Premier League, ok ad allenamenti collettivi

La Premier League prova a tracciare la strada verso il ritorno in campo. I 20 club hanno concordato oggi la ripresa, a partire da domani, degli allenamenti collettivi a piccoli gruppi, 4-5 elementi al massimo. I calciatori dovranno rispettare le norme sul distanziamento sociale e i contatti saranno vietati in questa prima fase. Una nota della federcalcio inglese spiega le disposizioni:

Rigidi protocolli medici dagli standard più elevati consentiranno a tutti di tornare ad allenarsi nell’ambiente più sicuro possibile. La salute e il benessere di tutti è la nostra priorità e un ritorno sicuro agli allenamenti è un processo che viene portato avanti passo dopo passo.

Il confronto sulle successive mosse proseguirà con tutte le componenti, calciatori e allenatori compresi, nella consapevolezza che trovare l’intesa per tornare in campo e riprendere il campionato – l’obiettivo resta sempre quello del 12 giugno – sarà un po’ più complicato.

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Premier League, ok ad allenamenti collettivi

Anche perché, soprattutto fra i giocatori, non mancano le preoccupazioni. Troy Deeney, capitano del Watford, ha sottolineato il suo punto di vista

Io non vedo l’ora di giocare ma bisogna essere chiari e avere misure sicure per tutti. Ho letto di Tammy Abraham: vive con suo padre che ha l’asma, è preoccupato.

Poi il riferimento del giocatore va proprio agli allenamenti collettivi:

Ho ricevuto molti messaggi di giocatori: direi che per il 98% di loro questa fase 1 è ottima ma il 65-70% è preoccupato di quello che verrà dopo.

A questo si aggiungono i timori legati al rischio di infortuni: ieri Steve Bruce, tecnico del Newcastle, proponeva di programmare la ripresa del campionato a fine giugno e anche Raheem Sterling ha sottolineato la necessità di concedere ai calciatori 4-5 settimane di allenamenti veri.Interrotta lo scorso marzo a causa dell’emergenza sanitaria, la Premier League deve condurre in porto 92 partite per completare la stagione.

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