Paratici Juventus
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Juventus, inchiesta plusvalenze: cosa è emerso dalle intercettazioni

Plusvalenze per 282 milioni in tre anni “connotate da valori fraudolentemente maggiorati”. C’è questo dato alla base dell’indagine della procura di Torino e della Guardia di Finanza, che ieri è sfociata in una serie di perquisizioni negli uffici della Juventus. Indagati i vertici del club bianconero.

È Fabio Paratici, ex Chief football officer della Juventus, “l’artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze”, ma il Cda della società bianconera, e “in primis il presidente Andrea Agnelli”, era “ben consapevole” della sua condotta.

Questa, per ora, è l’ipotesi su cui stanno lavorando la procura di Torino la Guardia di Finanza nell’inchiesta sui conti del club. Gli inquirenti si sono avvalsi di numerose intercettazioni telefoniche, dalle quali si ricava che negli ambienti della Juventus era chiaro che le difficoltà non derivavano soltanto dall’emergenza sanitaria: in una conversazione si sente dire “sì ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene”.

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Juventus, inchiesta plusvalenze: cosa è emerso dalle intercettazioni

“Hanno chiesto di fa’ le plusvalenze”, “che almeno Fabio (Paratici, ndr), dovevi fa’ le plusvalenze e facevi le plusvalenze”. È una delle intercettazioni finite nell’inchiesta della Procura di Torino sui conti della Juventus.

Per i magistrati che indagano Paratici, al vertice dell’area sportiva fino a giugno 2021, era l’artefice della “pianificazione preventiva” delle plusvalenze, di cui i vertici del club e “in primis il presidente Andrea Agnelli”, erano ben consapevoli.

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