Come si allena un pilota di moto?

Li vediamo correre come matti, sfidando i pericoli e frantumando il cronometro. Li ammiriamo in impennata, in piega ed in staccata. Li invidiamo, perché fanno uno sport che non è proprio per tutti. La vita del pilota professionista di moto è proprio bella, sicuramente non semplice. Se si pensa che un corridore debba “solamente” portare la propria motocicletta da un punto A ad un punto B nel minor tempo possibile, si commette un grosso errore.

Nello sport moderno nulla è lasciato al caso. Se parliamo di un giocatore di football americano, di un calciatore o di un cestista, ogni dettaglio va curato: dalla cura del corpo, allo stile di vita. Importante è alimentarsi bene, con i cibi giusti e nelle quantità consigliate. Fondamentale è allenarsi, spesso e, forse, tutti i giorni. Le ferie non esistono per uno sportivo ambizioso, al di fuori del fisiologico riposo ristoratore.

Roberto Rolfo conosce bene, forse meglio di tanti colleghi motociclisti, sé stesso e lo sport che pratica da anni. Valentino Rossi a parte, Roberto è il pilota più longevo tra quelli in attività, dall’alto dei suoi 40 anni, più di metà spesi nel professionismo a due ruote. Un titolo sfiorato nella Classe 250GP, ottime gare in MotoGP e SBK, vittorie e podi in Supersport. Rolfo oggi corre ancora con successo, in una specialità che non perdona: nell’Endurance sono richieste doti di velocità e resistenza, ecco perché il piemontese cura con dovizia tutti i dettagli che abbiamo elencato in precedenza.

Come si allena un pilota di moto? Lo stile di vita

Ogni persona ha gusti, passioni, tendenze o vizi unici. Il pilota di moto è un tipo – solitamente – ricco di adrenalina e amante del rischio. Ce ne ricordiamo alcuni davvero agitati fuori dal paddock, altri che invece sembravano boy scout. Roberto Rolfo si è sempre divertito, senza esagerare o mettersi nei guai. Per lui, la cosa bella è pensare a come essere sempre il più competitivo possibile:

Mi sono sempre goduto il mio tempo, sin da ragazzino che oggi. Nei weekend di gara ho anche fatto festa, ma non baldoria. Allora come adesso, il mio pensiero fisso è la moto, la cosa che amo di più. Dopo prove difficili, magari mi intrattengo un po’ con gli amici e mi distraggo, pensando ad altro.

Quando tutto va bene, vado a dormire presto, in modo da essere bello pimpante il mattino dopo. Nei giorni liberi, esco la sera, senza rovinarmi, a me piace essere mattiniero ed iniziare la giornata con il polso bello carico. Fin quando correrò, le mie energie saranno dedicate alla moto.

La preparazione fisica ed atletica: attenzione… alle gambe

Come abbiamo detto prima, guidare una moto da corsa al limite non è una passeggiata. Oltre a piegare e contenere un mezzo meccanico che, spesso, sembra un toro da rodeo, il pilota deve gestire gli sforzi del proprio corpo, i movimenti, le reazioni e le energie. Rispetto ad il giretto domenicale di tutti i giorni, una gara è paragonabile ad una sessione di corsa a piedi, di una partita di tennis, di un incontro di lotta libera. Ecco perché l’allenamento senza moto è ancora più importante della guida stessa

Questa fase è basilare. Occorre avere una buona base aerobica, poiché in sella si è sempre in movimento. Io consiglierei allenarsi nuotando, dato che in piscina si muovono tutti i muscoli del corpo. Importante è anche la corsa a piedi, dedico un’ora di allenamento correndo, dividendola in due manche. Un pò come se fossero due gare Superbike. Ogni tanto esco in bici, facendo attenzione a non allenare troppo le gambe.

Con gli anni e l’esperienza, ho notato che meglio rinunciare alla massa muscolare, privilegiando tonicità, reattività e resistenza. Essere legati e pesanti sulla moto rappresenta un limite in più da valicare e, alla lunga, il peso dei muscoli chiede più sangue al cuore e tutto diventa davvero difficile da gestire. Tra l’altro, anche la moto soffrirebbe: ogni chilo in più da spostare, la moto fatica in accelerazione ed in frenata.

Il più possibile in sella, su tutte le superfici

In fin dei conti, lo strumento del pilota di moto è la motocicletta. Tralasciando i weekend di gara ed i test con il team, il corridore spende molto tempo in sella a due ruote di ogni tipo, ognuna con una caratteristica specifica ed uno stile da interpretare. Rolfo si allena su asfalto e su terra, aiutando i giovani ed più esperti nella sua scuola di guida RR44, nella quale insegna ciò che ha imparato in tutti questi anni

Premettendo che noi piloti non possiamo guidare la nostra moto da gara al di fuori dei weekend ufficiali e delle sessioni di test, il mio consiglio è di allenarsi con diversi tipi di due ruote. Nella mia scuola propongo le pit bike, moto piccole, tuttavia più grandi delle minimoto e

Dall’oro olimpico alla WWE, la storia di Kurt Angle

Albo d’Oro Coppa Italia: Juventus prima con 13 successi