Quando Tito Vilanova convinse Messi a restare al Barcellona

C’era un’epoca in cui il Barcellona gli allenatori se li allevava in casa e il prodotto, grazie anche a Messi & Co., non cambiava. Nel 2008, con l’addio di Frank Rijkaard, arrivò Pep Guardiola e quattro anni dopo fu il turno di Tito Vilanova, fino a quel momento il vice più pagato del mondo, e dopo l’infelice parentesi di Tata Martino, pure la scelta di Luis Enrique fu figlia della stessa politica.

Politica che in qualche modo fece proseliti anche da noi, soprattutto al Milan con Leonardo, Seedorf, Inzaghi, Brocchi e così via ma anche all’Inter con Stramaccioni. Come se Pep, Tito e Luis, frutto di una programmazione oculata e lungimirante, potessero essere replicati come niente fosse da club nei quali invece i proprietari, vicini per motivi diversi al capolinea, intravedevano più che altro nella scelta una possibilità di facile risparmio.

E poi, certo, il Barcellona è mes que un club, è ed era organizzazione senza pari, uno staff di primissimo piano a tutti i livelli e giocatori per i quali bastano i nomi, da Leo a Xavi, da Iniesta a Puyol, da Piqué a Busquets, spesso catalani anche nell’anima, quando non di nascita.

Lionel Messi restò al Barcellona convinto da Vilanova

Lo stesso Vilanova era talmente impregnato di blaugrana e catalanità che sei giorni prima di quella morte prematura che lasciò senza fiato tutto il mondo del calcio avvenuta il 25 aprile 2014, riuscì a mettere a segno un colpo fondamentale per il futuro del Barcellona e di Lionel Messi. A rivelarlo fu qualche tempo fa Jordi Roura, suo vice in panchina nella stagione 2012-13, in una breve intervista su Radio Kanal Barcelona:

In quel periodo Leo non era sicuro di continuare qui, ma lo decise dopo un incontro con Tito. Io non ero presente, ma so che parlarono a lungo ed è vero che da allora Leo cambiò il suo approccio e, fortunatamente per il Barcellona, decise di rimanere.

Il colloquio a 6 giorni dalla morte

Sei giorni dopo Tito Vilanova morì per le complicazioni di un tumore alla ghiandola parotide che già lo aveva tormentato nella stagione precedente quando, pur dividendosi fra campo e terapie, riuscì a portare il Barcellona al titolo in patria (con 100 punti in classifica) e in semifinale di Champions League:

Era una persona semplice ma con una grande personalità. Sapeva gestire una rosa di campioni e questo lo rendeva speciale. Io dico sempre che noi del Barcellona siamo dei romantici: Tito al Barça visse un momento molto difficile, ma non fece mai mancare la sua professionalità.

Fino all’ultimo, è proprio il caso di dirlo. E di ricordare che, anche grazie a quel colloquio fra Tito Vilanova e Lionel Messi, l’anno seguente arrivò il secondo Triplete blaugrana e successivamente un’altra ricca schiera di trofei nella bacheca del Barcellona.

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