto c’è l’Italia che lo ha vinto in 16 occasioni e sempre con la Ferrari, una garanzia: la prima volta nel 1961 e l’ultima nel 2008.

A livello di motore, Ferrari è quello che ha vinto più allori in assoluto: 16 contro i 12 di Renault e i 10 di Ford, a comporre il podio. Seguono Mercedes con 7, Honda e Climax rispettivamente con 6 e 4. Più staccati Repco e Tag Porsche – due vittorie rispettivamente negli anni Sessanta e Ottanta – con Vanwall e BRM a chiudere a quota 1.

Albo d’oro F1: il Campionato costruttori

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La Ferrari è nettamente la più presente nell’albo doro del Campionato costruttori di Formula 1, con le sue 16 vittorie, davanti a Williams a quota 9, McLaren con 8 e Lotus con 7. Mercedes e Red Bull – 5 e 4 titoli rispettivamente – si sono divise le ultime nove edizioni. La casa di Maranello, inoltre, ha sempre vinto il Mondiale costruttori montando un proprio motore, cosa che è riuscita solo ad altri quattro marchi: Mercedes, appunto, Renault e due inglesi degli albori: Vanwall nel 1958 e BRM nel ‘62. Ecco l’albo d’oro del Campionato mondiale costruttori di Formula 1 in dettaglio:

  • 1958 Vanwall
  • 1959 Cooper
  • 1960 Cooper
  • 1961 Ferrari
  • 1962 BRM
  • 1963 Lotus
  • 1964 Ferrari
  • 1965 Lotus
  • 1966 Brabham
  • 1967 Brabham
  • 1968 Lotus
  • 1969 Matra
  • 1970 Lotus
  • 1971 Tyrrell
  • 1972 Lotus
  • 1973 Lotus
  • 1974 McLaren
  • 1975 Ferrari
  • 1976 Ferrari
  • 1977 Ferrari
  • 1978 Lotus
  • 1979 Ferrari
  • 1980 Williams
  • 1981 Williams
  • 1982 Ferrari
  • 1983 Ferrari
  • 1984 McLaren
  • 1985 McLaren
  • 1986 Williams
  • 1987 Williams
  • 1988 McLaren
  • 1989 McLaren
  • 1990 McLaren
  • 1991 McLaren
  • 1992 Williams
  • 1993 Williams
  • 1994 Williams
  • 1995 Benetton
  • 1996 Williams
  • 1997 Williams
  • 1998 McLaren
  • 1999 Ferrari
  • 2000 Ferrari
  • 2001 Ferrari
  • 2002 Ferrari
  • 2003 Ferrari
  • 2004 Ferrari
  • 2005 Renault
  • 2006 Renault
  • 2007 Ferrari
  • 2008 Ferrari
  • 2009 Brawn GP
  • 2010 Red Bull
  • 2011 Red Bull
  • 2012 Red Bull
  • 2013 Red Bull
  • 2014 Mercedes
  • 2015 Mercedes
  • 2016 Mercedes
  • 2017 Mercedes
  • 2018 Mercedes

Mondiale F1: la classifica per costruttore

  1. 16 titoli: Ferrari (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, 2008)
  2. 9 titoli: Williams (1980, 1981, 1986, 1987, 1992, 1993, 1994, 1996, 1997)
  3. 8 titoli: McLaren (1974, 1984, 1985, 1988, 1989, 1990, 1991, 1998)
  4. 7 titoli: Lotus (1963, 1965, 1968, 1970, 1972, 1973, 1978)
  5. 5 titoli: Mercedes (2014, 2015, 2016, 2017, 2018)
  6. 4 titoli: RedBull (2010, 2011, 2012, 2013)
  7. 2 titoli: Cooper (1959, 1960) – Brabham (1966, 1967) – Renault (2005, 2006)
  8. 1 titolo: Vanwall (1958) – BRM (1962) – Matra (1969) – Tyrrell (1971) – Benetton (1995) – Brawn (2009)

Ferrari: la Rossa è il filo rosso del Mondiale

La Ferrari è l’unica scuderia da sempre presente nel Mondiale costruttori. La casa di Maranello, infatti, ha preso parte a tutte le edizioni del Mondiale di Formula 1 fin dal 1950, anno in cui, a volere essere pignoli, esordì però solo nella seconda gara in programma, il Gran Premio di Montecarlo, nel quale si classificò seconda con Alberto Ascari. La prima vittoria della casa italiana arrivò la stagione successiva, con José Froilan Gonzalez nel GP di Gran Bretagna. Al nome di Ascari, invece, è legato il primo titolo mondiale della Rossa che fu conquistato dal pilota milanese nel 1952, quando però non esisteva ancora il Campionato costruttori. Ascari si ripeté l’anno successivo, prima del dominio di Fangio che vinse quattro Mondiali consecutivi. Nel 1956 il pilota argentino vinse il titolo al volante di una Lancia che la Ferrari aveva acquistato dalla casa torinese dopo la morte proprio di Ascari a Monza: quello fu l’unico Mondiale vinto da un pilota Ferrari con un motore non proprio.

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Sono 5 le edizioni del Campionato mondiale di Formula 1 in cui la Ferrari ha vinto il titolo costruttori senza abbinarlo a quello piloti: nel 1976 quando si affermò James Hunt su McLaren, nel 1982 e nel 1983 quando vinsero rispettivamente Keke Rosberg su Williams e Nelson Piquet su Brabham, nel ’99 (Hakkinen-McLaren) e infine nel 2008, l’ultimo vinto dalla Rossa, quando fra i piloti vinse Lewis Hamilton, ancora sulla McLaren. L’inverso, invece, si verificò solo una volta, proprio nel 1958, quando Mike Hawthorn si aggiudicò il titolo piloti alla guida di una Ferrari, mentre il Mondiale costruttori, il primo della storia, andò alla Vanwall che al volante schierava Stirling Moss e Tony Brooks.

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Renault, da Mansell a Vettel

I motori Renault hanno vinto 12 Mondiali costruttori, ma in 10 occasioni la casa francese era solo fornitrice di costruttori diversi: dal 1992, primo titolo con Nigel Mansell, al 1994 e poi nuovamente nel ’96 e ‘97 della Williams, mentre nel ’95 della Benetton e, infine, dal 2010 al 2013 aveva legato il proprio nome allo spettacolare binomio, sempre vincente in quegli anni, Red Bull-Vettel. Gli unici Mondiali vinti dalla Renault come costruttore, e ovviamente con un proprio motore, sono stati quelli del 2005 e del 2006, con Fernando Alonso prima guida – ed entrambe le volte vincitore anche del titolo piloti, – e Giancarlo Fisichella come secondo.

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Mercedes, il dominio recente

A livello di Formula 1, la Mercedes è stata presente con i suoi motori a metà degli anni Cinquanta e precisamente nel 1954 e 1955 quando, con la denominazione Daimler-Benz, vinse due titoli piloti con Fangio, prima di ritirarsi. Rientrata come motorista nel ’93, prima con la Sauber e poi con la McLaren, proprio grazie al suo motore la scuderia di Woking vinse il Mondiale costruttori nel ’98, centrando la doppietta col titolo piloti di Mika Häkkinen. La casa tedesca, però, dovette attendere undici anni perché i suoi motori centrassero un altro successo: nel 2009, infatti, allargò la sua fornitura, oltre alla McLaren, anche alla Force India e alla Brawn GP che, proprio quell’anno centrò la doppietta a sorpresa, vincendo il titolo piloti con Jenson Button e quello costruttori.

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A fine stagione la casa di Stoccarda acquistò la maggioranza della scuderia di Ross Brawn e le diede il proprio nome. Subìto suo malgrado il dominio quadriennale della Red Bull-Renault, con Sebastian Vettel alla guida, la Mercedes si è rifatta con gli interessi aggiudicandosi tutti i Mondiali costruttori dal 2014 al 2018. La scuderia tedesca detiene il primato del titolo costruttori conquistato col maggior scarto sulla seconda: nella stagione 2016, infatti, con Nico Rosberg e Hamilton totalizzò ben 765 punti (punteggio record anch’esso), 297 più della Red Bull che si piazzò alle sue spalle.

I Mondiali degli “assemblatori”

Fatta eccezione per i Mondiali costruttori della Formula 1 conquistati da Ferrari (16), Mercedes (5), Renault (2) e dalle inglesi Vanwall e BRM, una vittoria a testa a cavallo degli anni Sessanta, il titolo è andato per la maggior parte a scuderie che si avvalevano di una fornitura motoristica esterna: ben 36 volte su 61 edizioni. I 9 Mondiali vinti dalla Williams – seconda dietro alla Ferrari nell’albo d’oro – fra gli anni Ottanta e Novanta, per esempio, sono arrivati anche grazie ai motori Renault (5 volte), Ford e Honda (2 a testa). Ugualmente McLaren e Lotus, 8 e 7 titoli rispettivamente, hanno utilizzato le motorizzazioni più diverse, da Climax a Ford, da Tag Porsche a Honda, fino a Mercedes.

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