Liga, a 16 anni è nella storia: il Barcellona scopre il gioiello Fati

Doveva essere un test probante, alla fine lo è stato solo per un tempo. Poi, la prima stagionale in Liga del Barcellona al Camp Nou, si è trasformata in una vera e propria passerella. Nonostante le pesanti assenze di Messi, Suarez e Dembélé, i blaugrana di Valverde si sono potuti permettere di regalare la prima parte di match al Betis per poi dilagare nella ripresa. Antoine Giezmann ha deciso di prendersi la scena diventando decisivo nella serata in cui i big mancavano, ma alla fine il tifo catalano – pur riservando un grande boato per il francese – si è concentrata sui festeggiamenti per i due canterani visti all’opera nei novanta minuti di un’anonima serata di fine agosto.

Il primo, Carles Perez, ha bagnato il suo esordio da titolare con la rete che ha chiuso la contesa. Poi, a una manciata di minuti dal fischio finale, ha lasciato il campo a Anssumane Fati, uno dei ragazzi prodigio de La Masia, il settore giovane del club. Fati è entrato e si è subito messo in mostra per un paio di numeri interessanti, evidenziando la sua già sviluppatissima tecnica di base e una dose di faccia tosta che a questi livelli non fa mai male. La giovane punta convocata da Valverde a causa delle tante defezioni in attacco non si è fatto intimorire dal palcoscenico e, anzi, ogni volta in cui ha toccato palla è stato esortato e incoraggiato dai compagni.

Inevitabile, perché questo piccolo prodigio di casa blaugrana ha solo 16 anni e in campo ci è finito per caso. L’ufficialità della convocazione l’ha avuta solo venerdì, quando lo staff tecnico di Valverde ha chiesto ufficialmente al Barcelona B di cederglielo in prestito per il weekend, dopo avergli fatto svolgere solo una manciata di allenamenti col gruppo. Così Fati ha vissuto il suo sogno, quello di esordire in uno degli stadi più importanti del mondo. Una responsabilità, certo, anche perché – nonostante non sia il più giovane giocatore del Barça a esordire con i grandi – la sua presenza si può considerare ugualmente un mezzo record. Lo è ufficialmente, invece, quello che ha stabilito la settimana successiva, segnando all’Osasuna: Ansu è diventato il più giovane a segnare in campionato con la maglia blaugrana, battendo un record che fino ad ora apparteneva a Bojan Krkic (17 anni e 53 giorni), che a sua volta aveva fatto meglio di Leo Messi (17 anni e 331 giorni).

Barcellona, Fati esordisce in Liga a 16 anni: sfiorato il record di Vicente Martinez

Dal punto di vista delle presenze, se Vicente Martinez continua a rimanere il primatista di questa speciale classifica per una ventina di giorni di differenza, Fati si è messo alle spalle alcuni mostri sacri della storia barcelonista. Gente come Xavi, Iniesta, Busquets ma soprattutto Lionel Messi, che ci ha messo addirittura un anno in più a ritagliarsi uno spazio in prima squadra. Numeri da capogiro, che servono soprattutto a confermare le grandi doti e l’hype che questo ragazzo si porta dietro. Nato nel 2002 in Guinea Bissau, è arrivato nel settore giovanile blaugrana nel 2012 cominciando a percorrerne tutta la trafila.

Oggi fa parte della rosa della seconda squadra, nella quale è stato promosso dopo le caterve di reti con la Juvenil allenata da Victor Valdes. Che, nel prepartita di ieri sera, gli ha inviato un messaggio di incoraggiamento:

Ti auguro il meglio in questo giorno speciale. Pensa solo al calcio e goditi il Camp Nou che di sicuro, se debutterai, ti accompagnerà in volo.

E in effetti così è stato. L’ex portiere del club è solo uno dei tanti estimatori di Fati, il cui nome ha già affollato le liste sui taccuini di diversi talent scout. 17 anni da compiere (li farà il 31 ottobre), è un attaccante molto rapido, agile e veloce, a cui piace muoversi principalmente largo in un tridente. Le sue reti sono state equamente distribuite lungo tutta la penisola iberica per i primi tre anni di attività a La Masia e, nel 2015, nemmeno un brutto infortunio a tibia e perone è riuscito ad arrestarne l’ascesa.

Tornato in campo a pochi mesi dall’operazione, Anssumane si è trovato spesso costretto a confrontarsi con ragazzi più adulti, il che ne ha accellerato la crescita. Nel Barça B ormai è un punto fermo, soprattutto dopo le grandi cose fatte vedere durante la scorsa UEFA Youth League, quando ha dato un contributo sensibile in fase realizzativa e si è preso un posto nella top 11 della manifestazione.

Papà Bori: “Una grande emozione”. E Messi si complimenta…

Un predestinato, insomma, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per sfondare nel calcio che conta. Purtroppo non è stato possibile domandargli quali emozioni abbia provato durante quei 12 minuti di Liga perché il Barcellona, a torto o a ragione, ha deciso di non mandarlo davanti alle telecamere. Al suo posto ha parlato però papà Bori, colui al quale la società ha dovuto chiedere un permesso formale prima di poterlo convocare in prima sqaudra:

L’ho sentito ed era molto contento, anche se non si è ancora reso conto di quello che gli è successo stasera. Probabilmente nei prossimi giorni capirà quanta strada ha fatto per arrivare fino a qui: quando abbiamo saputo della chiamata di Valverde ci siamo messi tutti a piangere.

Normale per chi – fino a pochi anni fa – lavorava per mantenere tutta la numerosa famiglia, mentre Fati junior faceva fatica a farsi largo nelle giovanili del Siviglia. Il Barcellona lo ha migliorato come giocatore, sgrezzandolo su alcuni aspetti tattici e instradandolo a pensare per il collettivo, ma anche dal punto di vista umano, imponendogli quelle regole che lui non era abituato a seguire. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, tanto è vero che perfino Leo Messi ha deciso di celebrare l’esordio del giovane talento pubblicando una foto di un loro abbraccio, avvenuto al primo allenamento condiviso. Un gesto da crack verso chi sogna di ripercorrerne, almeno in parte, la gloriosa carriera in blaugrana.

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