Lionel Messi

Quanto guadagna Messi? Lo stipendio aggiornato al 2020

Quanto guadagna Messi? Il suo ‘stipendio’ è di 98,5 milioni di euro: soldi decisamente meritati per quella che è un’icona e ormai una vera e propria macchina da soldi ma che resta prima di tutto un calciatore innamorato del gioco e del pallone e che ha sempre restituito quanto preso con una serie di prestazioni che hanno lasciato un solco indelebile nella storia del Barcellona e del calcio mondiale.

Fondamentale infatti ricordare come nel corso di una carriera durata fino a oggi 15 anni l’argentino sia stato capace di segnare oltre 600 reti in gare ufficiali, con una strepitosa media di quasi un gol a partita che per rendimento e longevità lo porta indiscutibilmente al livello dei più grandi di sempre. La sensazione è che soltanto quando appenderà gli scarpini al chiodo, eventualità che chiunque sia appassionato di calcio spera si verifichi il più tardi possibile, la grandezza e l’importanza nella storia del calcio di Lionel Messi potrà davvero essere riconosciuta.

Nato a Rosario il 24 giugno del 1987, cresciuto nel Barcellona che ha curato la malattia che non gli permetteva di crescere come gli altri bambini e diventato per molti il migliore al mondo – per qualcuno persino di sempre – l’argentino è stato protagonista di una carriera degna di un film che lo ha visto vincere quasi tutto: 6 Palloni d’Oro, 33 trofei nazionali e internazionali a livello di squadra, miglior marcatore di sempre del club blaugrana.

Lionel Messi

Quanto guadagna Messi? Ecco il suo stipendio

Lionel Messi è anche, inevitabilmente, figlio della sua epoca: nonostante un carattere piuttosto schivo e una vita decisamente lontana dal gossip e priva di eccessi, l’argentino è seguitissimo sui social network, dove ben 200 milioni di follower lo seguono su Facebook e Instagram. Campione assoluto sul campo, vero e proprio fenomeno mediatico, è inevitabile che la Pulce – soprannome che si porta dietro fin da bambino a causa della bassa statura – sia anche uno degli sportivi più ricchi al mondo: la rivista specializzata Forbes lo ha inserito al secondo posto nella classifica degli atleti più pagati del 2018, alle spalle soltanto del pugile Floyd “Money” Mayweather.

Messi e i contratti con il Barça: da un tovagliolo a 75 milioni all’anno

Il primo contratto di Messi con il Barcellona arriva dopo un provino organizzato in Spagna nel settembre del 2000: il futuro campione ha da poco compiuto 13 anni, e afflitto da una malattia che gli impedisce di svilupparsi come gli altri coetanei e che necessita cure costose, ma è in possesso di un talento talmente evidente, tipico di un predestinato, che l’allora direttore sportivo blaugrana Carles Rexach non esita un momento: non riuscendo a procurarsi della carta, folgorato, Rexach fa sottoscrivere l’impegno al ragazzino su un tovagliolo.

Il primo contratto ufficiale risale al 1° marzo del 2001, e sarà quello che lo accompagnerà dalla formazione nella Cantera del Barça fino al 2005, anno in cui si comincia a parlare di lui: Messi ha appena esordito in prima squadra sotto la guida dell’olandese Frank Rijkaard e rinnova fino al 2010. Accordo che dopo pochi mesi viene nuovamente rivisto in seguito alla straordinaria prestazione del 18enne, già fenomeno, nei vittoriosi Mondiali Under 20 andati in scena in Olanda: qui trascina l’Albiceleste alla vittoria, conquista il titolo di capocannoniere segnando 6 gol e riceve il premio come miglior giocatore della manifestazione.

Tanto basta per convincere il presidente del Barcellona Joan Laporta a offrire un nuovo accordo alla sua stellina, che nel giro di due stagioni si prende definitivamente un posto da titolare irrompendo come un’accecante cometa nel panorama calcistico spagnolo e internazionale. Un terzo rinnovo arriva nel 2007, anno in cui Leo segna una spettacolare tripletta al Real Madrid, e un quarto nel 2008: con l’arrivo di Guardiola e la cessione di Ronaldinho Messi, appena 21enne, è già l’icona del club e il simbolo di un futuro che sarà ricchissimo di successi.

Lionel Messi durante il suo primo anno al Barcellona

Il primo anno del “Barça di Messi” è significativo: nel 2008/2009 i blaugrana segnano la bellezza di 158 gol in 62 partite e vincono tutto, Liga, Coppa del Re e Champions League. È il momento di un quinto, meritato, rinnovo contrattuale, il terzo in tre anni che lo porta a guadagnare 12 milioni di euro a stagione e confermano la clausola rescissoria pari a 250 milioni. Poco prima dei Mondiali del 2014 il giocatore e il club firmano un nuovo accordo, che quasi raddoppia (20 milioni) uno stipendio che poi sarà aumentato ancora nel 2016, senza nessun rinnovo, fino ad arrivare alla straordinaria cifra di 39,5 milioni di euro.

Nel novembre del 2017 ecco l’ultimo rinnovo di un contratto che sarebbe scaduto l’estate successiva: Messi si lega ancora all’unica maglia con cui ha indossato e con cui con ogni probabilità chiuderà la carriera – come sottolinea il presidente Bartomeu dicendo che l’argentino potrà giocare con i blaugrana fino a quando vorrà – con un contratto valido fino a giugno 2021 e che secondo Forbes prevede uno stipendio annuo pari a 43 milioni di euro su base fissa che con i bonus possono arrivare fino a 75. Con l’ultimo rinnovo il Barcellona ha dato alla sua stella anche poco più di 50 milioni come “bonus alla firma”, permettendogli di diventare il primo calciatore a guadagnare oltre 100 milioni di euro in un anno solare. Tra le clausole del contratto, c’è quella che dà diritto a Lionel Messi, ogni anno entro il 10 giugno, di potersi liberare unilateralmente dal club blaugrana. 

I bonus nel contratto di Messi con il Barcellona

Poi ci sono gli altri bonus:
  • 685mila euro se vince il Pallone d’oro
  • 1,9 milioni di euro al raggiungimento del 60% di partite giocate
  • 2,7 milioni di euro per la vittoria della Liga
  • 685mila euro per la vittoria della Coppa del Re
  • 685mila euro per l’accoppiata Liga+Coppa del Re
  • 1,9 milioni per la qualificazione alla Champions League
  • 1 milione per la qualificazione agli ottavi di Champions League
  • 1,6 milioni per ogni passaggio del turno, fino alla finale
  • 4,1 milioni per la vittoria in finale

Gli sponsor: Gillette, Huawei e Adidas

Pur essendo sicuramente inferiore mediaticamente al suo grande rivale Cristiano Ronaldo, con cui si è a lungo scontrato nella corsa al calciatore più forte – e pagato – al mondo, Lionel Messi è comunque una vera e propria macchina da soldi, straordinariamente popolare e ovviamente ambito e corteggiato da numerosi grandi marchi: se il portoghese guadagna circa 40 milioni di euro all’anno dagli sponsor, l’argentino comunque si difende percependo sempre secondo Forbes un totale di 27 milioni di euro all’anno da aziende come Huawei, Turkish Airlines, Pepsi, Gatorade e Hawkers. Uomo di punta della Adidas – anche in questo caso in contrapposizione a CR7, volto della Nike – ha firmato con l’azienda di attrezzatura sportiva un contratto a vita e ha sviluppato un suo personale sotto-brand, le Adidas Messi.

La Messi Foundation e gli investimenti sul mattone

Dichiarato nel 2011 “patrimonio storico-sportivo dell’umanità”, Messi è molto impegnato nel sociale e nel 2007, proprio mentre stava venendo alla ribalta, ha aperto la Fundación Leo Messi, fondazione che si occupa dei bambini indigenti e garantisce assistenza medica ai popoli più poveri al mondo attraverso numerose missioni umanitarie specialmente in Asia e Africa e che recentemente si è impegnata anche nella ricerca per la lotta al cancro. Tale impegno ha portato l’UNICEF a nominarlo ambasciatore nel 2010.

Le entrate annue di Lionel Messi arrivano anche dagli investimenti fatti nel corso degli anni: l’argentino è proprietario insieme al padre della Limeca, importante agenzia immoibiliare, nonché di un gigantesco circolo sportivo di 80 ettari denominato Azahares de Paranà che si trova in Argentina, a Santa Fe, e che è un importante centro turistico.

Quanto guadagna Messi al secondo? E al minuto?

Prendendo per buono il guadagno annuo stimato da Forbes nel 2018 in 98,5 milioni di euro – cifra che comprende stipendio, bonus e pubblicità ma non premi alla firma o entrate da investimenti in proprio – Messi si mette in tasca ogni giorno qualcosa come 270mila euro, più di 11mila euro all’ora e quasi 185 euro al minuto. Ne consegue che l’argentino vede il suo conto in banca aumentare di 3 euro ogni secondo che passa.

I guai con il Fisco spagnolo

Nel 2013 Messi finisce nel mirino del Fisco spagnolo per sospetta evasione: tramite una serie di società offshore avrebbe evaso oltre 4 milioni di euro di tasse nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009, mentre nello stesso periodo anche la sua fondazione benefica non avrebbe registrato i guadagni da un punto di vista fiscale. Il campione si è sempre difeso sostenendo di essersi sempre fidato del padre e degli avvocati, d’accordo sul fatto che sarebbero stati loro a occuparsi di tutto. Giudicato colpevole di frode e condannato nel 2016 a 21 mesi di detenzione – pena sospesa – Messi ha dovuto pagare oltre 3 milioni di euro di multe e oltre 5 di arretrati.

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