Rosa Inter 2020/2021

Inter, inchiesta plusvalenze: ecco su quali operazioni si indaga

Un aspetto su cui si sta concentrando l’inchiesta milanese per falso in bilancio sull’Inter, con al centro plusvalenze sospette sulle cessioni di giocatori, è il “sistema”, non usato solo dal club nerazzurro ma diffuso nel calciomercato italiano, della cosiddetta ‘camera di compensazione’ sugli scambi tra calciatori di due squadre. Questi avvengono spesso senza passaggi di denaro o con movimenti di soldi ‘congelati’ e poi effettuati solo in un secondo momento.

Un meccanismo che, stando a quanto chiarito, non c’è in altri Paesi. E gli inquirenti milanesi devono valutare come incida sulla regolarità dei rendiconti finanziari.

Da quanto è stato riferito, solo in Italia esiste questo meccanismo della “camera di compensazione”. Un meccanismo che permette – nel corso delle operazioni di scambio di giocatori tra due squadre che possono appunto generare plusvalenze nei bilanci, ossia l’aumento dei ricavi – di non muovere denaro e di ‘congelare’ i passaggi di soldi. E questo è uno dei temi principali al centro dell’inchiesta milanese sul club nerazzurro, condotta dalla Gdf e coordinata dall’aggiunto Romanelli e dai pm Cavalleri e Polizzi, perché dovrà essere valutato come questo sistema abbia inciso sui rendiconti finanziari e se possa aver creato altri profili di presunte irregolarità.

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Inter, inchiesta plusvalenze: ecco su quali operazioni si indaga

Un’attenzione particolare nel fascicolo, intanto, viene posta anche sui contratti con clausola di “recompra”, anche questi diffusi nel calciomercato. Una società vende un giocatore generando per quell’anno una plusvalenza, tenendo alto il prezzo del ‘cartellino’, e poi lo riacquista l’anno dopo ad un prezzo superiore a quello al quale l’ha ceduto. Così ammortizza però i costi e spalmandoli su più anni.

Mentre l’altra squadra, che lo compra e poi lo rivende, realizza a sua volta una plusvalenza. L’inchiesta milanese – partendo da una decina di operazioni, tra scambi, cessioni, prestiti, messe a bilancio dall’Inter tra il 2017 e il 2019 per circa 90 milioni di euro di plusvalenze – punta il faro su quelle nelle quali i calciatori sarebbero stati valutati per cifre che sembrano “marcatamente sproporzionate” rispetto ai valori effettivi.

E ciò potrebbe essere servito, stando all’ipotesi al vaglio, per abbellire i bilanci per poter partecipare alle competizioni europee. Tra i casi al vaglio quelli del portiere Ionut Radu (7,7 milioni di plusvalenza) e dell’attaccante Andrea Pinamonti (plusvalenza 19 milioni), ‘rimbalzati’ tra Genoa e Inter in due anni, ma anche del difensore Zinho Vanheusden o di altri giocatori di fascia medio-bassa.

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