Jorginho: “Il mio agente prendeva i miei soldi, volevo fermarmi”

Titolare nella Nazionale di Roberto Mancini, pilastro del Chelsea di Maurizio Sarri vincitore dell’Europa League 2018/2019. A 28 anni, Jorginho può ritenere di aver raggiunto la maturità. Uno dei centrocampisti più affidabili del calcio europeo, cresciuto nel vivaio dell’Hellas Verona e lanciato per la prima volta in Serie A nel 2013, non ha però avuto un avvio di carriera semplice.

Lo ha rivelato lo stesso Jorginho, raccontandosi ai microfoni del sito ufficiale del Chelsea nel corso di un’intervista intitolata “The making of me”. Il calciatore originario di Lusiana, in provincia di Vicenza, e figlio di un’ex calciatrice, ha spiegato di aver incontrato una persona che ha rischiato di allontanarlo prematuramente dal mondo del calcio. È successo quando il centrocampista aveva 16 anni, giocava nella Berretti del Verona e pensava solo alla scuola e allo sport.

Nel vivaio dell’Hellas il centrocampista era già in grado di rubare l’occhio per concretezza e capacità di non sprecare palloni in un ruolo delicato, così un sedicente procuratore gli si era avvicinato. Nei piani del giovane calciatore, l’uomo doveva essere un punto di riferimento utile per orientarsi in un mondo complicato come quello del calcio. L’idea dell’agente era però differente e Jorginho la scoprì a sue spese, grazie a un rapporto di amicizia formato con un compagno di squadra più esperto:

Ho incontrato Rafael, portiere brasiliano, e siamo diventati amici. Gli ho raccontato che vivevo a 20 euro a settimana. Lui mi ha detto che forse c’era qualcosa che non andava.

Voleva lasciare il calcio, ora vale 60 milioni: la storia di Jorginho

L’incontro con il suo connazionale ha rappresentato una sliding door nella carriera di Jorginho. E nella sua vita. Grazie agli approfondimenti di Rafael, il centrocampista scoprì che il suo procuratore tratteneva gran parte dello stipendio che gli spettava.

Rafael ha fatto alcune domande e si è scoperto che il mio agente aveva preso soldi. Io non ne sapevo nulla, a quel punto volevo arrendermi e mollare tutto. Ero completamente distrutto. Ho telefonato a casa in lacrime e ho detto a mia madre che volevo tornare a casa e non volevo più giocare a calcio.

Un appello che ha trovato un’immediata risposta nelle parole della mamma del 16enne Jorginho:

Non pensarci nemmeno! Sei così vicino alla prima squadra, non devi tornare a casa. Devi restare lì e resistere.

Invito che Jorginho ha accolto, rimettendo insieme i cocci e allontanandosi da quella persona prima di avviare il suo cammino nel calcio pro.

Sono rimasto a Verona e in seguito ho continuato ad allenarmi con la prima squadra. Avrei potuto continuare a giocare per Berretti, ma a quel punto ho deciso di andare in prestito. Sono andato in C2, alla Sambonifacese.

Prima tappa di un lungo cammino che l’ha portato prima in Serie A con l’Hellas, poi per quattro anni a Napoli e infine, nell’estate 2018, al Chelsea. I Blues hanno pagato il suo cartellino 60 milioni di euro. Niente male per chi a 16 anni viveva con 20 euro a settimana.

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