Conte sull’Inter: “Non scelgo mai situazioni comode, ma difficili”

Così Antonio Conte, tornando sullo scudetto vinto con l’Inter, da cui si è separato un paio di settimane fa. Il tecnico si è raccontato nella nuova puntata di ‘Linea Diletta’ su Dazn:

Penso di essere una persona che non si accontenta delle situazioni ‘comode’. Penso di aver scelto la situazione più difficile. L’obiettivo quando ho firmato per l’Inter era un progetto triennale per riportare l’Inter ad avere ambizione, a tornare a giocare per obiettivi importanti. Il fatto di esserci riuscito al secondo anno è stata una grande cosa.

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L’ex tecnico nerazzurro parla poi della sua carriera in panchina:

Fare l’allenatore sicuramente non è semplice, soprattutto se lo vuoi fare a grandi livelli e se hai anche le capacità di farlo ad alti livelli. Perché comunque le pressioni, le aspettative, lo stress è veramente tanto. Devi essere bravo a convivere e gestire certe situazioni sapendo che ti ritrovi sempre solo.

Quando gli viene domandato quale sia stata la svolta con l’Inter, Conte risponde così:

A livello di campionato il momento decisivo è stato quando abbiamo sorpassato il Milan. In quel momento devi reggere la pressione, perché da cacciatore diventi lepre. E devi capire che da quel momento in poi tutto dipende dal tuo risultato. Non dipendi da niente e da nessuno ma sai che vincendo metti pressione su tutti.

Conte sull’Inter: “Non scelgo mai situazioni comode, ma difficili”

Sulla cavalcata verso lo Scudetto:

Poteva esserci un po’ di ansia da primo posto in classifica. Invece noi abbiamo accelerato. E credo quello sia stato il momento decisivo perché da lì in poi, chi era dietro ha faticato perché vedeva che chi stava davanti continuava a vincere. Una cosa che mi riconoscono i calciatori è che è meglio una brutta verità che una bella bugia. Su una brutta verità costruisci, anche se al momento il calciatore o la persona che lavora con te ci può rimanere male. Ma alla fine apprezza perché una brutta verità porta a un ragionamento, una riflessione e poi ad un miglioramento. I ragazzi sono maturati. È inevitabile che sono all’inizio. Per tantissimi è la prima volta ad aver vinto qualcosa di importante in carriera. Però come dico sempre, quando inizi a vincere poi la vittoria ti deve entrare nel cervello. Dev’essere tua. E sai che per vincere a volte devi esasperare alcune situazioni.

Infine Conte parla del suo futuro:

Dove mi vedo tra cinque anni? Mi piacerebbe fare delle esperienze all’estero. Mi piacerebbe andare in America.

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