Scudetto Juve, Gravina: “Sarri campione superando le critiche”

Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, intervenuto a “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento, ha commentato il nono scudetto consecutivo conquistato dalla Juventus. Il primo con Maurizio Sarri in panchina:

Sarri ha raggiunto un risultato importantissimo quando è stato messo in discussione, vincendo ogni forma di diffidenza. Nel nostro mondo se sei convinto di poter raggiungere un obiettivo tutto è possibile. Io ne so qualcosa e per Sarri è anche un successo personale. Vincere è sempre un titolo di merito, peraltro quest’anno in un momento d grande difficoltà per tutto il Paese a causa di questo maledetto virus. Siamo stati costretti a inseguire ad ogni costo la possibilità di completare il percorso della Serie A: arrivare a due giornate dalla fine è un grande risultato per il campionato stesso e soprattutto per chi lo ha vinto.

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Gravina e i complimenti alla Juve di Sarri

Il presidente della Figc ha fatto i complimenti anche a chi ha lottato con la Juve sino alla fine:

Questa stagione dimostra come si stiano allentando le differenze. Basti pensare che prima del lockdown la Lazio era data per super favorita visto che era a un punto dalla Juventus. Tre o quattro squadre erano pronte per creare qualche problema a una importante società, che in questi anni ha lanciato un messaggio importante: al di là della qualità dei giocatori, in molti hanno trascurato la programmazione, una lungimiranza nella visione propria della Juventus che ha dimostrato di essere avanti in Italia e al passo con l’Europa. Cosa ho detto ad Agnelli? Non l’ho ancora sentito, lo faro’ a brevissimo. L’ho lasciato riposare, gli ho solo scritto qualcosa come faccio con tutti i club che raggiungono un risultato importante.

Archiviato il discorso relativo alla Juve di Sarri, poi ha parlato della riforma dello sport:

Un testo importante. Ci sono alcune criticità che a mio avviso devono essere affrontate meglio: la vendita del titolo sportivo e l’abolizione del vincolo tout court sono principi validi ma andrebbero applicati con gradualità. Non dobbiamo essere preoccupati, ma aprire ad una nuova stagione di dialogo e di confronto perché lo sport deve cambiare: c’è un’esigenza di riforma che da tantissimi anni si cerca di rivendicare, basti pensare che la legge fondamentale dello sport italiano è del 1981.

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