Che cos'è il Boxing Day? Ecco perché in Premier League si gioca il 26 dicembre

Che cos’è il Boxing Day? Ecco perché in Premier League si gioca il 26 dicembre

Quando si avvicina il periodo natalizio, chi prima e chi dopo ma tutti i grandi campionati europei chiudono i battenti con un ‘arrivederci al prossimo anno’. Per restare a questa stagione , in Spagna la Liga ha chiuso temporaneamente i battenti il 22 dicembre, dando appuntamento al 3 gennaio 2020. Stesso spartito più o meno in Bundesliga, dove il calendario con soli 18 club è meno fitto e hanno optato da anni per chiudere i battenti intorno al 20 dicembre (quest’anno il 22). Le squadre, come fossero marmotte, vanno in letargo per un mese (si è tornato a giocare addirittura il 17 gennaio). In Serie A, invece, il 22 dicembre ci si è dati appuntamento al 5 gennaio. E poi c’è un campionato che invece è da sempre abituato a giocare in questo periodo: la Premier League.

In Premier League i club ragionano in modo diverso. Siamo un’azienda che crea spettacolo ed entertainment? Bene, allora vediamo di intrattenere la gente quando ha più tempo libero. Ecco perché la macchina da guerra del massimo campionato inglese non si ferma mai. Nella stagione 2019/2020 per esempio, santificato il Natale, gli inglesi fra il 26 dicembre e il 2 gennaio hanno avuto solo due giorni senza match del massimo campionato. La 19esima giornata, quella del Boxing Day, si è svolta quasi interamente il 26, con un posticipo il 27. Il turno successivo è stato spalmato fra il 28 e il 29 dicembre.

Qualcuno dice che la Premier è la lega che più si ispira all’NBA ed è vero, almeno dal punto di vista dell’attenzione alle aspettative del pubblico e dell’organizzazione dell’offerta. Senza arrivare ai livelli del basket d’oltreoceano – che non si ferma mai, nemmeno il giorno di Natale – la Premier League si mette comunque a disposizione del pubblico. That’s entertainement, baby! È semplicemente un approccio diverso, un altro tipo di cultura. Fino a poco tempo fa da noi era inimmaginabile: prima di quest’anno un turno a ridosso di Capodanno c’era stato fino al campionato 1994-95, quando fu rimosso a causa della presa di posizione dell’Assocalciatori che invocava un periodo di pausa per i giocatori.

Come è nato il Boxing Day?

Il Boxing Day affonda le radici nella storia dell’Inghilterra e di quasi tutti i paesi del Commonwealth cristiano e deriva il nome dal box, la scatola in italiano, che tradizionalmente nei secoli scorsi veniva riempita di cibo e regali dai proprietari terrieri prima e dai proprietari di fabbriche poi, e donata ai dipendenti, insieme a un giorno di libertà da passare in famiglia, per ringraziarli del lavoro che avevano svolto nel corso dell’anno.

Quando poi, verso la fine del 19esimo secolo cominciò a diffondersi il football, la gente prese spesso a giocare a calcio in quel giorno libero e altrettanto iniziarono a fare le prime squadre di First Division. Club della stessa città o di città limitrofe organizzavano match di andata e ritorno da giocare il 25 e il 26 dicembre. Successivamente giocatori, allenatori e arbitri ottennero almeno il Natale libero e dal 1958 si gioca soltanto a Santo Stefano, in qualunque giorno della settimana esso cada. Una tradizione che la fama del calcio ha fatto propria, ma Boxing Day, nei paesi anglosassoni, fa rima anche con rugby, cricket e corse di cavalli.

Il primo Boxing Day della storia

Il primo Boxing Day coincide di fatto anche con la prima partita ufficiale della storia del gioco del calcio. Si giocò il 26 dicembre 1860 fra i due club calcistici più vecchi del mondo, lo Sheffield Fc, fondato tre anni prima e l’Hallam Fc, nato nella stessa città pochi mesi prima del match. Il terreno di gioco era quello dell’Hallam – lo Sheffield Fc tuttora non ha un suo stadio – il mitico Sandygate Road, The oldest ground in the world secondo il Guinness dei primati. Le scarne cronache dell’epoca riferiscono che, nonostante schierasse meno uomini in campo, lo Sheffield prevalse 2-0 e che il primo gol fu segnato da uno dei fondatori del club, tal Nathaniel Creswick, che spingendo la palla in rete non poteva nemmeno lontanamente immaginare di compiere un atto che lo avrebbe fatto entrare nella storia, precursore di un secolo e mezzo di bomber.

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