Arsene Wenger

Le frasi più famose di Arsene Wenger quando era all’Arsenal

Squarciò il cielo di Londra la notizia dell’addio di Arsene Wenger all’Arsenal. Un colpo a freddo quanto mai inaspettato, arrivato nel bel mezzo del finale di stagione con i Gunners pronti a contendersi la semifinale di Europa League contro l’Atletico Madrid (in finale poi andarono gli spagnoli che batterono l’Olympique Marsiglia):

Dopo 3 Premier League conquistate (1997-1998, 2001-2002, 2003-2004), 7 FA Cup, 7 Community Shield e 823 volte sulla panchina dell’Arsenal, Arsene Wenger ha lasciato in eredità un patrimonio di insegnamenti e storie da raccontare.

Una figura che ad alcuni manca ancora, ad altri un po’ meno per la sua abilità a parlare chiaro, senza peli sulla lingua. Un uomo autentico, custode di frasi celebri e geniali.

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22 anni di Arsenal: Arsene Wenger in 10 frasi

Nella sua esperienza in Inghilterra non ci sono stati solo successi, ma anche interessanti botta e risposta col nemico numero uno di sempre, Mourinho, e di vere citazioni da filosofo. Pillole di saggezza e, perché no, ogni tanto cariche pure di veleno, date al momento opportuno da vero filosofo del calcio. Per esempio:

Noi all’Arsenal non compriamo superstar, le costruiamo

A chi criticava l’immobilismo sul mercato e chiedeva qualche “nome” in più. Ma la storia insegna: Henry, Viera, Fabregas, Van Persie…

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Qualcosa ne capisce il buon Arsene e in 22 anni alla guida dei Gunners si è sempre preso gli oneri del caso, soprattutto dopo una sconfitta:

Sento una grande responsabilità. Non puoi certo lavorare qui per 20 anni e poi, dopo l’ultima partita persa, camminare fischiettando spensieratamente

Diceva all’indomani della debacle contro il Bayern Monaco in Champions League dello scorso anno (tra andata e ritorno, 10 gol incassati e 2 fatti), definita da lui stesso “un incubo”.

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Quando però si è trattato di sconfitte viziate da qualche errore di troppo da parte dell’arbitro, allora l’alsaziano ha detto la sua senza troppi problemi:

ll rigore non c’era assolutamente: sappiamo che Raheem Sterling sa tuffarsi bene e lo ha fatto anche oggi. Siamo abituati a essere trattati in questo modo su questo campo

Il duro attacco di Wenger alla gestione del direttore di gara Michael Oliver, reo di aver agevolato il Manchester City all’Etihad, decretando un calcio di rigore sin troppo generoso e chiudendo un occhio sul fuorigioco in occasione del terzo gol dei Citizens (il risultato finale fu 3-1).

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Gli scontri più duri sono arrivati però con Mourinho, il nemico di sempre. Si è giunti perfino alle mani, quando ormai le staffilate da lontano non bastavano più. Attacchi da primato, colpi da veri maestri a cominciare dal 2005, quando lo Special One sedeva sulla panchina del Chelsea:

Non mi pare che il Chelsea di solito mandi in campo più giocatori nati e cresciuti in Inghilterra di quanto facciamo noi. Quanti ne hanno prodotti recentemente? Solo uno, John Terry

Wenger si difendeva così dalle accuse della sala stampa dopo aver schierato un undici completamente straniero.

Chiaramente non c’è botta senza risposta e così quella di José non si è fatta attendere: “Wenger ha davvero un problema con noi, penso che non sia sbagliato definirlo un voyeur”. E allora Arsene ha rincarato la dose:

Non è normale, è fuori dal mondo, è irrispettoso. E quando gli stupidi riescono ad avere successo, la gloria li rende ancora più stupidi

Finita? Neanche per sogno:

Josè dice così perché ha paura di fallire

Nel febbraio del 2014, Mourinho dichiarava che la sua squadra non era pronta a lottare per il titolo e Wenger non perdeva l’occasione per pungere il nemico.

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Ma Mourinho è in felice compagnia. Anche Ferguson ha assaggiato la lingua tagliente del mister ex Monaco quando ha osato definire il Manchester United più forte dell’Arsenal:

Ferguson dice di avere una squadra migliore della mia. Be’, tutti sono convinti di avere a casa la più bella delle moglie

Pari e patta con una bella metafora da vita quotidiana. Una filosofia espressa pure ai calciatori, dai tempi dei tempi:

Nessuno possiede abbastanza talento per vivere di solo di questo. Una vita senza fatica non ti porta da nessuna parte

Poi le soddisfazioni arriveranno. Intanto una squadra va coccolata, gratificata e trattata con romanticismo. Stuzzicare le corde emotive dei ragazzi che si allenano, eccolo uno dei tanti segreti della scuola Wenger:

Una squadra di calcio è come una bella donna. Quando non glielo dici, se ne dimentica

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Si sa che in amore i litigi ci sono, ne compongono una delle parti più importanti. Il calcio in questo non fa differenza tanto che i tifosi Gunners nell’ultimo periodo hanno chiesto addirittura la separazione dal tecnico francese. Il famoso ritornello “Wenger In, Wenger Out”, al quale Arsene aveva risposto così:

Mi dispiace ma come potete vedere sono ancora qua. La scorsa stagione avete fatto di tutto per uccidermi, ma vi è andata male

La rivincita del filosofo, che poi però nel 2018 ha lascia.to Dopo 22 anni di insegnamenti e stoccate micidiali.

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