12 Nov 2000: Vratislav Gresko of Inter Milan moves the ball forward during the Italian Serie A match against Lecce played at the San Siro, in Milan, Italy. Lecce won the match 1-0. \ Mandatory Credit: Claudio Villa /Allsport

Materazzi, il 5 maggio e la domanda di Gresko

Marco Materazzi ha rivelato, in una diretta su Instagram con Sebastian Frey, una scena molto interessante riguardante il famoso 5 maggio 2002, quando l’Inter perse lo Scudetto in modo a dir poco rocambolesco nell’ultima giornata di Serie A, perdendo allo Stadio Olimpico contro la Lazio con il risultato di 4-2 e lasciando alla Juventus la possibilità del sorpasso. A quanto pare, infatti, all’interno di quella squadra c’era un giocatore che non riusciva a comprendere il malumore di tutto il resto del gruppo. E quel giocatore, un po’ a sorpresa, è proprio quello passato alla storia come indiziato principale di quella sconfitta, alla luce della prestazione da film horror che favorì gran parte delle reti laziali: Vratislav Gresko.

Materazzi, Gresko e il ricordo del 5 maggio 2002

Ecco il ricordo di quella giornata di Serie A di Marco Materazzi, che racconta la reazione del difensore esterno slovacco subito dopo la partita persa contro la Lazio, vedendo gli inevitabili musi lunghi all’interno dello spogliatoio nerazzurro:

La partita contro la Lazio è quella in cui vorrei giocare di nuovo. Mentre stavamo lasciando lo stadio e salendo sull’autobus, Vratislav Gresko ha chiesto perché tutti fossero arrabbiati. Gigi Di Biagio non riusciva nemmeno a credere a quello che stava dicendo.

L’aneddoto raccontato dall’ex giocatore dell’Inter prosegue, visto che Gresko spiegò anche il motivo per il quale avesse preso con maggiore filosofia dei compagni quella débacle:

Dopo ci disse che era la terza volta che gli capitava una cosa del genere. In una stagione aveva perso il titolo del campionato, la finale di Champions League e la Supercoppa tedesca, quando faceva parte del Bayer Leverkusen.

Insomma, il povero Vratislav a quelle delusioni si era ormai abituato. Quell’Inter però no, e il ricordo del 5 maggio 2002 brucia tanto ancora adesso. Figuriamoci subito dopo quella partita persa…

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