Perché PES 6 è ancora il miglior simulatore calcistico della storia

Il 2 ottobre 2006 usciva nei negozi europei PES 6, la risposta di Konami a FIFA 07, disponibile già dalla settimana precedente. Il nuovo videogame della serie Pro Evolution Soccer seguiva il fortunato quinto capitolo che tanti consensi aveva raccolto grazie al motore grafico, alle meccaniche di gioco e alla modalità Campionato Master.

Con PES 6 Konami sbarcava anche su Xbox 360 e Nintendo DS, ma in moltissimi continuarono a giocarci su PlayStation 2 e PSP, all’epoca le due principali console della Sony. Il successo del videogame fu enorme, visto che le copie vendute superarono i 5 milioni e mezzo, battendo di un milione il record Konami fatto registrare l’anno prima. Un risultato straordinario se si pensa che PES 6 è ad oggi il quarto gioco più acquistato della serie dietro i suoi tre successori in ordine di tempo (PES 2008, PES 2009 e PES 2010) e che soltanto nel 2018 Konami è riuscita a raggiungere quota 5 milioni di copie vendute nel decennio appena concluso.

Quella di PES 6 e FIFA 07 è un’altra epoca videoludica rispetto all’attuale. La PlayStation 3 era appena nata (Sony farà uscire la 5 il prossimo Natale), mentre le modalità FUT e myClub non erano ancora state concepite. Utilizzare l’Inter di Adriano era forse il modo più semplice per vincere e addirittura ci si poteva divertire giocando con i calciatori travestiti da dinosauri e pinguini o a cavallo di uno struzzo. Anche per questo, secondo Mundo Deportivo e molti appassionati del genere, PES 6 è ancora oggi il miglior simulatore calcistico.

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PES 6 è ancora oggi il miglior simulatore di calcio mai fatto

Eppure di videogame storici ce ne sono stati, da FIFA 98 a Winning Eleven 4, il padre del primo Pro Evolution Soccer. Ma PES 6 ha qualcosa in più rispetto agli altri: un gameplay perfetto per la tecnologia in uso nel 2006, un’intelligenza artificiale elevata e una considerevole quantità di licenze grazie all’accordo con FIFPro.

Dalle recensioni dell’epoca si evince come già al momento dell’uscita PES 6 fosse considerato “il” gioco. Oltre a quelli già scritti, i suoi punti forti sono il ritmo delle partite – lontano dalla tipologia arcade degli anni precedenti e più realistico –, l’intelligenza dell’arbitro, le parate dei portieri e la riproduzione dei valori dei giocatori in campo. Non è un caso che quando si parla di PES 6 vengano subito in mente le bordate di Adriano, le finte di Ronaldinho, i dribbling di Kakà e la velocità di Martins.

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E non è un caso nemmeno che con la PlayStation 3 la serie PES non sia più riuscita ad avvicinare FIFA nelle vendite (dal milione di differenza nel 2007 si è passati all’umiliante -11 milioni nel 2015). I maggiori investimenti fatti da EA Sports e la decisione di Konami di abbassare i costi di produzione hanno fatto il resto, riducendo al ruolo di semplice outsider la creatura di Shingo Takatsuka. Ma anche prendendo in considerazione lo sviluppo degli ultimi FIFA, nessun simulatore calcistico, rapportando le caratteristiche dei videogame ai rispettivi anni d’uscita, è risultato migliore di PES 6.

Il miglior gioco realizzabile per il mondo di tredici anni fa e un videogame moderno anche per i tempi attuali, come testimoniano le varie patch con le formazioni aggiornate facilmente scaricabili in giro per il web. Ma c’è pure chi ha fatto di più, basti pensare al canale YouTube Roberto260977 PES, dove si possono trovare gameplay di partite del campionato attuale o addirittura risalenti alla Serie A degli anni Trenta. Il tutto con giocatori, divise e stadi aggiornati per ogni stagione. Il videogame usato? Provate a indovinarlo…

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