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Da Figo a Maurizio Sarri, i tradimenti peggiori di sempre nella storia del calcio

Mercenari. Questa l’offesa più pesante che un tifoso possa rivolgere a un giocatore. Perché è dedicata ai traditori, a chi si è tanto amato e improvvisamente viene detestato. Perché le sue scelte deludono specie dal punto di vista umano.

Gli esempi sono tanti, troppi: perché quando sono così numerosi vuol dire che forse si sbaglia a pretendere fedeltà da chi, tutto sommato, resta un professionista.

Famoso anche il tradimento di Ronaldo, il Fenomeno, che essendo tale tradì da campione. L’Inter lo ha aspettato, coccolato, curato. Nel 2007 passò al Milan e, segnando in un derby, fece il gesto delle orecchie ai tifosi nerazzurri. Non solo: perché nel 2002 era andato al Real Madrid benché fosse stato il Barcellona a lanciarlo nel grande calcio.

I tradimenti peggiori nella storia del calcio

E a tradire non sono solo i giocatori. I tifosi milanisti potrebbero pensare a Leonardo, che ha giocato in rossonero per 5 stagioni (non consecutive) prima di entrare in società. Sembrava un tutt’uno con il Diavolo che, pur senza esperienza, gli affidò la panchina. Con il suo 4-2-fantasia aveva conquistato i tifosi ranche da allenatore. Poi però la decisione improvvisa: alla vigilia di Natale del 2010 passa all’Inter campione d’Europa in carica. Per i milanisti fu un brutto colpo.

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A proposito di allenatori. I tifosi della Lazio presero malissimo il passaggio di Roberto Mancini all’Inter. Furono loro a spingere affinché Cragnotti gli affidasse la panchina, e gli diedero sostegno massimo. I ragazzi della curva Nord avevano creato anche delle t-shirt a lui dedicate: Mancio 541 (le presenze di Mancini in A da giocatore) e Banda Mancini. Quando poi il tecnico, in piena crisi societaria, lasciò il club portandosi dietro vari giocatori (da Stankovic a Mihajlovic fino a Favalli), i tifosi si sentirono traditi al punto che al primo Inter-Lazio tirarono in campo tutte le t-shirt che avevano creato per lui.

Poi il tradimento di Gonzalo Higuain. Se c’è una squadra che i tifosi napoletani poco sopportano è la Juventus, e l’argentino, nell’estate del 2016 pensò di accasarsi proprio a Torino, avversari diretti per lo Scudetto, sfruttando una clausola di rescissione di circa 90 milioni. I tifosi l’hanno presa talmente male che, oltre a fischiarlo quando è tornato al San Paolo, hanno festeggiato con fuochi d’artificio e botti stile Capodanno la sconfitta della sua Juventus in finale di Champions League.

Siccome al peggio non c’è mai fine, i tifosi Azzurri sono stati vittime di un altro tradimento, forse il peggiore di tutti. Quello che poteva accadere solo negli incubi più tormentati si è invece tramutato in dura realtà: Maurizio Sarri, quello che era il Comandante di un intero popolo, nell’estate del 2019 passa alla Juventus e diventa il nuovo allenatore dei bianconeri.

Anche gli juventini sono stati pugnalati alle spalle. Nel 2006, subito dopo lo scandalo Calciopoli, Ibrahimovic decise di lasciare il club bianconero per andare all’Inter, che approfittò proprio delle difficoltà della Juventus per tornare a vincere. E pensare che fu proprio per l’esplosione di Zlatan che Capello decise di dare sempre meno spazio a una leggenda (fedele) come Alex Del Piero.

Famosissimo a livello internazionale il tradimento di Luis Figo. Il portoghese passò dal Barcellona al Real Madrid in cambio di 140 miliardi di lire. Nella capitale spagnola Figo riuscì a vincere tutto, e la rabbia dei catalani divenne ancora più violenta, al punto che, in occasione di uno scontro diretto, gli tirarono contro una testa di maiale e che, durante la finale dell’Europeo del 2004, un tifoso invase il campo e gli lanciò contro la bandiera della Catalogna.

In Germania ha fatto discutere il passaggio di Mario Gӧtze al Bayern Monaco nell’estate del 2013. Cresciuto nel Borussia Dortmund, Mario aveva vinto il titolo con i gialloneri nel 2011 e nel 2012, raggiungendo la finale di Champions League nel 2013. La squadra era ai massimi livelli, con il suo addio i bavaresi hanno ripreso il comando della Bundesliga. Nell’estate del 2016, prima che tornasse al Dortmund, gli ultrà gli dedicarono anche una coreografia nella quale gli comunicavano gentilmente che non era più il benvenuto.

Celebre poi l’addio di Tevez al Manchester United. L’argentino scelse a sorpresa di passare al Manchester City che proprio in quegli anni stava iniziando la sua crescita sportiva. Fu il primo trasferimento diretto fra i due club di Manchester a distanza di 10 anni (prima toccò a Terry Cook), ma il suo fu molto più contestato.

A Londra fece scalpore l’addio di Ashley Cole all’Arsenal. Da sempre tifoso dei Gunners, era cresciuto nel settore giovanile del club. Nel 2006, a sorpresa, la decisione di trasferirsi al Chelsea. Il giocatore (che poi passò anche per la Roma), venne perfino multato dall’Arsenal perché incontrò Mourinho in gran segreto. I Blues però gli raddoppiarono lo stipendio.

Sempre a Londra fece scalpore il trasferimento di Sol Campbell. Uno dei difensori più forti di inizio 2000, cresciuto nel settore giovanile del Tottenham dove è esploso rivelandosi al grande calcio. Decise però di arrivare fino alla scadenza del contratto e di passare all’Arsenal. I tifosi degli Spurs gli tirarono contro qualsiasi cosa al primo scontro diretto, ma con i Gunners Campbell sfiorò perfino la conquista della Champions League, perdendo solo in finale contro il Barcellona di Ronaldinho nel 2006.

Coraggioso o pazzo? La storia di Kenny Miller è davvero particolare: esploso con il Glasgow Rangers, passa al Celtic dopo una lunga esperienza in Inghilterra. Decisione poco gradita da una parte e dall’altra, ma al giorno d’oggi tocca farci l’abitudine. Poi però Miller tornò nuovamente ai Rangers, facendo infuriare i tifosi biancoverdi al punto che dovette girare per settimane con la scorta.

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