The Miz esclusivo a CR: “I promo in italiano? Una forma di rispetto”

Si avvicina il momento della Royal Rumble, uno dei Big Four della WWE, tra gli appuntamenti più attesi dell’anno del mondo del wrestling. Si tratta sicuramente dei uno dei PPV più affascinanti (oltre che maggiormente longevi in assoluto), quello dal quale parte ufficialmente la “Road to WrestleMania”, dal momento che i vincitori delle risse reali (ormai sono due, una maschile e una femminile) acquisiscono di diritto la possibilità di essere in uno dei main event dello Showcase of the Immortals. Per parlare di questo e di molto altro, la redazione di Calcio Republic ha avuto l’opportunità di ascoltare in esclusiva The Miz.

Sì, lui è già in possesso della valigetta del Money in the Bank, quindi se solo volesse (o meglio, se solo lo volessero gli scrittori delle storyline) potrebbe scegliere già adesso di avere un posto nel main event di WrestleMania. Ma la Royal Rumble per lui è qualcosa che vale comunque tanto, uno dei pochi riconoscimenti che non è riuscito a conquistare nella sua carriera. E valigetta o no, sarà uno dei partecipanti e proverà di tutto per riuscire a conquistare questo nuovo obiettivo. Ecco qui di seguito l’intervista completa.

The Miz in esclusiva a Calcio Republic

Ehi Miz, cosa possiamo aspettarci dalla Royal Rumble? Hai già qualcosa in mente per incassare il tuo Money in the Bank?

Oh, è una domanda doppia. Ho annunciato che parteciperò al Royal Rumble match. La Royal Rumble è l’unico match che sento di non aver ancora vinto. È come l’unico riconoscimento di cui sento di aver bisogno per essere felice, credo si possa dire così. Anche se nel caso in cui vincessi, penserei ancora  “ah, ci sono ancora altre cose che voglio vincere”. Ma la Royal Rumble è uno degli appuntamenti più emozionanti della WWE. E se non l’avete vista, potete guardarla il 31 gennaio sul WWE Network. È incredibile, tutte le tue superstar preferite vogliono vincere, solo una ce la farà. Devi buttare gli uomini oltre la corda, è uno degli incontri più difficili che la WWE abbia, ma è anche il più emozionante e chi vince ottiene una chance titolata a Wrestlemania. Quindi voglio dire che è qualcosa di enorme. Ora, so che sono Mr Money in the Bank e ho una possibilità per il titolo in attesa qui con me, da utilizzare in qualsiasi momento, ovunque. Drew McIntyre, che è il campione della WWE, potrebbe essere buttato giù da un cornicione, colpito da un milione di mazze da kendo e io potrei entrare, incassare il mio contratto con la Money in the Bank, schienarlo, uno-due-tre e diventare campione della WWE. Quindi ho molti modi per diventare campione. Ora è solo questione di farlo con successo e questa è la parte difficile, perché Drew Mcintyre è una delle superstar WWE più dure che abbia mai visto da molto tempo. È molto difficile, ma ho intenzione di farlo, di vincere la Royal Rumble, di incassare il contratto della Money in the Bank ed essere il volto della WWE.

Da un Money in the Bank all’altro

Dieci anni fa hai ottenuto per la prima volta il Money in the Bank. Quanto sei cambiato da allora?

Sono cambiato così tanto… Voglio dire, ora sono padre, ho due figli. Sono sposato con una delle donne più belle, ricorderete, Maryse, due volte campionessa femminile, una delle campionesse più longeve di tutti i tempi. Stiamo andando alla grande ora, abbiamo il nostro reality show di successo che si può guardare sul WWE Network chiamato “Miz e Mrs”. Mostra la vita della nostra famiglia e cosa voglia dire essere al di fuori del ring della WWE nella mia vita. Avere due figlie mi ha davvero insegnato molto. Non solo su me stesso, ma anche su chi sono al di fuori della mia famiglia. C’è una sorta di amore che si impara quando si hanno due figlie, che non può essere spiegato a meno che non si hanno figli. Questo mi motiva e mi spinge a fare sempre meglio. A essere migliore. Non solo sul ring, ma come essere umano. Così, dopo 10 anni senza essere campione WWE, ora ho ancora una volta il Money in the Bank. Voglio davvero che le mie ragazze mi vedano come un campione WWE.

Quanto è difficile rimanere ad alto livello per tanti anni?

Duro lavoro, dedizione, sacrificio, imparare sempre, avere una mentalità aperta, trovare gli strumenti, stabilire un obiettivo e poi trovare tutti gli strumenti che possano aiutarti a raggiungerlo. Quando ho deciso di essere una WWE Superstar, non sapevo come si facesse per diventarlo. NOn pensavo di essere stato un wrestler per 20 anni, nessuno sapeva cosa sarebbe servito, cosa fosse… Sono partito per Los Angeles, ho trovato una scuola di wrestling indipendente che era associata alla WWE, ma non era come uno dei loro sistemi affiliati. Ho iniziato a imparare l’arte del wrestling professionistico, ma poi ho pensato “non è solo questo, c’è molto di più”. Così ho provato una scuola di improvvisazione, un corso di recitazione… Ho voluto imparare a tenere discorsi motivazionali, perché magari un giorno ci sarebbero state migliaia di persone là fuori ad ascoltarmi proprio per questo motivo. Pensavo “Oh, posso tagliare i promo”. Praticamente riuscivo a fare un intero promo per un’ora motivando le persone. Questo è successo prima ancora di diventare una WWE Superstar. Questi sono tutti gli strumenti che ho portato con me per diventare chi sono oggi e sto ancora imparando.

I suoi promo in italiano

Nell’ultimo tour della WWE in Italia, hai sorpreso tutti con un promo in italiano. È stato difficile per te? Sapevi davvero qualcosa sulla nostra lingua?

No, non sapevo nulla, ma lo faccio sempre quando vado in un altro paese. Penso che sia rispettoso e anche un po’ fico, perché nessun altro lo fa. Ricordo di aver fatto i miei primi tour in Europa e mi chiedevo: “Perché nessuno parla la lingua locale?”. E immagino che nessuno si sia preso il tempo per farlo. Richiede un sacco di tempo, onestamente. Scrivo il promo in inglese, vado da una persona che parla italiano e inglese e faccio: “Come lo dico in italiano?”. E poi, letteralmente, lo devi memorizzare. Ma non solo memorizzarlo, memorizzarlo in una lingua che nemmeno conosci, quindi è stato molto difficile. Ma sento che la gente lo apprezza e anche se sono un “bad guy”. Posso ancora fare un promo da “bad guy” e farmi odiare in italiano. E se riesco a farlo, è abbastanza fico.

Sei uno dei migliori performer in assoluto, soprattutto in termini di interazione con la folla. Quanto ti manca in questo momento?

Penso che chiunque abbia un pubblico dal vivo, che sia la WWE o che sia football, calcio, basket o baseball, ogni volta che si ha un pubblico dal vivo, c’è elettricità nell’arena, nello stadio, che non può essere sostituita. Certo, abbiamo un pubblico virtuale e la WWE ha fatto un ottimo lavoro nel permettere l’interazione con i fan, anche se non possiamo averli dal vivo. Abbiamo fan virtuali ora e la WWE è sempre al top, è sempre la prima a fare qualcosa e provare qualcosa. E tutti gli altri la seguono… “Ah, facciamo quello che la WWE sta facendo”. Ma siamo sempre all’avanguardia, è solo quello che siamo. Proviamo le cose. A volte abbiamo successo, a volte falliamo. Onestamente la maggior parte delle volte abbiamo successo. Voglio dire, vedete lo spettacolo, il ThunderDome è piuttosto incredibile, abbastanza accattivante. Mi manca il pubblico dal vivo? Sì. Ma sono molto grato per il pubblico virtuale che abbiamo in questo momento.

Una vita da “bad guy”

Da fan, la sensazione è che ti piaccia particolarmente esse Heel, non è vero?

Mi piace essere un “bad guy”. È stato più difficile ultimamente, perché ora la gente mi vede nel mio reality show “Miz e Mrs”. Penso che quando la gente guarda quel programma, dice: “Oh, aspetta, non è proprio uno stronzo, non è davvero egoista e arrogante”. E io lo faccio bene, riesco a farlo credere davvero. Ma è diventato sempre più difficile da quando la gente conosce Mike, cioè chi sono. Ma sì, mi piace essere odiato, mi piace sentire la gente cantare “you suck”, dirmi “sei terribile”, oppure “sei il peggior essere umano del mondo”. Mi piace, mi piace vedere su Twitter che la gente mi dice cose negative, perché alimenta il mio fuoco. Ad alcune persone non piace, a me sì. Mi motiva e non so perché. Non lo so davvero, ma lo fa e basta.

Oltre ad essere un wrestler professionista, ti piace anche il football e giocare a golf. Ti piacciono anche altri sport?

Amo tutti gli sport onestamente. Amo la competitività e quindi mi piace qualsiasi cosa in cui ci sia competizione.

La catchphrase “I’m awesome”

Da dove viene il tuo slogan “I’m awesome”?”

Onestamente, pensavo “qual è il tormentone che più facile possibile da fare?”. Chi sei? Sono The Miz. Che cosa sei? Sono “awesome”, fantastico. Io sono The Miz e sono fantastico. “I’m awesome”. Ho pensato che fosse il tormentone più facile finché non è arrivato Daniel Bryan, con il suo “Yes and no” come tormentone. A quel punto ho pensato: “Beh, su questo mi ha fregato…”.

Come pensi che sia cambiato il wrestling da quando hai iniziato?

Il wrestling è cambiato tantissimo, è sempre in evoluzione, che sia sul ring, che si tratti delle superstar o del wrestling in generale, del modo in cui la gente guarda e del modo in cui la gente osserva. Si è evoluto in qualcosa di incredibile ed è il mio lavoro come superstar essere sempre un passo avanti, e man mano che invecchio diventa sempre più difficile, Perché stanno arrivando queste giovani superstar che sono assolutamente incredibili sul ring e fanno cose che il mio fisico non mi permette di fare.

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