McGregor

I migliori 10 MMA fighter dell’ultima decade – II parte

Per avere una chiave di lettura ideale di questo pezzo, si consiglia di visionare la prima parte, pubblicata recentemente. Qui troverete delle premesse e delle condizioni sulle quali si basa la nostra classifica. Nello scorso appuntamento abbiamo visto intersecarsi volti storici dello sport e nuove leve confermatesi del corso degli ultimi tempi. Da tenere bene a mente: non si tratta di una classifica sui fighter nella storia dello sport, ma di una classifica che copre ciò che si è visto nelle MMA negli ultimi dieci anni.

Per vari motivi, com’è normale che sia, questa classifica accontenterà alcuni e lascerà scontenti altri lettori. I gusti non si discutono, ma in ogni caso si è provato a costruire una graduatoria depurata da ogni tipo di soggettivismo (nel limite del possibile). La prima metà della classifica vedeva protagonisti, in ordine dalla decima alla sesta posizione, Ronda Rousey, Georges St. Pierre, Stipe Miocic, Henry Cejudo e Tony Ferguson.

Per motivi diversi e che ritrovate nell’identikit dell’articolo, i sopracitati sono senza dubbio alcune delle più influenti personalità del decennio. Stilare quella dei primi cinque è stata un’impresa ben più ardua. Primo, perché sono stato costretto a lasciar fuori personalità incisive nella storia dello sport che hanno indiscutibilmente segnato l’epoca; secondo, perché avrei voluto mettere un po’ più di gusto soggettivo, ma ho preferito provare ad essere assolutamente super partes. Perciò non troverete fighter che comunque meritano una menzione d’onore: Max Holloway, Cris Cyborg, Amanda Nunes, Douglas Lima, Robert Whittaker, fra gli altri. Ma anche Israel Adesanya, Kamaru Usman, Tyron Woodley. Tutti fighter degni d’una menzione, ma che, a causa della natura stessa della classifica, si sono ritrovati al di fuori.

MMA: la seconda parte della classifica dei migliori fighter del decennio

Ecco dunque, dalla quinta alla prima posizione, chi sono secondo noi i fighter più meritevoli d’essere citati per aver contribuito alla crescita dello sport e per aver compiuto grandi imprese sportive.

5 – Conor McGregor

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Antipatico, trash talker, assente ingiustificato. Ma anche innovatore, comunicatore. Vincente, senz’altro, non per forza in termini sportivi. Conor McGregor ha diviso il pubblico delle arti marziali sin dalle sue prime uscite. Dotato di un carattere forte, di uno stile imprevedibile e di una innata capacità di farsi ascoltare, è soprattutto a lui che si deve la crescita esponenziale della fanbase delle MMA intese come sport. La scalata fulminea e fulminante al titolo dei pesi piuma da parte di “Notorious” che, in barba a chi sostiene che abbia combattuto poco, mette insieme un record decennale di 18 vittorie e 3 sconfitte, è stata una delle più impressionanti dello sport. La conseguente conquista dell’oro nei leggeri con dominio assoluto su Eddie Alvarez ha cementato il suo status. Il primo doppio campione (in contemporanea in due categorie di peso) della storia UFC.

Le mancate difese titolate, gli eccessi, i passi falsi in termini sportivi hanno fatto sì che, per quanto amato o odiato, McGregor non possa, in questo momento essere considerato come il miglior peso leggero nello sport. Khabib Nurmagomedov l’ha dominato e ridimensionato, evidenziando il netto dislivello in termini lottatori fra i due. Se guardiamo la lista di teste collezionate dall’irlandese, non ci si può che togliere il cappello: Eddie Alvarez, Nate Diaz (pareggiando la sconfitta subita in precedenza), Jose Aldo, Chad Mendes, Dustin Poirier, Max Holloway. E la lista continua. McGregor ha promesso un ritorno in grande stile e, con la giusta fame, potrebbe davvero tornare ad essere fra i più eccitanti e pericolosi fighter in circolazione.

4 – Daniel Cormier

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Il motivo per cui trovate così in alto Daniel Cormier è presto detto. Se DC non fosse vissuto nella stessa epoca di Jon Jones, probabilmente staremmo parlando del miglior fighter mai visto. Per perdere contro un uomo diverso dal solito Jones, Cormier ha dovuto attendere di compiere 42 anni. Con una carriera divisa fra pesi massimi e massimi-leggeri, Cormier (21-2, 1 NC nell’ultimo decennio) ha conosciuto soltanto tre volte il sapore della sconfitta: due volte contro Jon Jones (l’ultima delle quali è stata tramutata in NC a causa della positività a sostanze non ammesse da parte di Jones), una contro Stipe Miocic, che aveva già battuto e che stava dominando anche nel secondo match, prima di mostrare il fianco (in tutti i sensi).

Ad inizio carriera, Cormier veniva appellato “The Black Fedor”, un chiaro riferimento all’Ultimo Imperatore Fedor Emelianenko. Lo statunitense, anch’egli come McGregor doppio campione UFC (in assenza di Jones), può contare sul suo palmarès vittorie contro atleti del calibro di Stipe Miocic, Derrick Lewis, Volkan Oezdemir, Anthony Johnson (2 volte), Anderson Silva, Alexander Gustafsson, Dan Henderson, Frank Mir, Josh Barnett, “Bigfoot” Silva. E la lista continua. Il cruccio di Cormier, come quello di tanti altri fenomeni dello sport, è stato quello di competere nel tempo del rappresentante più grande nella propria disciplina. Ma le imprese del capitano della American Kickboxing Academy riecheggeranno comunque nell’eternità.

3 – Demetrious Johnson

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Nell’articolo precedente avevo sottolineato che la lista avrebbe visto anche atleti al di fuori di UFC, ma ci avevano militato. Demetrious Johnson incarna la perfezione. O quasi. Prima di essere superato, davvero di misura, da Henry Cejudo, Johnson aveva stabilito il record di difese titolate consecutive in UFC. Un record che, data la portata (11), difficilmente sarà superato in tempi brevi. La cosa certa che si può dire di Johnson è che “Mighty Mouse” ha davvero ripulito la categoria dei pesi mosca. Nessuno è stato grande quanto lui. Non un’accusa di doping, mai una parola fuori posto.

Dotato di uno stile completo e praticamente senza falle, soffriva solo la stazza nella parte iniziale della sua carriera, svoltasi a 135 libbre. Dalla sua entrata a One, Johnson è stabilmente nella divisione dei pesi gallo (anche se il nome del titolo porta sempre la dicitura “pesi mosca”) ed è a quota tre vittorie consecutive. Con un record decennale di 22-3-1, Demetrious Johnson deve essere considerato il più grande peso mosca ad aver calcato l’ottagono, nonché una vera macchina da vittorie nell’ultimo decennio. Fra le sue vittime illustri si possono notare Henry Cejudo, Ray Borg, Wilson Reis, Tim Elliott, John Dodson (2 volte), Kyoji Horiguchi, Chris Cariaso, Ali Bagautinov, Joseph Benavidez (2 volte)

2 – Khabib Nurmagomedov

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Quando guardo Khabib all’opera, non posso fare a meno di pensare a Hulk che urla “Hulk distrugge!”. E rido. Perché nonostante in molti lo abbiano additato come noioso, monotematico, limitato, vederlo in combattimento è uno spettacolo irripetibile. Ha un che di ancestrale. È l’uomo più vicino alla macchina che abbia mai visto combattere. Il suo record parla per sé, 21 vittorie e nessuna sconfitta nell’ultima decade; avversari totalmente annichiliti, imposizione stilistica che non ha mai trovato un avversario capace di dar risposta. Khabib ha incontrato ogni tipo di avversario: il grande striker (Conor McGregor, Dustin Poirier), il grande wrestler (Abel Trujillo, Gleison Tibau; quest’ultimo è stato anche l’unico a tenergli testa), il submission fighter (Rafael dos Anjos) e ne è sempre uscito vincitore.

La prova che si trova adesso davanti però è certamente la più dura della sua vita. Lo scontro con Tony Ferguson avrà luogo ad aprile 2020 e stabilirà senz’altro chi è il miglior peso leggero in circolazione. La “hitlist” di Khabib è a dir poco impressionante: Dustin Poirier, Conor McGregor, Al Iaquinta, Edson Barboza, Michael Johnson, Rafael dos Anjos, Gleison Tibau. E non siamo neanche a metà. Khabib Nurmagomedov è la personificazione della guerra nell’ottagono. È difficile contenerlo, impossibile – finora – batterlo. E vederlo combattere è un vero piacere, al contrario di ciò che sostengono in molti.

1 – Jon Jones

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Con tutti gli asterischi possibili. Con tutti i dubbi, le antipatie umane, le esagerazioni. Non si può non dare il primo posto a Jon Jones. Imbattuto nell’ottagono (l’unica sconfitta arriva per mano di Matt Hamill a causa di gomitate 12-6 da parte di Jones), sempre più evoluto, sempre più pericoloso. Con un record di 16 vittorie, nessuna sconfitta e un No Contest nell’ultimo decennio, Jon Jones ha dimostrato – nonostante gli incidenti nella sua vita sportiva e in quella privata – che quando le porte dell’ottagono si chiudono, c’è un solo sceriffo in città. Completo, esplosivo, dotato di un killer instinct più unico che raro che gli consente, quasi bionicamente, di notare le falle nella strategia e nel gioco dell’avversario ed usarle a proprio vantaggio. Jones non è un fighter che si intestardisce su un’area, Jones è un fighter che decide dove combattere e lo fa in base a quanto a proprio agio si senta.

Nell’ultimo match, contro Thiago Santos, gli è stato chiesto come mai non avesse usato il proprio wrestling per neutralizzare il fighter brasiliano; la risposta è stata semplice: Jones credeva di poterlo gestire benissimo in piedi. Nonostante questa sia stata la sua battaglia più equilibrata, alla fine ha avuto ragione. Jones è stato il campione più giovane nella storia UFC ed è probabilmente, in termini di talento, la cosa migliore che si sia vista nell’intero panorama delle MMA. Le vicissitudini sportive e di vita non possono definitivamente eliminarlo dalla corsa che riguarda il miglior fighter di MMA, ma sicuramente gettano un’ombra scura sulla sua storia. 

Quest’ombra può essere schiarita da vittorie su fighter del calibro di Thiago Santos, Alexander Gustafsson (2 volte), Anthony Smith, Daniel Cormier, Ovince St. Preux, Glover Teixeira, Chael Sonnen, Vitor Belfort, Rashad Evans, Lyoto Machida, Quinton Jackson? Difficile da dire, ciò che non si può mai e poi mai negare è che Jones, nonostante tutto, sia stato e continui ad essere uno dei più grandi fighter mai visti nelle MMA.

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