Rabbia Lazio, Milinkovic e Luis Alberto: “Siamo incaz**ti”

L’Atalanta ha “restituito il favore” alla Lazio. Così come accaduto all’andata all’Olimpico, con i biancocelesti che avevano rimontato da 3-0 a 3-3, anche al Gewiss Stadium è andata in scena una grande rimonta. A sorridere alla fine sono stati gli uomini di Gasperini, capaci di passare dallo 0-2 al 3-2, vanificando l’impressionante prima mezz’ora dei ragazzi di Simone Inzaghi.

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All’indomani della sconfitta della Lazio a Bergamo, che ha certificato l’allungo della Juventus a +4 in classifica sui biancocelesti, le due colonne del centrocampo, Milinkovic-Savic e Luis Alberto, predicano calma e concentrazione. In un momento come questo non bisogna perdere la bussola. Su Instagram il centrocampista serbo ha scritto:

Siamo molto incazzati, veramente tanto… Non molliamo, testa già a Sabato!

Contro la Fiorentina, all’Olimpico, la Lazio ha subito la possibilità di riscattare il ko contro l’Atalanta.

Rabbia Lazio, il medico punta sull’orario: “Un disastro giocare alle 21.45”

Luis Alberto ha precisato sui propri profili social il suo malessere per la sconfitta, ma allo stesso tempo anche la voglia di riscatto per chiudere al meglio la stagione:

Siamo arrabbiati, ma c’è ancora molta strada da fare e dobbiamo restare uniti.

A porre l’accento su un altro dettaglio da non trascurare ci ha pensato poi il il responsabile medico della Lazio, Ivo Pulcini, su Radio Punto Nuovo.

Giocare alle 21.45 dal punto di vista medico è un autentico disastro per la salute, al di là di chi vince o perde. Con questi ritmi vanno incontro ad un esaurimento fisico. Più sono le ore che si perdono di recupero, maggiore sarà la sindrome che porta ad esaurimento fisico: la salute è minacciata seriamente. L’Aic ne prenda coscienza e trovi un accordo per giocare prima, anche alle 20:45.

Nel corso della partita giocata ieri al Gewiss Stadiuma, la Lazio ha perso Correa, Cataldi e Radu per infortunio, aggravando una situazione d’emergenza già preesistente per i forfait di Lulic, Lucas Leiva, Luiz Felipe, Marusic, Adekanye e Raul Moro.

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