Roma, ecco Mourinho: “Altri vincono Scudetti senza pagare gli stipendi…”

Josè Mourinho nella conferenza stampa di presentazione come nuovo tecnico giallorosso, ha spiegato perché abbia scelto la Roma:

Non sono qui in vacanza, non ho scelto la Roma per la bellezza della città. Sono qui per lavorare. Delle volte il tempo non esiste nel calcio, ma in questo caso sì perché quello che la proprietà vuole non è il successo oggi, ma una situazione sostenibile per il futuro. I Friedkin stanno facendo le cose con passione.

Su Dzeko, invece, la risposta è secca:

Non parlo di Edin con voi e chi sarà il capitano lo sapranno prima i giocatori e la società.

Sugli obiettivi, invece, Mourinho è molto pragmatico:

La prossima sfida è sempre la più importante della mia carriera: in questo caso è la Roma. La prima partita ufficiale la vogliamo vincere, quando finiamo la prima penseremo alla seconda e agli altri obiettivi. I titoli non sono parole, è troppo facile da dire. Poteva essere una promessa troppo facile, ma la realtà un’altra. Noi parliamo di tempo e di lavoro. I titoli arriveranno. Quello che la proprietà vuole è arrivare in alto e rimanerci e questo è più difficile rispetto a un titolo estemporaneo.

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Poi una precisazione:

Non voglio la Roma di Mourinho, voglio la roma dei romanisti. Non sono nessuno, sono solamente uno in più che insieme ai tanti all’interno del club lavorano per il club. La Roma di Mourinho non mi piace proprio.

Sul mercato non sbilancia, ma una richiesta a Tiago Pinto, seduto al suo fianco, la fa:

Direttore mi dispiace, ma dopo l’infortunio di Spinazzola ci serve un terzino sinistro. Dove mi vedo tra tre anni? Festeggiando a Roma qualcosa.

Poi la frecciata indiretta all’Inter:

È facile vincere e poi magari non avere i soldi per gli stipendi. Paragone con Conte? In questo club si parla di Liedholm e Capello e non sono paragonabili a nessuno. Nell’Inter nessuno può essere paragonato a me o a Herrera. Nessuno.

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