Da scandalo di mercato a insostituibile: Bastoni si è preso l’Inter

Novanta minuti giocati, 2 salvataggi, 1 intercetto, 7 contrasti vinti, 72 palloni toccati, 58 passaggi completati con oltre il 90% di precisione. Quelle messe insieme da Alessandro Bastoni in Napoli – Inter sono statistiche di tutto rispetto, numeri importanti che certificano la crescita di uno dei ragazzi più promettenti del calcio italiano. Al San Paolo, il giovane centrale cresciuto nel vivaio dell’Atalanta ha messo insieme una prestazione, l’ennesima, da stropicciarsi gli occhi, confermando sul campo i motivi per i quali Antonio Conte – da qualche tempo – ha deciso di assegnargli i galloni del titolare.

Il tecnico leccese si è invaghito di questo fresco 20enne sin dal ritiro estivo e, quando la società ha proposto al mister di mandarlo in prestito, Conte non ci ha pensato due volte nel porre il suo irrevocabile veto. A conti fatti, aveva effettivamente ragione: nonostante il pesante arrivo estivo di Diego Godin, Bastoni è riuscito ugualmente a scalare le gerarchie, diventando – almeno in questo preciso momento – la prima scelta per affiancare l’intoccabile coppia composta da Milan Skriniar e Stefan de Vrij. L’ex bergamasco piace per mille motivi differenti. In primis, perché ha caratteristiche tecniche molto affini al credo calcistico del proprio allenatore.

Giocando con una retroguardia a tre, il difensore di sinistra dovrebbe essere preferibilmente mancino, in modo tale da offrire un’opportunità in più in fase di costruzione, e Bastoni – come dimostrato anche sul campo del Napoli – partita dopo partita sta migliorando sempre di più in questo preciso fondamentale. Inoltre, la scorsa stagione passata al Parma non è di certo passata inosservata: dopo un inizio di apprendistato, il ragazzo di Casalmaggiore è arrivato a mettere insieme 24 presenze, condendo il tutto con un gol – il suo primo in Serie A -, segnato nel 3-3 di maggio contro la Sampdoria.

La valutazione shock e l’esplosione definitiva con l’Inter: Bastoni adesso è insostituibile

I blucerchiati lo hanno tenuto a battesimo anche quest’anno: Bastoni, scelto dal primo minuto in occasione della trasferta di Marassi, ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria giocando una gara di grande sacrificio, per via soprattutto dell’espulsione di Alexis Sanchez. Da lì in poi ha inanellato 9 presenze nelle ultime 13 partite. Unico neo, il mancato esordio in Champions League, ma anche per questo ci sarà tempo. D’altronde, il talento scoperto dal compianto Mino Favini è sempre stato abituato a bruciare le tappe ma, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il suo nome è approdato nel mainstream per motivi extracampo.

Pur essendo un titolare inamovibile di ogni selezione giovanile azzurra, Bastoni è diventato famoso suo malgrado due estati fa, quando l’Inter – inserendolo in una maxioperazione di mercato con l’Atalanta – decise di valutare il suo cartellino la bellezza di 31 milioni di euro. Un’enormità, ovviamente, soprattutto per un ragazzo appena maggiorenne che mai aveva calcato i campi del professionismo. In quella sessione si discusse molto di questo affare, le polemiche furono talmente forti che tornò a galla il problema delle plusvalenze fittizie, un metodo – legale, o comunque borderline, questo è giusto precisarlo – che consiste nel gonfiare le valutazioni di giocatori sconosciuti per sistemare i propri bilanci societari.

A un anno e mezzo dal “misfatto”, il prezzo del cartellino di Bastoni pare essere ulteriormente lievitato, con l’Inter che si è ritrovata in casa il potenziale difensore italiano del futuro. In questi giorni, è impossibile non metterlo a confronto con Matthijs de Ligt, centrale acquistato dalla Juventus ad agosto per oltre 80 milioni di euro. I due sono coetanei – entrambi nati nel 1999 – ma al momento l’olandese non se la sta passando affatto bene, viste le tante panchine recenti e alcuni problemi fisici che non gli permettono di imporsi a dovere. Per il nerazzurro invece la situazione è all’opposto: in 9 partite messe insieme ha inanellato ottimi numeri, aiutato anche dal contesto difensivo nel quale è stato inserito.

Tra questi spiccano i 71 tocchi di palla medi a partita, completati con l’88% della precisione, e soprattutto i quasi 20 passaggi completati di media nella metà campo avversaria, segno di come il ragazzo tenda a prendersi la responsabilità di impostare l’azione dal basso, probabilmente su ordine di Conte. L’impressione è che Bastoni abbia ancora ampi margini di miglioramento, e che l’ex manager del Chelsea sia l’uomo giusto per farlo sbocciare definitivamente. Il materiale di base sul quale lavorare è di ottima qualità. D’altronde, panchinare un totem come Diego Godin, non è proprio da tutti.

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