Spadafora: “Voglio la riforma dello sport”

Così il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha fatto il punto della situazione in un post sul suo account Facebook:

Buon primo maggio a tutti. È superfluo sottolineare quanto quello che stiamo vivendo sia un primo maggio diverso, anomalo. Questo virus impedisce a molti di lavorare, mentre altri non si sono mai potuti fermare. Penso a chi negli ospedali sta lottando in prima linea contro il virus ma anche a forze dell’ordine, operai, cassieri, autisti, rider e tante altre categorie che hanno permesso al Paese di andare avanti. Penso ai tanti giovani che hanno modificato in maniera radicale la loro vita, impossibilitati a frequentare le aule scolastiche o universitarie. Plaudo alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, in particolare quelli del Servizio Civile, che si sono messi a disposizione del Paese per aiutare chi è più in difficoltà.

Il lungo messaggio del ministro è proseguito così:

L’Italia che verrà, avrà bisogno di tutta la loro forza, la loro capacità di immaginare scenari diversi, basati anche sulle nuove tecnologie che in questi giorni ci hanno permesso di restare uniti, anche se distanti. Il mio augurio è che tutti possano tornare al proprio lavoro il prima possibile ed in condizioni di sicurezza. Rivolgo un pensiero particolare ai tanti lavoratori dello Sport, coloro che, spesso senza le dovute garanzie, lontano dai riflettori, svolgono un’azione fondamentale. Molti di loro hanno poche tutele e meritano maggiore rispetto: per questo – quando questa emergenza sanitaria sarà terminata – mi sono impegnato a riformare l’intero settore. E in questa giornata in cui, per chi come me ricopre un ruolo di Governo, è doveroso essere a lavoro, ringrazio tutto il mio staff che mi sta supportando in modo eccellente mettendo al primo posto l’interesse del Paese.

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Tommasi e le parole di Spadafora

Ai microfoni di Sky ha parlato della situazione anche Damiano Tommasi:

Dobbiamo capire quanto l’ordinanza dell’Emilia Romagna possa essere messa in pratica: ma l’individuazione di protocolli per aprire a allenamenti individuali è stato al centro del colloquio che ho avuto con il ministro Spadafora.

E ancora:

È quello dicevamo noi dalla settimana scorsa, dal giorno del nuovo decreto. È quello che chiedevamo. Ora vogliamo però capire quanto questa ordinanza possa essere tradotta in pratica, perché immagino ci siano anche i singoli comuni a dire la loro. Discrepanza tra regioni? Quello che è balzato di più agli occhi è stata soprattutto la disparità tra atleti di sport individuali e atleti di sport di squadra. Per questo cerchiamo di affrontare questo tema e trovare quel protocollo per aprire i centri sportivi almeno per gli allenamenti singoli. Per tutti calciatori, anche delle categorie inferiori, è fondamentale tornare a fare il proprio lavoro dopo quasi due mesi di fermo: questo riguarda le partite ma anche tutta la preparazione fisica. Tutti vogliamo completare la stagione, ma serve percorrere piccoli step per poi essere pronti – arrivasse la buona notizia – a riprendere a giocare”.

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